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Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Alberto Tedeschi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1700. Il vecchio Robbie va alla guerra (Death on Account, 1979) di Margaret Yorke [30 agosto 1981] Traduzione di Annalisa Baldassarini
Inoltre contiene il racconto:
Felicità assicurata (Happiness You Can Count On, da “EQMM“, gennaio 1981) di William Bankier

La trama:

Lo chiamano «il vecchio Robbie» in banca. Ma in realtà Robbie Robinson, bancario assiduo e zelante nel lavoro, è ancora un bambino bisognoso di tutela. Almeno così lo ritiene la moglie Isabel, prepotente proprietaria di una boutique di successo, che pensa di poter dominare il marito come vuole. Ma non si rende conto che i bambini molto spesso si ribellano e fanno cose fuori da ogni logica. Robbie è un maniaco della televisione, anzi del giallo in televisione: qualsiasi thriller, purché sia abbastanza violento, lo affascina, gli fa vivere immaginarie emulazioni dei suoi eroi neri. E un giorno «il vecchio Robbie» pensa bene, anzi pensa male, di trasformare l’immaginazione in realtà: organizzare un furto nella banca in cui lavora… Margaret Yorke ancora una volta si conferma scrittrice vigorosa e sicura. I suoi romanzi non sono mai semplici gialli, ma qualcosa di più, molto di più.

L’incipit:

La sentì girare la chiave nella toppa.
L’uomo cadde riverso sul pavimento, con le braccia aperte e il sangue che gli usciva a fiotti da una ferita da arma da fuoco nella testa.
Due donne e un uomo, impietriti dal terrore, se ne stavano addossati contro il muro, lontano dall’uomo mascherato con la pistola. L’uomo morto giaceva ai loro piedi: era stato colpito prima allo stomaco e poi, mentre rantolava sul pavimento, anche alla testa.
Robbie non poté aspettare di vedere il seguito. Cambiò canale e, quando lei entrò, sembrava intento a guardare il notiziario: non distolse nemmeno lo sguardo dallo schermo.
Isabel, camminando sui tacchi alti, attraversò la stanza e regolò il volume della televisione. Poi raddrizzò una delle pesanti tende di seta che non era perfettamente a posto.
— Bene — cominciò. — Vedo che hai passato una serata piena.
Robbie lanciò un’occhiata a sua moglie. Guardò il suo collo massiccio, con la pelle rugosa e rossa, ma soda, e pensò alla sensazione delle sue dita sulle spalle grassocce di lei. Cosa avrebbe provato a mettere le mani su quel collo e a stringerlo? La fissò, immaginando lo sguardo incredulo nei suoi gelidi occhi azzurri mentre realizzava le sue intenzioni: avrebbero incominciato a schizzarle dalle orbite, il suo viso si sarebbe soffuso di rosso e alla fine sarebbe caduta esanime, lontano da lui, zittita per sempre. Sarebbe stato meraviglioso.
Ma non avvenne niente del genere.
— A quanto pare, invece, la tua serata è stata un successo — rispose lui. Era ancora eccitata, con il viso arrossato e gli occhi gelidi che le luccicavano.
— Come se te ne importasse — replicò Isabel.
In effetti a Robbie non importava, ma se fosse riuscito a sopportare le sue lamentele senza piantarne a sua volta, lei forse sarebbe andata a letto presto e lui avrebbe potuto riaccendere la televisione senza dover perdere troppe scene del giallo.

L.

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