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La collana La Memoria (Sellerio) porta in libreria un grande thriller paradossale di Len Deighton.

Il romanzo era già apparso in Italia per Rizzoli nel 1981, con la traduzione di Mariagiulia Castagnone e con il titolo La grande spia. 1941: i nazisti occupano la Gran Bretagna.

La scheda di Uruk:

1107. SS-GB. I nazisti occupano Londra (SS-GB, 1978) di Len Deighton [ottobre 2018] Traduzione di Simona Fefè

La trama:

Una sera davanti a una birra un giornalista amico di Len Deighton aveva dichiarato di considerare impossibile immaginare cosa sarebbe successo se la Gran Bretagna avesse perso la Battaglia d’Inghilterra. L’autore si era opposto ad una affermazione così categorica, visto che i piani d’occupazione di Hitler erano stati resi pubblici. «Avevo letto – spiega – parte di quei documenti e ho cominciato a chiedermi se l’ipotesi dell’Inghilterra sotto il dominio tedesco avrebbe potuto trasformarsi in un romanzo». Ne è risultata questa utopia negativa in veste di spy story; una solida ipotesi di storia controfattuale immersa dentro una cornice da thriller.
Londra 1941. I tedeschi hanno vinto la guerra contro l’Inghilterra e invaso l’isola. Gli americani non sono intervenuti. Il patto Molotov-Ribbentrop, che lega Germania nazista e Unione Sovietica, regge ancora, anzi si è rafforzato con le celebrazioni comuni di amicizia, perché l’Europa sta diventando un condominio russo-germanico. Churchill non si sa che fine abbia fatto. Il re è rinchiuso nella torre. Circolano timide notizie di una resistenza. Le SS britanniche (SS-GB) imperversano. Penuria di ogni cosa, depressione sociale e personale, ed è evidente che il paese si stia impoverendo e la sua ricchezza trasferendosi in terra germanica.
In questa realtà, Douglas Archer fa il soprintendente di Scotland Yard. Indaga con intelligenza e senso pratico evitando un antinazismo troppo scoperto che finirebbe coll’impedirgli ogni azione. Si sforza di evitare che le sue inchieste più delicate finiscano avocate dal tribunale speciale degli occupanti. Grazie a questa prudenza, Doug può venire a conoscere utili segreti. Un antiquario, un traffichino di cattiva reputazione, viene trovato ucciso con un’arma da fuoco; sulle sue braccia, delle strane ustioni. Dopo il primo avvio delle indagini, piomba negli uffici di polizia un ufficiale delle SS, di nome Oskar Huth, aiutante stretto di Heinrich Himmler. Assume la supervisione del caso e arruola Archer stesso come suo aiutante. Così l’investigatore di Scotland Yard è preso in un gigantesco gioco di spionaggio che muove tutte le pedine presenti. Intanto non muore la speranza.
«“Mi sta dicendo di aver già visto una cosa simile?”. “L’hanno già vista alcuni membri del mio staff, ci troviamo al cospetto di qualcosa che potrebbe rivelarsi talmente letale, che neanche la Peste nera terrebbe il passo con le conseguenze”».

L’incipit dell’Introduzione:

«Il mio Memorie del Terzo Reich non è mai stato in cima alla classifica newyorchese dei libri più venduti» mi ha detto Albert Speer. «Al primo posto si era insediato, e ci è rimasto per lungo tempo, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere)».
Ancora oggi mi chiedo se Speer stesse scherzando. L’ex ministro degli armamenti di Hitler aveva un senso dell’umorismo tagliente, che sfoderava soprattutto quando parlava degli uomini con cui aveva condiviso la prigione di Spandau; si riferiva sempre al Feldmaresciallo Milch col nomignolo di «Milk» (latte). E, quando si incontrano, gli scrittori spesso parlano di vendite.
Ma non è stato Albert Speer a ispirare
SS-GB. Tutto è cominciato durante una serata di bevute con Ray Hawkey, lo scrittore e designer, e Tony Colwell, il mio redattore alla Jonathan Cape. «Impossibile immaginare cosa sarebbe successo se avessimo perso la battaglia d’Inghilterra» ha sentenziato Tony sospirando, mentre sceglievamo la foto per la copertina del mio La battaglia d’Inghilterra.
«Io non sarei così categorico» ho risposto. «Molti dei piani di occupazione tedesca sono stati resi pubblici».

L’incipit:

«Himmler ha fatto rinchiudere il re nella Torre di Londra» dichiarò Harry Woods. «Adesso, però, i generali tedeschi dicono che a tenerlo d’occhio dovrebbe essere l’esercito».
L’altro uomo, immerso nelle carte sparse sulla sua scrivania, non fece commenti. Premette il timbro di gomma sul tampone, poi lo impresse sul ruolino: «Scotland Yard. 14 nov. 1941». Pareva incredibile che la guerra fosse cominciata solo due anni prima. E che fosse finita; finiti gli scontri, persa la causa. C’era una quantità tale di scartoffie da smaltire che si era fatto ricorso a due scatole da scarpe, décolleté di vernice, marca Dolcis, misura 39, tacco alto, pianta stretta. Il soprintendente Douglas Archer conosceva una sola donna capace di acquistare scarpe simili: la sua segretaria.
«Be’, così si dice in giro» aggiunse Harry Woods, l’anziano sergente che costituiva l’altra metà della «squadra omicidi».
Douglas Archer siglò il ruolino e lo gettò nel contenitore. Poi lanciò lo sguardo all’altro capo della stanza e annuì. Era un ufficio deprimente, con le pareti dipinte color verde e panna annerite dal tempo e le finestrelle di vetro piombato talmente imbrattate dalla pioggia fuligginosa da costringere a tenere la luce accesa anche in pieno giorno.

L’autore:

Len Deighton (Londra, 1929) ha pubblicato, dentro una vastissima produzione narrativa e di storico, due romanzi punto di riferimento della spy story, La pratica Ipcress e Funerale a Berlino. Due film con Michael Caine ne hanno rafforzato il successo internazionale significativo.

L.

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