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La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico firmato da Andrea Frediani.

La scheda di Uruk:

924. La congiura di Catilina 1: il cospiratore (2018) di Andrea Frediani [4 ottobre 2018]

La trama:

La repubblica romana è ormai un’istituzione fragile e precaria, da anni oggetto di contesa tra uomini spregiudicati e ambiziosi, che si combattono con i loro eserciti sui campi di battaglia, ma anche con le clientele e fiumi di denaro nell’agone politico. Il popolo è stritolato dai debiti, oppresso dalle ingiustizie, diviso dalle discriminazioni. In questo panorama, si fa largo Lucio Sergio Catilina, disposto a tutto pur di raggiungere quel potere che a un nobile decaduto come lui sarebbe precluso. Grazie alla corruzione e all’intimidazione, scala le gerarchie dello Stato. Ma la classe dirigente degli ottimati, che si sente minacciata dalla sua ascesa, reagisce opponendogli un abile avversario: quello stesso Cicerone che di Catilina era stato, da ragazzo, il seguace più entusiasta, e che si trasformerà nella sua nemesi. La sfida tra i due cresce di intensità negli anni, fino al tragico epilogo, che apre la strada alla fine della repubblica.

L’incipit:

Ascoli, 89 a.C.

Sul muro della città si disegnarono rapide delle crepe che, nel giro di pochi istanti, si trasformarono in fessure. Un attimo dopo, pietre iniziarono a staccarsi e a cadere dalla cortina, creando varchi che divennero ben presto una breccia. Quando la nube di polvere sollevata dalla caduta delle macerie si diradò, i tre giovani tribuni poterono scorgere distintamente i difensori che si affannavano ad ammucchiare i detriti per ostruire il varco.
L’azione costante della ballista, sempre nello stesso punto, aveva ottenuto l’effetto sperato.
Il console Gneo Pompeo Strabone alzò il braccio e la colonna di cavalieri ispanici si schierò in posizione. Suonarono le trombe e l’attacco partì. Gli ausiliari si lanciarono contro la porzione di muro crollata prima che gli ascolani potessero arginarla. I soldati schierati appena fuori dall’accampamento degli assedianti li incitarono, mentre gli ispanici urlavano a squarciagola, battendo i giavellotti sugli scudi.
«Sembrano posseduti», disse Marco Tullio Cicerone scuotendo la testa, visibilmente turbato, senza rivolgersi a nessuno in particolare dei suoi due compagni più vicini.
«In effetti, per quanto coraggiosi siano gli ispanici, non li ho mai visti così esaltati», ammise Gneo Pompeo, il figlio del console. «Mio padre ne ha stima, ma se fossero stati sempre così avremmo già vinto la guerra da un pezzo».
«Ricevere la cittadinanza romana mi pare una motivazione più che valida. Probabilmente perfino tu, Cicerone, non vedresti l’ora di rischiare la morte in battaglia, di fronte a una prospettiva del genere. E dovresti: in fin dei conti, sei solo un inquilino dell’Urbe», commentò Lucio Sergio Catilina, il più anziano dei tre, con i suoi diciannove anni.

L’autore:

Andrea Frediani è nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista “Focus Wars”, ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue. Il suo sito è http://www.andreafrediani.it

L.

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