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Prima di darlo via, schedo questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” trovato anni fa su bancarella.
Purtroppo quando l’ho preso su bancarella non mi sono accorto che mancavano le prime pagine, quindi dovrò trovare altrove le informazioni e al posto dell’incipit presento un semplice estratto.

L’illustrazione di copertina è firmata dal mitico Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1208. Cacciatore solitario [Frank Hastings 1] (The Lonely Hunter, 1969) di Collin Wilcox [26 marzo 1972] Traduzione di Sem Schlumper
Inoltre contiene il racconto:
Il grande viaggio (The Big Trip, “EQMM” ottobre 1971) di Elsin Ann Gardner

La trama:

Dopo sei anni di attività presso la «Omicidi» di San Francisco, il sergente Frank Hastings ne ha già viste di tutti i colori. Egli stesso è persuaso che nulla potrà mai stupirlo. Eppure, l’assassinio di un anonimo capellone è l’inizio di un’esperienza del tutto nuova per lui. La «pista» penetra fra le rovine di Haight Ashbury dove i vari gruppi della malavita organizzata si battono per controllare il mercato della droga, dove gli schiavi degli allucinogeni vagano rincorrendo i fantasmi della loro fantasia, sino a che non s’imbattono nello spettro silenzioso della morte, spesso tutt’altro che naturale. Hastings si trova personalmente coinvolto poiché sua figlia è fuggita di casa e, secondo gli indizi di cui dispone, dovrebbe trovarsi tra la gente di quello strano mondo che lo respinge, diffidando di lui, anche se, chiaramente, è quella rarità che si chiama un poliziotto umano e comprensivo.
«Cacciatore solitario» è un poliziesco di prim’ordine e nello stesso tempo ci offre un quadro allucinante quanto realistico di uno dei più sconcertanti fenomeni del tempo nostro.

Un estratto:

– Leggimi la lettera.
– Senz’altro; l’ho qui. — Un frusciare di carta. Poi: — Cara Mamma — incominciò Carolyn, e poi si schiarì la gola — spero che tu non ce l’abbia troppo con me e che non ti senta eccessivamente delusa. Quante volte ho cercato di provare a dirti come la penso, senza mai riuscire! Se soltanto potessi renderti conto che tra poche settimane compio diciassette anni e che ho una vita mia e che la devo vivere… Io mi rendo conto che in settembre devo tornare a Detroit, per la scuola. Li prenderò, i bei voti. E all’università ci andrò. L’ho promesso, e manterrò. Adesso, però, per questo solo mese che mi resta, voglio essere libera. A casa, io non ho niente. Se non altro, questo ce lo siamo detto. Sandy si occupa benissimo di me. Viviamo insieme la nostra libertà. In California il sole è caldo, i colori sono vivi, e la gente capisce, è buona. In particolare a San Francisco. Non sapevo nemmeno che ci fosse un posto come San Francisco. So che, probabilmente, lo dirai a papà. Che magari gli dirai di trovarmi e di rispedirmi a casa. Penso che lo possa fare, ma spero che tu non glielo chieda, madre. È per entrambe, per te e per me, che è meglio che io rimanga qui. Qui sto imparando a amare. Spaventoso, che sia l’ultima persona che impari a amare, quella che devi amare più di ogni altra. D’altra parte, può darsi che stia nascendo proprio questo. Io lo spero.
Carolyn si chiarì la voce, di nuovo. — E questo è tutto — disse. Firma a parte.

L.

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