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La collana “Segretissimo” n. 1642 presenta questo agosto una nuova avventura di Chance Renard, il Professionista.

La scheda di Uruk:

1642. Il Professionista. Dossier Phoenix (2018) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [agosto 2018]

La trama:

Una linea di sangue unisce la Corea del Nord e un gruppo di industrie europee che forniscono tecnologia militare vietata dall’embargo. Il Professionista e la sua squadra si trovano alle Meteore, in Grecia, per controllare il recupero di un’agente infiltrata. La ragazza, amante di un generale coreano, è una violoncellista in tournée. Sebastian Miller, asso della DSE, dirige in via ufficiale l’operazione. Poi qualcosa va per il verso sbagliato. Accusato ingiustamente, Miller si suicida. Ma è davvero così? Seguendo una labile traccia, Chance svolge un’indagine parallela che dai doppi giochi di Vienna lo porterà in Polonia e infine in una base della quale nessun governo vorrebbe ammettere l’esistenza. È lì che si decide il destino del mondo. Spionaggio e guerra su tutti i fronti in una missione di scottante attualità.

L’incipit:

Kalabaka, regione delle Meteore, Grecia, oggi

Il fuoco raggiunse il serbatoio della benzina. L’auto esplose con un fracasso che annullò ogni senso per una decina di secondi.
All’angolo della strada, riparato dietro un muro a secco, Chance Renard, il Professionista, vide il mezzo trasformarsi in una fiammeggiante carcassa sollevata da terra per almeno tre metri. La vettura ricadde sul selciato con un tonfo che si perse nel fragore della deflagrazione. Uno pneumatico scoppiò, un altro schizzò via rimbalzando tra i limiti angusti della carreggiata. La notte assunse colori foschi, demoniaci. Le lingue rossastre che salivano al cielo tra nuvole di fumo denso creavano un effetto allucinante, come se i contorni delle cose e delle persone perdessero consistenza, tremolando.
Con la Px4 in pugno, Chance cercò di attivare il sistema di comunicazione, ma ne ricavò solo un ronzio insistente e fastidioso. Il respiro mozzo, tossì coprendosi il viso con una manica. Si chiese cosa poteva essere andato così storto da proiettarlo in un inferno simile.
Le vie del paesello parevano scosse da un terremoto. Tutti i vetri rotti, dalle mura di pietra pioveva ancora un pulviscolo fitto che si univa agli effetti dell’incendio.
Dovevano aver tirato con un lanciagranate. Chance si chiese da dove.
Raccogliendo tutto il suo coraggio scattò oltre l’angolo della casa e si portò dall’altro lato della strada, presso una fontana vecchia di secoli. Non il migliore dei ripari.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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