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Prima di darlo via schedo questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Stefano Magagnoli.

L’illustrazione di copertina è firmata da Giorgia Ponticelli.

La scheda di Uruk:

1464. SAS: Armageddon per Arafat [SAS 143] (Armageddon, 2001) di Gérard de Villiers [28 aprile 2002] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene i saggi:
Arafat: eroe o terrorista? (prima parte) di Giovanni Policano
Un nemico piccolo piccolo, di Francesco Bastianelli

La trama:

I falchi dei servizi segreti di Tel Aviv hanno deciso di dare il via al piano Armageddon. Per questo hanno incaricato un esperto in elettronica di preparare un micidiale ordigno che dovrà eliminare il leader palestinese Arafat. La CIA, però, non vede di buon occhio la prospettiva di una nuova esplosione di violenza e incarica Malko Linge di impedire l’operazione, scoprendo nel contempo cosa si nasconde dietro alcune morti sospette di ufficiali palestinesi. Riuscirà la superspia a impedire che la guerra in Medio Oriente diventi ancora più sanguinosa?

L’incipit:

Ezra Patir arrivò come sempre con qualche minuto di ritardo al briefing quotidiano delle otto presieduto da Abraham Dichter, il direttore dello Shin Beth, il servizio di informazioni interno israeliano, che era succeduto all’ammiraglio Ayalon. La riunione aveva luogo al sesto piano della nuova sede dell’agenzia, un massiccio edificio bianco dal tetto piatto e dalle piccole finestre quadrate: sorgeva come un block- haus di fronte a uno spiazzo che lo divideva dal campus dell’Università di Tel Aviv, nel nord della città, nei pressi dello svincolo tra l’autostrada Ayalon e Rokach Avenue.
Prima di sedersi, Ezra Patir girò intorno al tavolo e consegnò a ciascun partecipante una cartelletta dello stesso colore. Era il resoconto, relativo alle ultime ventiquattrore, degli ascolti e delle varie intercettazioni elettroniche di controllo dei bersagli palestinesi dello Shin Beth. Quei tabulati costituivano il risultato del lavoro della divisione tecnica, ovvero il servizio più delicato dello Shin Beth, che gestiva tutti i mezzi elettronici di raccolta delle informazioni. Ascolti telefonici spesso estremamente sofisticati, innumerevoli microfoni clandestini piazzati in casa della maggior parte dei dirigenti palestinesi e altri procedimenti così segreti che perfino all’interno del servizio non tutti li conoscevano.
Gli israeliani, decisamente all’avanguardia in fatto di elettronica, avevano sempre brillato in quel campo. Durante i negoziati di Oslo tra palestinesi e israeliani, il Mossad, cioè il servizio di informazioni esterno di Israele, grazie a una talpa era riuscito a introdurre nell’ufficio di Tunisi del principale negoziatore palestinese Abu Mazen, tutta una serie di microfoni nascosti in una poltrona e in una lampada, azionati da un sensore elettronico che li attivava appena Abu Mazen si sedeva in poltrona. Tutto il sistema, che comprendeva microfoni e trasmettitori, era dotato di batterie sofisticate in grado di durare parecchi anni. Così le conversazioni più segrete dei dirigenti palestinesi venivano ascoltate in tempo reale dal Mossad, il che facilitava notevolmente il lavoro dei negoziatori israeliani che sapevano che cos’aveva davvero in mente la loro controparte.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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