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La Piemme porta in libreria un nuovo grande thriller firmato da David Barbaree.

La scheda di Uruk:

Nessuna morte è perfetta [Sasza Załuska 2] (Okularnik, 2015) di Katarzyna Bonda [13 novembre 2018] Traduzione di Walter Da Soller e Laura Rescio

La trama:

La profiler Sasza Załuska, trentasei anni e capelli rosso fuoco, ha cambiato vita. È ormai tornata in Polonia, con la sua bambina, ed è un bel po’ che non tocca un goccio. E, soprattutto, è decisa a fare pace con quel pezzo del suo passato che ancora la tormenta: l’uomo che è il padre di sua figlia, conosciuto quando, alle prime armi come agente infiltrata nella malavita di Danzica, aveva commesso l’errore di innamorarsi proprio della persona su cui avrebbe dovuto vigilare.
È per questo che Sasza si sposta sulle sue tracce tra i boschi dell’est della Polonia, ad Hajnówka, nella parte più orientale e remota del Paese. Una città di camini e fantasmi, con un passato che ancora incatena i suoi abitanti: lì, nel 1946, una terribile rappresaglia uccise più di cento polacchi di origine bielorussa, un massacro su cui non è mai stata fatta chiarezza. Uno dei tanti misteri rimasti irrisolti ad Hajnówka.
Come quello di Iwona, sposa bielorussa scomparsa il giorno del suo matrimonio con un ricco polacco del luogo. Sarà proprio Sasza, scontrandosi con la polizia locale, a indagare sulla sparizione della donna, senza sapere che il caso la porterà molto più lontano, in un affondo emozionante e doloroso negli anni più cupi della storia polacca.
Dall’autrice numero uno in Polonia, una delle grandi voci emergenti della narrativa crime europea, paragonata a Jo Nesbø, arriva un nuovo thriller magnificamente orchestrato, che conferma Sasza Załuska come una delle più toste e originali detective in circolazione.

L’incipit:

Sopot, vicino Danzica, maggio 2014
Quando, al terzo squillo, lui alzò il ricevitore, lei rimase in silenzio invece di chiedere di Zofia come imponeva il loro “protocollo segreto”.
Sentiva sullo sfondo il rumore del televisore e le risate dei bambini. Si immaginò una scenetta familiare. Il brodo nella zuppiera sul tavolo, la torta fatta in casa nei piattini di porcellana. I ragazzi, ignari del vero lavoro di quel nonno che ogni anno si traveste da Babbo Natale, giocano facendo un percorso a ostacoli in casa. Dalla TV rimbomba un episodio di Tom e Jerry. Gli adulti gridano per coprire i personaggi del cartone animato. Bevono un liquore di pere fatto in casa. L’arma di servizio, con il caricatore estratto e una scorta di munizioni supplementari, sonnecchia nella cassaforte.
«Zofia non c’è» disse lui per primo. «L’hanno portata al reparto maternità.»
Sasza sospirò di sollievo. Quando lei aveva lasciato la polizia, il suo ufficiale supervisore aveva già alle spalle ben quarantun anni di servizio ma, fortunatamente, anche adesso era lì, a ricoprire il suo ruolo. Il suo primo nipote era venuto al mondo proprio nel periodo in cui l’aveva reclutata. Lei aveva notato la foto del neonato sul desktop del suo computer il giorno in cui si erano incontrati per la prima volta. «Si chiama Marcel» le aveva svelato orgoglioso, aggiungendo che c’era già una sorellina in arrivo. Da allora Sasza aveva cominciato a chiamarlo “Nonno”. Lo pseudonimo aveva preso piede in fretta, tutti lo chiamavano così. Per anni neanche aveva saputo il suo cognome. Fino al giorno prima. Contava che il Nonno ne fosse ancora all’oscuro. Così almeno aveva un vantaggio su di lui, stavolta.
«Al reparto maternità?» Sasza sorrise. Adesso aveva capito che lui non avrebbe più messo giù il ricevitore. Era troppo curioso di scoprire cosa voleva da lui la sua ex protetta. «E come mai?»
«Non so» borbottò, secondo le vecchie istruzioni.

L’autrice:

Katarzyna Bonda, definita la «risposta polacca a Jo Nesbø» e «la nuova regina del crime» dalla stampa europea, è nata nel 1977 ed è in assoluto l’autrice più venduta in Polonia, con più di un milione di copie all’attivo. Ha firmato due serie crime, di cui la più recente ha per protagonista la detective profiler Sasza Załuska, con cui ha vinto tutti i principali premi nazionali. Considerata una delle più promettenti voci del genere a livello europeo, sta per essere pubblicata in lingua inglese, ed è in corso di traduzione in altri sei Paesi. Nel 2015 un suo saggio sulle donne criminali è diventato un documentario nominato all’Oscar.

L.

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