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Nono numero per la neonata collana “Segretissimo EXTRA” (Mondadori), che questo novembre presenta El Asesino. La collina dei trafficanti di Rey Molina.

La scheda di Uruk:

9. El Asesino. La collina dei trafficanti (2018) di Rey Molina [novembre 2018]

La trama:

Un’agente della CIA è scomparsa durante un’operazione non autorizzata contro i narcos colombiani. Un’infiltrazione messa in atto per inconfessabili ragioni di vendetta privata. Ora ritrovare Yisela, sempre che sia ancora viva, e strapparla dalle mani di Hernán Hoyos, capo del cartello di Sabanagrande, è il lavoro sporco che toccherà a Rey Molina, meglio noto come El Asesino. L’Agenzia non dovrà essere coinvolta nell’azione di recupero, perciò niente di ufficiale. Fin qui, ordinaria amministrazione. Ma basta una parola, una dannata parola, a convincere presto Rey che ci sia in ballo qualcosa di molto più grosso. Qualcosa che ha avuto inizio dall’altra parte del mondo. Teufelsberg. Forse è un luogo, o forse no. Ha a che fare con una collina segreta, con un’ideologia malata mai realmente sconfitta, e con un’organizzazione paramilitare di anime nere, di demonios in carne e ossa a caccia di denaro e potere. Troppo, davvero troppo, perché la missione possa finire bene.

L’incipit:

Da qualche parte in Colombia

— Devi darci delle garanzie.
El Lobo capta l’espressione contrariata di Ramiro Teheran nel momento stesso in cui Leicy parla. Prova a intervenire, ma l’altro ha la rapidità di chi ha paura e non vuole farsi fregare. Non fa in tempo a fare mezzo passo in avanti che la Beretta APX del colombiano punta minacciosa in mezzo agli occhi della ragazza. Rimane immobile, con le braccia allargate in un gesto che vuole suggerire calma, i palmi verso l’altro, nessuna minaccia. “Parliamo.”
Leicy sussulta appena. Trattiene il respiro e cede dieci centimetri. È quasi spalle al muro. — Ehi… — protesta.
El Lobo intuisce che vorrebbe alzare le mani per placare l’ira di Ramiro, ma resiste, resta ferma. Ogni movimento può essere fatale, se male interpretato. Il dito sul grilletto della pistola trema. Teheran è nervoso, non vuole farsi fottere. Non ha ancora deciso se loro due rappresentano un buon affare o una grossa inculata. È un pesce piccolo che vuole imparare a nuotare per sfidare i grandi mari, Ramiro. È un pesce piccolo e sa bene che potrebbe finire tra le fauci di uno squalo.

— ¿Garantías? ¿Te parece? — sibila. In un altro luogo, in un’altra situazione, il colombiano avrebbe gridato. Forse avrebbe anche colpito la ragazza. Ma si trattiene. E allora trema. E trema la Beretta, senza però perdere mai di mira il volto di Leicy.
— Abbiamo tutti qualcosa da rischiare — azzarda El Lobo. Senza muoversi, sempre con le mani alte, mani che abbassa un poco alla volta, distendendo i muscoli. Un segnale di fiducia. “Io non ho paura di te, Ramiro. Io mi fido.”

L’autore:

Autore e protagonista in prima persona dei suoi romanzi, Rey Molina è lo pseudonimo di un agente dell’FBI di origini venezuelane che ha lavorato per molti anni come agente speciale in una sezione che opera contro le grandi organizzazioni criminali. Molto di quello che ha visto e fatto è coperto da assoluto segreto. Quando ha deciso di raccontare il mondo di violenza e disperazione del narcotraffico sudamericano, ha capito che doveva farlo attraverso un personaggio particolare, al di fuori delle regole. Così è nato El Asesino. Rey Molina vive con la famiglia vicino al confine messicano, in Arizona.

L.

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