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Prima di darlo via, schedo questo numero della collana “Best Thriller” (SuperPocket).

La scheda di Uruk:

2. Lo scheletro che balla [Lincoln Rhyme 2] (The Coffin Dancer, 1998) di Jeffery Deaver [gennaio 2001] Traduzione di Stefano Massaron

La trama:

Condannato all’immobilità assoluta da un incidente, ma dotato di una prodigiosa capacità investigativa, il detective e penalista Lincoln Rhyme sta dando la caccia a un killer efferato e geniale. Soprannominato “lo scheletro che balla” per il macabro tatuaggio sul braccio, è in grado di trasformarsi con abilità camaleontica man mano che uccide le sue vittime. Per neutralizzarlo Rhyme deve pensare più in fretta di lui, superarne la fredda intelligenza, radiografarne la mente, sfruttando la sua dote peculiare: la capacità di arrivare alla soluzione di un caso decifrando le tracce minuscole lasciate dall’assassino sulle scene dei crimini. Ci sono solo quarantott’ore di tempo prima che il diabolico criminale colpisca ancora.

L’incipit:

Quando Edward Camey salutò sua moglie Percey, non avrebbe mai immaginato che quella fosse l’ultima volta che la vedeva.
Salì sulla sua automobile, che era parcheggiata in un preziosissimo posto auto sull’Ottantunesima Strada Est a Manhattan, e si immise nel traffico. Camey, osservatore per natura, notò un furgone nero parcheggiato nelle vicinanze di casa loro. Un furgone con finestrini a specchio ricoperti di schizzi di fango. Lanciò un’occhiata al veicolo malridotto, riconobbe le targhe del West Virginia e si rese conto di averlo visto in strada diverse volte negli ultimi giorni. Poi, però, le macchine incolonnate davanti a lui ripresero a muoversi. Camey riuscì a passare un attimo prima che il semaforo cambiasse dal giallo al rosso e si dimenticò completamente del furgone. Ben presto si ritrovò sulla FDR Drive, nel flusso diretto verso nord.
Venti minuti più tardi sollevò la cornetta del telefono della macchina e chiamò sua moglie. Quando non la sentì rispondere, si preoccupò. Percey avrebbe dovuto fare il volo con lui – avevano fatto testa o croce la sera prima per stabilire chi dovesse occupare il sedile di sinistra e lei aveva vinto, dedicandogli uno dei suoi tipici sogghigni di trionfo. Ma poi si era svegliata alle tre del mattino con un’emicrania feroce, che l’aveva immobilizzata per tutto il giorno. Dopo qualche telefonata avevano trovato un sostituto copilota. Percey aveva preso un antinevralgico ed era tornata a letto.
L’emicrania era l’unica malattia in grado di tenerla a terra.

L’autore:

Jeffery Deaver, ex avvocato e ormai scrittore a tempo pieno, per due volte finalista all’Edgar Award, è considerato il degno erede di Thomas Harris. “The Times” lo definisce «il più grande scrittore di thriller dei nostri giorni».

L.

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