Tag

, , , ,

Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Oreste del Buono.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1600. Un uomo per tutte le passioni [Donald Robak 4] (Dark Intent, 1954) di Rae Foley (Elinore Denniston) [30 settembre 1979] Traduzione di Michela Mirandola
Inoltre contiene il racconto:
L’ispettore Ghote e la diva (Inspector Ghote and the Film Star, da “EQMM“, settembre 1977) di H.R.F. Keating (Henry Reymond Fitzwalter Keating)

La trama:

La versione ufficiale è: “morto nel sonno per collasso cardiocircolatorio”. La realtà è: assassinio. Qualcuno ha ucciso il grande giornalista Roger Brindle, avvelenandolo con una fuga di gas mentre dormiva nel suo cottage di Stoweville, Connecticut. Dormiva ubriaco. Ma nessuno deve saperlo. Il personaggio più famoso e idealizzato d’America, simbolo d’ogni virtù, non deve cadere dal proprio piedistallo. Così, quando viene a Stoweville per scrivere la sua biografia e avverte subito la presenza di un mistero, Lois Fleming si trova davanti un muro di omertà. In questo piccolo mondo carico di tensioni e conflitti, tutti hanno qualcosa da nascondere: le due donne amate da Brindle, un predicatore fanatico di giustizia, un medico perseguitato dalla gelosia della moglie, una ragazza bella e corrotta, un uomo ferito dalla vita che non sa dimenticare il passato. E tra loro, onnipresente e invisibile, si muove l’assassino di Roger Brindle.
Abilmente costruito come un gioco di specchi e d’ombre, Un uomo per tutte le passioni è senz’altro uno tra i più validi e avvincenti romanzi di Rae Foley, la “signora” del giallo americano che gode l’incondizionato favore del nostro pubblico.

L’incipit:

Roger Brindle era morto. Da New York alla California, la gente apprendeva la notizia con la stessa incredulità e il medesimo senso di sconfitta. Era inammissibile che qualcuno così pieno di vita potesse morire. Il senso di sconfitta derivava dal fatto che Roger aveva stabilito una particolare amicizia con i lettori della sua rubrica: “Così come l’ho sentito io”.
Quando quel lunedì sera i lettori aprirono il giornale per leggere subito la quotidiana chiacchierata di Roger sui suoi amici e vicini, trovarono invece una foto incorniciata di nero con la didascalia: “Morto nel sonno”, e a molti di loro parve che qualcosa di caldo e pieno di vita fosse uscito dalla loro esistenza.
I commentatori della radio dettero qualche succinto resoconto raccolto in fretta all’obitorio, del suo fenomenale successo come scrittore di un grande quotidiano locale che si interessava degli abitanti di una cittadina e dei loro problemi. Durante un programma commemorativo, mezza dozzina di oratori rese omaggio alla sua memoria, affermando che le storie di quel grande uomo gentile e modesto gli avevano attirato la simpatia di tutta una nazione. A differenza di molti discorsi in occasione della morte di uomini celebri, le parole pronunciate per il necrologio di Roger Brindle erano testimonianze di amicizia. Mentre il lento corteo si snodava lungo gli spiazzi erbosi di Stoweville, fino al cimitero, un giornalista venuto dalla città in cerca di colore locale si unì a un gruppo di uomini fermi davanti a un negozio di ferramenta.
— Qualcuno di voi conosceva Brindle?
— Lo conoscevamo tutti. Io l’ho visto meno di una settimana fa dal barbiere. Sembrava un po’ eccitato, ma non si sarebbe detto che stesse male. Ci davamo del tu.
— Non era cambiato. Era sempre rimasto lo stesso. Avreste dovuto vederlo quando camminava. Sovrastava chiunque, in strada…
— Quanto era alto?
— Forse uno e novanta. Era brutto come il peccato, ma non riesco a trovare un’espressione migliore, per descriverlo.
— Nessuno che possa prendere il suo posto?
— No davvero. È buffo, ma anche se non lo conoscevate bene, sembrava che fosse vostro amico.

L.

– Ultimi post simili: