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Quarto appuntamento con la collana “Urania Jumbo” (Mondadori), recentemente “riazzerata”.

Il romanzo è tradotto di Enzo Verrengia, autore per “Segretissimo” dei romanzi con protagonista L’Operativo: Targeting e Watchdog.
Nel 2013 l’ho intervistato su ThrillerMagazine in occasione dell’uscita del suo thriller storico L’eredità di Hyde.

Per un approfondimento sul ciclo di romanzi dell’autore, rimando al blog La cupa voliera del Conte Gracula, che ne ha parlato qui, qui, qui e qui.

La scheda di Uruk:

4 (48). Missione su Minerva [Giants 5] (Mission to Minerva, 1995) di James P. Hogan [novembre 2018] Traduzione di Enzo Verrengia

La trama:

Dopo aver sventato i piani degli umani provenienti da Jevlen per distruggere la Terra e conquistare i giganteschi umanoidi di Thurien, Victor Hunt e i suoi colleghi si recano a Thurien per risolvere un mistero. Com’è possibile che i capi jevlenesi in fuga siano tornati indietro nello spazio e nel tempo per riapparire su Minerva – pianeta che esisteva dove ora si trova solo la fascia degli asteroidi – prima della sua distruzione? Gli scienziati umani e thurieni decidono di inviare una squadra su Minerva e creare nuove realtà in cui il pianeta non venga distrutto. Ma Imares Broghuilio, il deposto leader jevlenese, insieme a migliaia di seguaci, sono già lì con cinque astronavi pesantemente armate. E hanno un conto da saldare.

L’incipit:

Finalmente nel quarto decennio del ventunesimo secolo il genere umano aveva superato o imparato a conciliare le diversità che avevano reso tanta parte della sua storia un susseguirsi di soprusi e conflitti. Segno importante del nuovo spirito di cooperazione e di ottimismo per il futuro fu la creazione di un programma congiunto di esplorazione del Sistema Solare alle dirette dipendenze del Corpo Spaziale istituito in seno all’ONU. Grazie alla riconversione delle risorse e delle industrie impiegate in precedenza nel settore imponente della difesa, il programma fu considerato un trionfo del potere unificante della tecnologia e della ragione, e un preludio all’apertura della via verso le stelle. Quando sulla Luna e su Marte sorsero basi permanenti e sui pianeti esterni giunsero navi con equipaggi, si diede per scontato che le scienze responsabili di questi spettacolari successi costituissero le solide fondamenta della continua espansione della conoscenza umana. Era una convinzione basata su saldi presupposti. Naturalmente, l’universo riservava senza dubbio altre rivelazioni e sorprese, ma la sostanza dei fatti acclarati era inattaccabile da ogni serio processo di verifica.
Peccato che certi momenti di confortante autoesaltazione debbano invariabilmente arrivare subito prima delle cadute più rovinose. Ben presto, nel giro di pochi anni, una serie di scoperte stupefacenti non solo aggiunse una nuova dimensione alla storia del Sistema Solare, ma portò alla rivelazione di una vicenda singolare e del tutto inattesa da cui aveva origine la stessa umanità.
Venticinque milioni di anni prima dell’epoca attuale, nel Sistema Solare si era sviluppata una razza di giganti miti e benevoli alti quasi due metri e mezzo che avevano già superato tutti i traguardi raggiunti dall’Uomo. I Ganiani – così definiti perché la prima traccia della loro esistenza era stata la scoperta del relitto di un’astronave sepolto nel ghiaccio di Ganimede, la maggiore luna di Giove – erano originari del pianeta chiamato Minerva, a metà strada fra Marte e Giove. All’epoca in cui la civiltà ganiana aveva raggiunto uno stadio avanzato, le condizioni climatiche di Minerva stavano peggiorando. Inevitabilmente, i viaggi di esplorazione spaziale dei Ganiani li condussero fino alla Terra, da dove trasportarono sul loro mondo numerose forme animali e vegetali del periodo compreso fra il tardo Oligocene e il primo Miocene, nell’ambito di ricerche bioingegneristiche su vasta scala mirate a contrastare il problema. Le forme di vita terrestri avevano una maggiore resistenza tossica di quella dei Ganiani, e la speranza di questi ultimi era di inglobare nei propri organismi strutture genetiche capaci di favorirne la tolleranza all’alterazione dell’atmosfera di Minerva, avviata all’incremento del meccanismo naturale di formazione dell’effetto serra. Ma tutti gli sforzi si rivelarono vani, e i Ganiani furono costretti a migrare su quella che venne poi chiamata la Stella dei Giganti, a circa venti milioni di anni luce dalla Terra, verso la costellazione del Toro.
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L’autore:

Nato a Londra nel 1941 da padre irlandese e madre tedesca, James P. Hogan è scomparso nel 2010. Missione su Minerva (Mission to Minerva, 1995) chiude la saga del Ciclo dei Giganti, preceduto da Entoverse (“Urania Jumbo” n. 1), Lo scheletro impossibile (“Urania” n. 739), Chi c’era prima di noi (n. 765) e La stella dei giganti (n. 931), già raccolti nel “Millemondi” n. 74.

L.

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