Tag

, , , ,

Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Alberto Tedeschi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1567. Lettere al cianuro [Miss Silver 29] (Poison in the Pen, 1955) di Patricia Wentworth [11 febbraio 1979] Traduzione di Paola Forti
Inoltre contiene il racconto:
Il mulino a vento (The Tower Mill, da “EQMM“, maggio 1978) di Laurette Eustiss

La trama:

Valentine, incredula, sgomenta, fissa il biglietto. Non dovrebbe aver paura, eppure ha il cuore in gola e le tremano le mani, mentre legge e rilegge il messaggio: «Al solito posto. Aspetterò fino a mezzanotte». Niente firma, ma per Valentine non ce n’è bisogno. Lei sa con certezza chi ha scritto quelle parole, così come sa con certezza che non può fare a meno di andare «al solito posto». E sguscia fuori, nelle tenebre, costeggia la terrazza, si inoltra fra i grandi alberi secolari sul sentiero erboso che porta al vecchio padiglione estivo. Col sangue in tumulto, Valentine vede la figura che si muove nell’ombra. Poi la voce. La voce inconfondibile…

L’incipit:

Miss Silver alzò gli occhi dalla teiera, guardando il suo interlocutore con l’aria di una zia affettuosa alle prese col nipote prediletto, ma il giovane che si protese a prendere la tazza che lei gli porgeva non aveva, in realtà, alcuna parentela con lei. Si trattava infatti dell’ispettore Frank Abbott di Scotland Yard, intento a godersi il pomeriggio domenicale di libertà, completamente a suo agio. Sarebbe stato difficile indovinare la sua professione. Lo si sarebbe potuto scambiare per un ufficiale dell’Esercito o della Marina, per un funzionario del Ministero degli interni o per un avvocato. Indossava un abito di buon taglio e la sua figura alta e snella era adagiata, con la disinvoltura che deriva da una lunga consuetudine, sulla più grande delle due poltroncine intarsiate di Miss Silver, i cui ampi sedili e braccioli ricurvi erano assai più comodi di quanto non sembrassero a prima vista. Gli occhi freddi e chiari nel volto pallido e irregolare si addolcirono visibilmente nel posarsi sulla padrona di casa. L’ammirava. La venerava, avrebbe detto lui. L’anziana signora lo intratteneva, lo divertiva, lo stimolava, solleticava il suo senso dell’umorismo; e, anche nei momenti di maggiore irriverenza, il giovane non cessava mai di provare un profondo rispetto per lei.
Ora Miss Silver gli sorrise e gli domandò se avesse passato bene la sua licenza.
— Eravate nel Leshire, non è vero, almeno per un certo periodo di tempo? Le vostre cartoline mi hanno risvegliato tanti ricordi. La piazza del Mercato di Ledlington…
Lui rise.
— La veduta dei pantaloni di Sir Albert è stupenda, vero?
Si riferiva alla statua di Sir Albert Dawnish che domina la piazza e che è famosa per la sua bruttezza, ma Miss Silver non incoraggiò questa frivolezza. Disse invece che i Grandi Magazzini Dawnish erano diventati un’istituzione nazionale e che non solo Ledlington, ma anche l’intera contea, avevano beneficiato dei generosi lasciti di Sir Albert. Dopo di che tornò all’argomento vacanza.

L.

– Ultimi post simili: