Tag

, , ,

La collana “TimeCrime” (Fanucci) porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico firmato da Julian Gough.

Per una recensione, rimando al blog La lettrice assorta.

La scheda di Uruk:

Connect (Connect, 2018) di Julian Gough [24 ottobre 2018] Traduzione di Tiziano Ferracci

La trama:

Colt è un adolescente timido e introverso, dotato di un’intelligenza fuori dal comune. Figlio unico di genitori divorziati, trascurato dalla madre Naomi, brillante biologa, e dal padre Ryan, collaboratore di una misteriosa agenzia governativa, trascorre molto del suo tempo immerso nella realtà virtuale. Come buona parte delle persone affette da autismo, conduce una vita semplice, scandita da abitudini sempre uguali, finché un giorno le cose iniziano a complicarsi. In un impeto di entusiasmo, decide di inviare di nascosto l’innovativo studio a cui sua madre sta lavorando a una conferenza biotech a New York. Da quel momento, le paure più angosciose di Naomi diventano realtà innescando una serie di eventi catastrofici. Preceduto dall’agenzia governativa per cui lavora, Ryan piomba nelle loro vite: pretende di avere le ricerche di Naomi e anche suo figlio. La vita stessa di Colt è ora in pericolo e tocca a sua madre decidere fin dove sarebbe disposta a spingersi pur di proteggerlo… Ucciderebbe un uomo? Distruggerebbe il suo mondo? Annienterebbe tutto ciò in cui crede?
Da una delle voci più originali della narrativa irlandese, un elettrizzante tecno-thriller che esplora quali connessioni – sia umane che di altra natura – possano crearsi e crescere nell’èra digitale. Connect è una storia di madre e figlio, certo, ma è anche qualcosa che ci riguarda da vicino, che indaga le nostre connessioni quotidiane e scandisce inesorabilmente il nostro futuro.

L’incipit

Questo è un romanzo, ambientato nel futuro. Ma è anche una storia vera.
Tutto accadrà, proprio in questo modo, e presto. Io lo so, per ragioni che diverranno chiare in seguito.
Chi sono io? Be, è una domanda interessante. Ovviamente, qualcuno sta pensando queste parole, sta scrivendo questo libro. Il tipo il cui nome è riportato sopra il titolo sta svolgendo fisicamente questo lavoro proprio adesso, a Berlino, su un vecchio computer portatile poggiato su una ancor più vecchia scrivania, nell’angolo della sua camera da letto.
Ma non sono io.
Questo è un romanzo, ambientato nel futuro. Ma è anche una storia vera. Non preoccuparti, alla fine tutto ti sarà chiaro.

L’autore:

Julian Gough, classe 1966, è nato a Londra, è cresciuto in Irlanda e ora vive in Germania. Ex frontman della band irlandese Toasted Heretic, è un autore pluripremiato di numerosi racconti e romanzi (Juno & Juliet, Jude in Ireland, Jude in London), di due opere radiofoniche e di una raccolta di poesie, Free Sex Chocolate. Vincitore del BBC National Short Story Award nel 2007, il premio più autorevole al mondo dedicato ai racconti, è stato per ben due volte finalista al Bollinger Everyman Wodehouse Prize e si è aggiudicato anche un Pushcart Prize. Nel 2011 ha scritto il capitolo finale del popolare videogioco Minecraft, considerato da “Time Magazine” il miglior gioco per computer dell’anno. Con Connect fa il suo ingresso nel catalogo Timecrime.

L.

– Ultimi post simili: