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La collana “Segretissimo” n. 1641 presenta questo luglio una nuova avventura di Chance Renard.

La scheda di Uruk:

1641. Il Professionista. Uccidere o morire (2018) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [luglio 2018]
Inoltre contiene il racconto: L’inglese, di Stephen Gunn

La trama:

Una giornata di festa, per celebrare gli eroi della missione in Africa appena conclusa con successo dal Professionista. Senza preavviso, sul reparto della Legione schierato nel cortile di Fort Mamoulian si abbatte un uragano di fuoco. Una strage. Ma non basta: tutti i compagni di Chance in quell’avventura cominciano a morire. Il generale Morte Bianca è tornato per vendicarsi. Chi lo sta manovrando? Così il Professionista è costretto a radunare intorno a sé la sua vecchia squadra per fare giustizia. Ma il tempo corre e il suo nemico non vuole fare da bersaglio. Anzi, alza la posta in gioco e rapisce Rika. Per Chance e i suoi amici salvarla potrebbe rivelarsi una mossa suicida. Una trappola letale nel labirinto di un’antica città araba dalla quale non è mai uscito nessuno.

L’incipit:

Fort Mamoulian, Bonifacio, Corsica

È il sole che mi sveglia, attraverso le serrande della finestra. Luminoso, caldo, piacevole. Rimango tra le lenzuola della branda dell’alloggio angusto ma confortevole che mi hanno assegnato. È una sensazione gradevole e, sulle prime, non so neppure spiegarmi il perché. L’assaporo e basta, prendendo coscienza di ogni particolare della stanza, del suo ordine spartano, della pulizia impeccabile, della simmetria con cui sono disposti gli oggetti, dal tavolo alle sedie sino allo scaffale che contiene una decina di volumi dalle consunte rilegature in pelle.
Dopo un paio di respirazioni profonde, mi decido. Getto da un lato le lenzuola e mi alzo. Vado subito in bagno. Svuoto la vescica e accendo l’acqua calda nel piccolo box doccia.
Mi guardo allo specchio. La pelle è abbronzata, segnata dall’ultima missione in Africa della quale porto ricordi e ferite.
Chance Renard, il Professionista. Soldato di ventura. Non saprei come altro definirmi anche se pare una descrizione antiquata, da vecchio romanzo d’avventure, di quelli scritti per i ragazzi con troppa fantasia.
Forse sono io che sono vecchio. Ma così è andata e non so fare altro. Perché vergognarmi, allora?
Da settimane le visioni di morte hanno accettato di aver perso la battaglia con la mia mente e hanno smesso di venire a torturarmi nel pieno della notte, precipitandomi sull’orlo dell’inferno.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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