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Dal mio grande archivio di Archeo Edicola estraggo questa avventura di Nicolas Calon della collana “Spionaggio Verde” (Ripalta) diretta da Emanuele Bertini-Malgarini.

Il romanzo è apparso originariamente nel numero 349 della collana “Espionnage” (Fleuve Noir).

La scheda di Uruk:

33. Operazione follia [Nicolas Calon] (Défense d’obeir, 1962) di Alain Page [novembre 1966] Traduzione di Aldo Neri

La trama:

Un vecchio professore viene travolto ed ucciso da una macchina in pieno centro di Parigi. Una sciagura come altre, ma il professore non è una persona come le altre. Sul misterioso incidente si scatena lo XAR, la più enigmatica sezione del servizio segreto francese. Si interessa del caso misterioso e lancia nella mischia lo spregiudicato, cinico, affascinante Nicolas Calon e la sua inseparabile Colt. È un binomio temibile anche per il misterioso avversario. Nelle vie romantiche della vecchia Parigi, nei ritrovi yè-yè della gioventù, si scatena una feroce e silenziosa caccia mortale. Circondato da uno stuolo di belle ragazze, non tutte destinate a finire bene i propri giorni, Calon sembra fare da spettatore. Ma, al momento della resa dei conti, non mancherà all’appuntamento.

L’incipit:

Il professor Kieffer gettò il cappello sulla cassapanca e rimase per un attimo immobile, quasi assente, con il viso inespressivo. Sophie Lemontel notò che aveva l’aria stanca.
Non osò porgli domande, anzi la domanda, la sola che avesse importanza. Rimase seduta sulla poltrona, anche lei immobile, troppo immobile. Aveva paura persino di sollevare la mano per portare la sigaretta alla bocca. Come se quel gesto insignificante potesse scatenare delle forze malefiche.
Il professor Kieffer finalmente la guardò, scuotendo la testa. Una condanna senza appello. Sophie esitò, poi disse:
— Voi… voi l’avete visto?
Le sue parole si persero nel vuoto. Kieffer non rispose. Sophie finì col dubitare di non aver parlato.
Kieffer si diresse verso la sua poltrona preferita. Quando guardò Sophie, i suoi lineamenti erano diventati normali.
— Lo rimpiangeranno, disse. Ma sarà troppo tardi…
— Ma quale ragione vi hanno dato?
Alzò le spalle.
— Ragioni che non sono tali… Considerano il problema alla rovescia. Mi rimproverano di aver perso troppo tempo, di costare troppo caro per quei pochi risultati.
— Ma voi…
— Lo so… Se non mi avessero dato i crediti col contagocce, non ci troveremmo a questo punto…
— Ma non avete parlato dei vostri risultati?
— Dopo la nomina, l’anno scorso, di quel comitato d’esperti che mi è stato sfavorevole, la cosa è molto chiara; non ci credono più. Un tempo mi avrebbero considerato come Einstein, ora mi paragonano piuttosto a Nostradamus. Anche quel maledetto film che ho smarrito non li avrebbe convinti!
— Cosa farete?
Kieffer sorrise a stento.
— Ho già agito di conseguenza… e non penso che il mio imminente appuntamento cambi qualche cosa.

L.

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