Tag

, ,

La Newton Compton porta in libreria un saggio da cui il film The Catcher Was a Spy (2018) di Ben Lewin, con Connie Nielsen, Paul Rudd e Guy Pearce.

La scheda di Uruk:

Il ricevitore è la spia (The Catcher Was a Spy, 1994) di Nicholas Dawidoff [27 novembre 2018] Traduzione di Mara Gini

La trama:

Moe Berg è l’unico giocatore di baseball la cui foto sia incorniciata sui muri della sede principale della CIA. La verità è che Moe Berg è stato molto più che un campione, un ricevitore che ha inanellato molti record nel corso della sua luminosa carriera nella massima serie negli anni tra il 1923 e il 1939, durante l’età del’oro del baseball americano. Moe Berg è stato anche un’eccellente spia. Di famiglia ebrea emigrata a Newark, in New Jersey, vantava prestigiosi studi a Princeton e alla Sorbona ed era arrivato a parlare dodici lingue quando diventò un agente del Servizio Segreto Statunitense durante la seconda guerra mondiale. Il romanzo di Nicholas Dawidoff ci racconta l’avventurosa doppia vita di Moe Berg, dalla sua infanzia claustrofobica fatta di studio e rigore, dei brillanti risultati ottenuti nello studio, fino alle sue due clamorose carriere, nello sport e nello spionaggio internazionale e ai suoi rapporti con personaggi di primo piano come Joe Di Maggio e Albert Einstein. Ma chi fu veramente Moe Berg? Un ragazzone dal viso pulito che eccelleva nello sport e si è ritrovato per caso a militare nei servizi segreti o la sua indole enigmatica nascondeva il desiderio di rendersi utile al suo Paese e lo sport era solo una copertura necessaria?
Incredibile come un romanzo di John le Carré, Il ricevitore è la spia è un capolavoro trionfale di ricostruzione storica e psicologica.

L’incipit del Prologo:

Chi era Moe Berg?

Il quartier generale della CIA a Langley, in Virginia, è un tetro labirinto di corridoi identici, fiancheggiati da anonime porte di colore diverso a seconda dell’ufficio, che sono sempre rigorosamente chiuse. Solo nel cuore del quartier generale, nel padiglione espositivo della CIA, si notano le tracce della frenesia, della violenza e del sangue freddo dello spionaggio professionale. Esposti in teche di vetro come una collezione di reperti della dinastia Han, vi sono apparecchi per forare le gomme delle automobili, un sensore mascherato da cumulo di sterco, una lettera in cui la figlia di losif Stalin richiede asilo in Occidente, una bomba inesplosa scoperta presso una struttura governativa americana in Medio Oriente, una telecamera miniaturizzata mascherata da scatola di fiammiferi, un segnale luminoso ammaccato utilizzato durante la disastrosa operazione della Baia dei Porci e un busto di Hennann Göring che il futuro direttore della CIA, Allen Dulles, trafugò dalla Germania alla fine della seconda guerra mondiale.
Vi è una teca dedicata anche all’Ufficio servizi strategici (OSS), antenato della CIA e prima agenzia di intelligence nazionale statunitense. Su una mensola poco sopra una pistola e un silenziatore appartenuti un tempo al direttore dell’oss, Bill “il Selvaggio” Donovan, vi sono due figurine cartonate che ritraggono un giocatore di baseball, accanto alle quali è situata una targa su cui si legge:

FIGURINE DI MORRIS (MOE) BERG.

Dopo una carriera durata quindici anni in cinque diverse squadre della Major League, Berg, laureato a Princeton, prestò servizio con grande successo come agente operativo dell’osé durante la seconda guerra mondiale. Tra le sue tante missioni per conto dell’agenzia, l’ex ricevitore fu incaricato di apprendere quanto più possibile sul progetto della bomba atomica di Hitler…
Grazie alla sua intelligenza, Moe Berg è considerato l’uomo più “acervellone” del baseball. Parlava correntemente decine di lingue e spesso autografava le foto in giapponese. Queste figurine appartengono alle stagioni giocate con i Washington Senators (1932-1934) e con i Boston Red Sox (1935-1939).

L’autore:

Nicholas Dawidoff, laureato ad Harvard, scrittore e collaboratore di “New Yorker” e “New York Times Magazine”, già finalista al premio Pulitzer, è autore di libri apprezzati dalla critica e amati dal pubblico. Un suo reportage è stato indicato da Conde Nast Traveller tra i più grandi libri di viaggio di tutti i tempi. Da Il ricevitore è la spia, un successo fin dall’uscita, è stato tratto un grande film in onda su Prime Video.

L.

– Ultimi post simili: