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Il cinquantunesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo novembre Sherlock Holmes e l’anello del Vaticano.

La scheda di Uruk:

51. Sherlock Holmes e l’anello del Vaticano (2018) di Enrico Solito [novembre 2018]

La trama:

In Baker Street, per il celebre inquilino del 221B è tempo di fare i bagagli per un viaggio in Italia. La visita davvero insolita di un cardinale e un messaggio in codice inviato nientemeno che dal papa sono indizi inequivocabili: nella capitale pontificia una sfida eccezionale si prefigura per le altrettanto eccezionali doti investigative di Sherlock Holmes. Perché solo una mente superiore come la sua, granitico baluardo della scienza e della razionalità, può reggere l’urto di una vicenda densa di enigmi e segreti che affondano le radici in un oscuro passato. Fra tesori e leggende, Templari e Rosacroce, di fronte all’incombere di una profezia apocalittica legata a un anello con cammeo appartenuto a Pio IX, è affidato al grande londinese l’arduo compito di squarciare il velo delle apparenze e degli inganni. Per svelare l’esistenza di una minaccia tanto più spaventosa quanto assolutamente reale.

L’incipit:

Svegliarmi al mattino e sapere che mi attendeva una splendida colazione con la mia giovane moglie era decisamente una delle cose più piacevoli del mio recente matrimonio. Non che le colazioni preparatemi dalla buona signora Hudson a Baker Street non fossero inappuntabili, ma perfino i toast bruciacchiati dalla nostra disastrosa cameriera o le più improbabili torte che lei ci propinava diventavano irresistibili, se conditi dallo sguardo dolce e dal sorriso delizioso della mia Mary; e perciò era davvero assai raro che restassi a lungo a poltrire sotto le coperte invece di correre a prepararmi per sedermi nel salottino della nostra casetta di Paddington.
Quella mattina, una bella giornata di maggio del 1889, non faceva eccezione alla regola e mi avvicinai alla tavola con stampato sul viso l’identico sorriso idiota, temo, di milioni di giovani uomini innamorati come me: la notte era stata tranquilla, senza chiamate inopportune a disturbarmi, e la prospettiva di una giornata di lavoro non mi preoccupava eccessivamente. Mentre imburravo le mie tartine e conversavo allegramente con mia moglie, gustandomi il sole che entrava dalla finestra, ero decisamente l’uomo più sereno della città, completamente ignaro della fosca vicenda che stava per travolgere la mia e la sua vita.
— Ti ho messo sulla tavola quel biglietto, John: credo proprio che sia del tuo amico Holmes.
— Ma è una busta bianca non intestata, Mary. Come fai a pensare che l’abbia spedita lui?
— Carta bianca, del peso di quella che producono a Leeds — replicò lei con aria sostenuta — e assai poco venduta nei negozi.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Enrico Solito, un salto holmesiano nel passato… tra Dan Brown e Umberto Eco di Luigi Pachì:

«Tra gli autori di casa nostra che scrivono apocrifi e pastiche sherlockiani, Enrico Solito, rinomato pediatra toscano, è sicuramente quello più noto e prolifico se consideriamo tutta la sua produzione di racconti, antologie e romanzi ambientati nell’universo del consulente investigativo per antonomasia. Solito rappresenta uno dei maggiori esperti italiani di Sherlock Holmes, membro di molteplici associazioni in America, Australia, Francia, Inghilterra e Giappone, oltre che Past President dell’associazione italiana Uno Studio in Holmes. È stato il primo italiano chiamato a far parte dei Baker Street Irregulars, il massimo onore nel mondo degli sherlockiani. Ha scritto numerosi saggi e articoli sul detective di Baker Street, pubblicati in tutto il mondo.»

L.

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