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La collana “Il Giallo Mondadori” di ottobre (n. 3172) presenta la nuova indagine del commissario Erica Franzoni.

La scheda di Uruk:

3172. Donne da uccidere [Erica Franzoni] (2018) di Annamaria Fassio [ottobre 2018]

La trama:

Ci sono storie che bisogna raccontare. Storie di donne che hanno creduto di potercela fare e di uomini che hanno impedito che questo accadesse. Donne come Andra. Costretta a raccogliere siringhe infette in un ghetto di Bucarest e a vivere il suo inferno quotidiano subendo gli abusi del patrigno quando non era altro che una bambina. Fino alla notte in cui suo fratello ha ucciso l’aguzzino e la fuga di Andra ha avuto inizio, verso un futuro migliore, forse. O come Costanza, allieva della Scuola di polizia, testimone suo malgrado del fatto che nessuno è immune da un incontro sbagliato. Storie che s’intrecciano, mettendo in contatto mondi diversi e lontani. Accomunate da una violenza cieca che, così come nelle strade, si scatena nell’intimità delle case, il luogo “sicuro” per eccellenza. Contro questa realtà atroce si batte giorno dopo giorno Erica Franzoni, commissario capo della Mobile di Genova, in una corsa contro il tempo in difesa delle vittime. Perché se qualcuna è uscita dal gorgo, altre non vedono ancora la fine.

L’incipit:

Ferentari, ghetto Bucarest Sector 5, aprile 2006

Andra camminava piegata su se stessa, le gambe magre infilate in calzoni troppo grandi per il suo corpo di bambina. Calzava Adidas quasi nuove. Erano comode, le tenevano caldo. Le erano state donate dall’Assistenza e non se ne separava mai, nemmeno quando andava a dormire.
Camminava curva, un secchio di plastica tra le mani. I cortili e la strada erano ricoperti di spazzatura e il puzzo era insopportabile. Lei ormai non ci faceva più caso. Anche lei puzzava, se era per questo. Vivevano in dieci in due stanze con un piccolo cesso. Mancava spesso l’acqua e comunque non poteva essere sprecata per lavarsi. In casa puzzavano tutti. Di notte, soprattutto. Pareva che gli odori fuoriuscissero dai loro corpi avvelenando l’aria.
Si chinò a raccogliere una siringa. Cadde nel secchio con un rumore leggero. Era usata e senz’altro infetta, ma per contenere la diffusione dell’AIDS e dell’epatite gli operatori sanitari ne incentivavano la raccolta dando in cambio un pacco di siringhe sterili. Chi non aveva drogati in casa le rivendeva per comprare generi di prima necessità. A Ferentari con una confezione nuova potevi acquistare pane, latte, burro.

L’autrice:

Annamaria Fassio è nata a Genova. Dopo numerosi lavori, tra cui quello di tecnica istologa presso l’Università, ha insegnato nel capoluogo ligure dove per oltre dieci anni ha tenuto corsi di scrittura creativa per insegnanti e bambini. Si è occupata anche di teatro. Attualmente è in pensione.

L.

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