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La Piemme porta in libreria un grande thriller firmato da Katarzyna Bonda.

La scheda di Uruk:

Il trono di Roma (Pochłaniacz, 2014) di Katarzyna Bonda [12 giugno 2018] Traduzione di Walter Da Soller e Laura Rescio

La trama

La ex poliziotta e profiler Sasza Załuska, trentasei anni e i capelli rosso fuoco, ne sa qualcosa di pessime scelte. Ma adesso è tornata a casa, a Danzica, sulla costa ventosa del mar Baltico, ed è decisa a ricominciare, insieme alla piccola Karolina. Senza un uomo, e senza l’alcol: non ha più bisogno di nessuno dei due. Ma sfuggire al passato non è facile. E per Sasza Załuska c’è un richiamo più forte di tutto: quello della vecchia vita. Così, quando un ex sbirro della polizia di Danzica la rintraccia per un lavoretto di profiling, Sasza suo malgrado accetta. Ben presto, maledicendosi per il tempo sottratto alla figlia, e per la voglia di bere che torna prepotente, si troverà a indagare sull’omicidio di un cantante famoso e a fare coppia di nuovo con il commissario Duchnowski detto Duch, un uomo che ne ha viste abbastanza per decidere che nella vita non ci sono amici, c’è solo l’alcol.
Finiranno così a navigare insieme il sottobosco criminale di una Danzica cupa e ottenebrata, tra donne che hanno perso tutto, compresi gli scrupoli, preti che non credono in Dio, e gente piena di buone intenzioni finite molto male. Fino a imbattersi in una vecchia storia d’amore diventata storia di vendetta, come cantava il cantante ammazzato nella sua unica hit, Ragazza del Nord.
Dall’autrice numero uno in Polonia, un thriller che è un grande palcoscenico su cui vanno in scena l’odio e l’amore, le speranze infrante e la vanità, il denaro e la vendetta. Una lettura mozzafiato che vi avvolgerà completamente, da una nuova, grande voce della narrativa crime internazionale.

L’incipit:

«Sasza?»
All’altro capo del telefono c’era una voce maschile. Ruvida, autoritaria. Lei passò mentalmente in rassegna le facce che potevano corrispondere a quel timbro. Non le veniva in mente nessuno. Poi lui si decise ad aiutarla con la domanda successiva. «Sasza Załuska? È così che ti fai chiamare adesso?»
Le balenò davanti agli occhi una serie di eventi del suo passato in Polonia, e pensò di averlo inquadrato.
«È il mio nome.»
«Ma dai. Non si addice a una brava ragazza come te.»
Lo sentì aspirare dalla sigaretta.
«È da parecchio che non lavoro più» disse asciutta. «Né per te né per nessuno.»
«Ti prepari a fare l’impiegatuccia in una banca polacca, però.» Rise. «In primavera. So tutto.»
«Certo. Non proprio tutto, però.»
Avrebbe dovuto mettere giù, ma riaccostò all’orecchio il ricevitore. Aveva deciso di stare al gioco, come sempre. Lo sapevano entrambi.
Fu lei a capitolare per prima. «Ti dà fastidio? Sono una che si guadagna da vivere onestamente. Non sono affari tuoi.»

L’autrice:

Katarzyna Bonda, definita la «risposta polacca a Jo Nesbø» e «la nuova regina del crime» dalla stampa europea, è nata nel 1977 ed è in assoluto l’autrice più venduta in Polonia, con più di un milione di copie all’attivo. Ha firmato due serie crime, di cui la più recente ha per protagonista la detective profiler Sasza Załuska, con cui ha vinto tutti i principali premi nazionali. Considerata una delle più promettenti voci del genere a livello europeo, sta per essere pubblicata in lingua inglese, ed è in corso di traduzione in altri sei Paesi. Piemme pubblicherà anche il secondo volume della serie, Nessuna morte è perfetta. Nel 2015 un suo saggio sulle donne criminali è diventato un documentario nominato all’Oscar.

L.

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