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Prima di darlo via, schedo questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” trovato anni fa su bancarella.
L’illustrazione di copertina è firmata dal mitico Carlo Jacono.

Da questo romanzo è stato tratto il divertente ma sfortunato film Detective coi tacchi a spillo (V.I. Warshawski, 1991) di Jeff Kanew, con una strepitosa Kathleen Turner nel ruolo della grintosa detective protagonista. Purtroppo non ha avuto alcun seguito.
È disponibile in DVD Disney.

La scheda di Uruk:

1796. Nel freddo della notte [V.I. Warshawski 1] (Indemnity Only, 1982) di Sara Paretsky [3 luglio 1983] Traduzione di Diego Biasi
Inoltre contiene il racconto:
Giochi a premi (Game Show, “EQMM” 9 settembre 1981) di Gary Alexander

La trama:

L’uomo che aspetta nell’ufficio buio della giovane investigatrice V.I. Warshawski è praticamente invisibile. Porge a V.I. un biglietto da visita, afferma di essere il vicepresidente di un’importante banca ed è pronto a pagare bene, se V.I. rintraccerà una ragazza che gli sta creando dei guai familiari. Ma il fiuto di V.I. sente odore di bruciato, in questa transazione apparentemente irreprensibile. E non a torto. Non appena si mette in moto, infatti, V.I., emula in chiave moderna di Miss Marple, trova un cadavere riverso su un tavolo, con un nitido foro di proiettile in mezzo alla fronte. Poi, qualcuno tenta di impedirle di proseguire le indagini. A questo punto, per V.I. Warshawski il caso diventa una questione di orgoglio personale e professionale.

L’incipit:

L’aria della notte era pesante e carica di umidità. Mentre guidavo verso sud costeggiando il lago Michigan percepivo l’impalpabile profumo di aringa marcia che impregnava l’atmosfera. Ogni tanto s’intravvedeva il bagliore delle braci degli ultimi barbecue nel parco. Una schiera di luci verdi e rosse che si spostavano in continuazione sulla superficie dell’acqua illuminavano coloro che cercavano sollievo dall’afa che aveva caratterizzato la giornata. Sulla strada costiera il traffico era piuttosto intenso: la città era ancora in movimento e cercava di respirare. Era luglio a Chicago.
Abbandonai il Lake Shore Drive all’altezza di Randolph Street e svoltai in direzione di Wabash passando sotto le arcate di ferro dei binari sopraelevati. Quando giunsi a Monroe mi fermai e scesi dall’auto.
Una volta allontanati dal lago, la città sembrava più tranquilla. Il South Loop era deserto, e le attrazioni si limitavano ad alcuni night e ai soliti locali. L’unico mio compagno di cammino era un ubriaco che avanzava barcollando lungo la via con passo incerto. Attraversai Wabash ed entrai nel Pulteney Building situato accanto al tabaccaio di Monroe Street. Di notte sembrava un luogo davvero orrendo per un ufficio. Le piastrelle che ricoprivano l’atrio d’ingresso erano sporche e scheggiate. Mi chiesi se qualcuno si fosse mai preso la briga di lavare il consunto linoleum che rivestiva il pavimento. L’aspetto dell’ingresso dovrebbe contribuire a rassicurare il cliente.
Spinsi il pulsante dell’ascensore, ma non ottenni risposta. Provai di nuovo e non accadde ancora nulla. Allora spalancai la porta della scala antiincendio e cominciai a salire con passo lento, fermandomi al quarto piano. Faceva fresco nel cavedio, e vi sostai per qualche istante prima di avventurarmi nel pianerottolo male illuminato che dava sul lato est dell’edificio, dove gli affitti erano bassi perché tutti gli uffici guardavano sul Wabash el. Nella semioscurità riuscii a leggere la targhetta sulla porta: V.I. WARSHAWSKI – INVESTIGATRICE PRIVATA.
Mi trovavo sulla via di casa e già pregustavo una bella doccia, l’aria condizionata e un’ottima cena, quando avevo deciso di chiamare il mio servizio di segreteria telefonica dal distributore di benzina sul North Side in cui mi ero fermata a far rifornimento. Ero rimasta piuttosto sorpresa nell’apprendere che qualcuno mi aveva cercata, e mi ero rabbuiata quando avevo saputo che l’interlocutore non aveva voluto lasciare il proprio nome. I clienti anonimi sono sempre un guaio: solitamente si tratta di gente che ha qualcosa da nascondere, spesso qualcosa di losco, e che non lascia il proprio nome per impedirti di cominciare in anticipo a indagare sul loro conto.

L’autrice:

Sara Paretsky è nata a Ames, Iowa, nel 1947 ed è cresciuta nel Kansas orientale. Ha una laurea dell’università del Kansas e una dell’università di Chicago. Ora vive a Chicago col marito, Courtenay Wright, docente di fisica all’università. Sara Paretsky lavora in una grande compagnia di assicurazioni dove svolge attività nel campo delle promozioni. Indemnity Only («Nel freddo della notte») è il suo primo romanzo.
Riportiamo qui il giudizio che di questa nuova scrittrice ha dato Stuart Kaminsky: «… le donne-investigatrici della narrativa gialla sono sempre state o delle grottesche imitazioni di Sam Spade oppure delle bellezze deboli e indifese che alla fine devono essere salvate da un uomo. Sara Paretsky, con V.I. Warshawski, ha invece creato un detective in gonnella che riesce a essere indipendente, dura, scaltra senza perdere la sua identità come donna. E un nuovo tipo di detective… e ben venga! Oltre a questo, “Nel freddo della notte” …ha una trama bellissima, dialoghi perfetti e memorabili, personaggi umani. Insomma, è la miglior opera prima che io abbia mai letto. Spero che V.I. Warshawski ritorni in una nuova avventura… e presto».

L.

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