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Numero d’annata della collana “Segretissimo” (Mondadori), all’epoca della conduzione di Laura Grimaldi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1014. SAS: furore d’Olanda [SAS 75] (Les enragés d’Amsterdam, 1984) di Gérard de Villiers [10 marzo 1985] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene il saggio: [Attualità] SAS è un istogramma

La trama:

Wooder, sergente americano presso la base NATO di Amsterdam, è ripescato cadavere da un fiume. E Malko, arrivato in Olanda per occuparsi del caso, viene informato che un curioso particolare collega la morte di Wooder a quella di un soldato olandese ucciso poco tempo prima: l’assenza di slip. Mai come in questa occasione la parola d’ordine sembra dover essere Cherchez la femme. Con l’aiuto dei suoi “gorilla” Chris Jones e Milton Brabeck, SAS trova non solo la donna, ma mine nucleari, strani pacifisti, madri non del tutto ortodosse e, in prospettiva, una grande, definitiva esplosione atomica…

L’incipit:

Una scritta a luce intermittente posta sulla corsia di destra dell’autostrada E 10 costringeva a rallentare le decine e decine di veicoli che intendevano imboccare la strada 104 diretti verso il centro di Amsterdam.
Tom Wonder, per evitare di infilarsi nell’ingorgo, diede una brusca sterzata e risalì tranquillamente in terza fila la coda di auto ferme, rientrando poi nella propria corsia, accompagnato da un concerto rabbioso di colpi di clacson. Un guidatore furibondo abbassò persino il finestrino e gli gridò: — Bastardo!
In Olanda non si scherza con il codice della strada, e la Golf tutta bianca del giovane americano infastidiva maledettamente i bravi olandesi.
Di ottimo umore, Tom Wonder fece un gesto osceno ai protestatari e si immise sulla rampa che portava ad Haarlemmerweg, pregustando già i momenti di piacere che lo attendevano. Valeva la pena di fare due volte al giorno, a velocità pazzesca, la squallida autostrada piatta come il palmo di una mano che collegava Rotterdam con Amsterdam. Pur essendo tre volte più piccola dell’indiana, l’Olanda era un paese così decentrato che uno finiva col passare tutta la vita al volante. L’americano costeggiò un canale pieno di imbarcazioni. Sull’altra sponda, piccole case malandate, addossate l’una all’altra, facevano pensare a uno scenario da cartoni animati, ma privi di gaiezza. La periferia di Amsterdam non era allegra, specie sotto la pioggia.
Quando tre mesi prima era arrivato in Olanda assegnato alla NATO, il sergente Tom Wonder aveva pensato che la musica pop in cassetta e il jogging sarebbero state le sue uniche distrazioni. Le prime settimane erano andate oltre le sue più pessimistiche previsioni.
Prima aveva lavorato in una squallida zona industriale situata nei pressi dell’autostrada E 36 che porta a Gouda e Capelsweg, a nord di Rotterdam, in mezzo a depositi e uffici sparsi in quell’angolo desolato di mondo. Tutto il settore era circondato da un recinto di rete metallica che gli dava l’aspetto di un campo di concentramento.
Quanto a Rotterdam, Tom aveva smesso subito di farsi illusioni sul grande porto: non c’era nemmeno un bar dove trovare delle prostitute. Cerano solo delle
heroine girls che bazzicavano i locali dell’immensa zona portuale, pronte a vendersi per una manciata di fiorini. Nulla che potesse invitare all’erotismo. E per quanto riguardava il cibo, se uno non gradiva la cucina indonesiana era costretto a mangiare hamburger, visto che il gioiello della gastronomia olandese erano le patate lesse.

L.

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