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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare ogni giorno romanzi di Natale!
Ogni genere, ogni autore, ogni nazionalità troverà spazio: non esitate a segnalarmi titoli, che vi ringrazierò nei relativi post.

Vi ricordo che, essendo io un pazzo furioso, ripeto l’iniziativa anche nel mio blog “Fumetti Etruschi“, con fumetti natalizi di ogni età.

Per la scheda di Uruk amplio (e correggo) la pagina di Wikipedia dell’antologia, per il semplice motivo che quei dati li ho scritti io, il 31 dicembre 2007 alle 23.26, come potete vedere nella pagina di cronologia.

La scheda di Uruk:

Un fantastico Natale. 31 Natali alieni, a cura di Marzio Tosello [1988]
Gli spiriti del Natale, introduzione di Marzio Tosello
Il nuovo Babbo Natale (The New Father Christmas, da “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”, gennaio 1958) di Brian W. Aldiss – Traduzione di Alex Baldo
La maledizione dei Catafalques (The Curse of the Catafalques, da “The Cornhill Magazine”, agosto 1882) di F. Anstey – Traduzione di Riccardo Valla
Natale su Ganimede (Christmas on Ganymede, da “Startling Stories”, gennaio 1942) di Isaac Asimov, traduzione di Hilia Brinis
La notte prima di Natale (The Night Before Christmas, dall’antologia “Dark Forces”, 1980) di Robert Bloch – Traduzione di Antonio Bellomi
Occhi di onice (Eyes of Onyx, dall’antologia “Protostars”, 1971) di Edward Bryant – Traduzione di Alex Baldo
Il camino (The Chimney, dall’antologia “Whispers”, 1977) di Ramsey Campbell – Traduzione di Delio Zinoni
La stella (The Star, da “Infinity Science Fiction”, novembre 1955) di Arthur C. Clarke – Traduzione di F.L.
Nulla di molto importante (A Matter of No Great Significance, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, dicembre 1985) di Richard Cowper – Traduzione di Piero Cavallari
Addrict (Addrict, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, gennaio 1987) di Avram Davidson e Grania Davis – Traduzione di Delio Zinoni
Un albero di Natale (A Christmas Tree, dall’antologia “The Lamplighter’s Story”, 1861) di Charles Dickens – Traduzione di Marcello Jatosti
Un desiderio fantastico (The Incredible Christmas Wish, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, febbraio 1988) di Nancy Etchemendy – Traduzione di Marzio Tosello
Ballando al chiar di Luna (To Dance by the Light of the Moon, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, gennaio 1986) di Stephen Gallagher – Traduzione di Marina Mauri
Barrito di mezzanotte (Please Stand By, da “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”, gennaio 1962) di Ron Goulart – Traduzione di Vittorio Curtoni
La quercia sempre in fiore (Lo, How an Oak E’er Blooming, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, febbraio 1986) di Suzette Haden Elgin – Traduzione di Delio Zinoni
Il banchetto di Natale (The Christmas Banquet, dall’antologia “Mosses from an Old Manse”, 1846) di Nathaniel Hawthorne – Traduzione di Riccardo Valla
Buon Natale, vecchio Gutenberg! (Merry Xmas, Post/Gute, da “Amazing Science Fiction”, gennaio 1970) di John Jakes – Traduzione di Marina Mauri
La leggenda della rosa di Natale (Legenden om julrosorna, 1908) di Selma Lagerlöf – Traduzione di Delio Zinoni
Il Natale di Tommy (Tommy’s Christmas, da “Rod Serling’s The Twilight Zone Magazine0, gennaio-febbraio 1983) di John R. Little – Traduzione di Antonio Bellomi
Un nuovo cantico di Natale (Scrooge, ristampato poi come A New Christmas Carol, 1920) di Arthur Machen – Traduzione di Delio Zinoni
Il viaggiatore (The Traveller, dall’antologia “Born of Man and Woman”, 1954) di Richard Matheson – Traduzione di Antonio Bellomi
Il giorno in cui fu Natale per sempre (A Demon in My View, dall’antologia “Horrors”, 1981) di Melisa Michaels – Traduzione di Marzio Tosello
Buon compleanno caro Gesù (Happy Birthday Dear Jesus, dall’antologia “Alternating Currents”, 1956) di Frederik Pohl – Traduzione di Delio Zinoni
Esprimi un desiderio (Wish, dall’antologia “Shadows 8”, 1985) di Al Sarrantonio – Traduzione di Marzio Tosello
La grande scala di Landover Hall (The Great Staircase at Landover Hall, dall’antologia “Afield and Afloat”, 1900) di Frank Richard Stockton – Traduzione di Delio Zinoni
Il regalo di Natale (Child’s Play, da “Astounding Science Fiction”, marzo 1947) di William Tenn – Traduzione di Hilia Brinis
Notte di Natale (Christmas Night, dall’antologia “Dead Woman and Other Haunting Experiences”, 1975) di Elizabeth Walter – Traduzione di Tommaso Labranca
Babbo Natale (Sanity Clause, da “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”, gennaio 1975) di Edward Wellen – Traduzione di Michelangelo Spada
Dov’è Babbo Natale? (Christmas Treason, da “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”, gennaio 1962) di James White – Traduzione di Giuseppe Botturi
Miriam, il messia (Miriam, Messiah, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, gennaio 1988) di Dean Whitlock – Traduzione di Franco Ferrario
L’albero di Natale (The Christmas Tree, da “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, gennaio 1986) di Ken Wisman – Traduzione di Marzio Tosello
Guerra sotto l’albero (War Beneath the Tree, da “Omni”, dicembre 1979) di Gene Wolfe, traduzione di Alex Baldo

La trama:

Natale si dipana su piani esistenziali diversi, dove tutto è possibile, tutto accade. Natale è onnicomprensivo: si svolge oggi, nel passato, nel futuro, sempre nello stesso momento. Come un nastro di Moebius ha una faccia sola visibile e percorribile, ma ne ha mille segrete e sotterranee.
Fra le tante cose di cui è generatore, il Natale è anche ispiratore di racconti, quelli che si narravano davanti al ceppo acceso, tra ombre tremolanti proiettate sulle pareti. Nel tempo tutti i grandi scrittori si sono cimentati con questo tema, raccontandone le loro particolari versioni. Natale è diventato così, per merito delle loro pagine, una sorta di porta dimensionale attraverso la quale si può comunicare con tutti i mondi possibili, da quelli passati a quelli a venire.
Quali sono le leggende che sono fiorite attorno a questa festività? Quali, invece, fioriranno nel prossimo futuro? Autori di varie tendenze, accomunati sotto l’etichetta del racconto fantastico, si sono riuniti per farci partecipi dei loro sogni, delle loro speranze e, perché no, anche dei loro incubi.
Non tutti infatti riescono a vedere, o a prevedere, Natali sereni e felici: qualcuno preconizza aliene festività, dove le lacrime si sostituiscono alle risate, dove la gioia viene adombrata da qualcosa di più cupo, dove Babbo Natale non è più il pacioso signore tutto barba e pancione che scivola – ma come farà, con quel profilo! – giù per i camini.
Attraverso il caleidoscopio della fantasia, i Natali a venire saranno di tutti i tipi, allegri e tristi, divertenti e paranoici, pieni di luci ma anche di ombre inquietanti. Le stesse che danzavano sulle pareti della cucina della bisnonna, e che s’incarnano in visioni forse non sempre divertenti ma comunque interessanti, coinvolgenti, trascinanti. Tante facce dello stesso tema, tanti motivi per pensare, ridere, preoccuparsi: tanti Natali da trascorrere in compagnia dei più strani personaggi, molti dei quali – ma non tutti – inviteremmo volentieri a casa nostra per il cenone.

L’incipit dell’Introduzione:

Fantastico il Natale lo è sempre stato. Tornando a ritroso nel tempo, troviamo una serie di Natali che, molto probabilmente, sono stati uno più mitico e fiabesco dell’altro. Esaurito il nostro tempo cronologico troviamo ancora altri Natali che hanno preceduto quelli vissuti da noi, e anche quelli erano fantastici, magici per coloro che li hanno vissuti e fatti conoscere a quanti li hanno seguiti. C’è una catena fatta di tante feste natalizie che lega le persone l’un l’altra, giù giù lungo il tempo, fino a… già, fino a quando?
Natale è una ricorrenza talmente radicata nell’inconscio collettivo che nessuno ormai riesce più a vederne i simboli, in quanto non vengono più percepiti come tali perché fanno parte integrante del nostro essere, come se fossero nati con noi, e in buona parte è vero perché sono il retaggio di tutti quelli che ci hanno preceduti.
Siamo talmente abituati a questa ricorrenza che non ci si pone mai l’interrogativo: da dove viene il Natale? Perché questa festa proprio in quel giorno e non in un altro? La risposta più ovvia, per chi vive in un paese cristiano, è: Natale uguale celebrazione della nascita di Cristo. Il perché di quella data è fumoso: dopo tutto, una data vale l’altra. E poi, perché agitarsi tanto? In fondo Natale è festa antica, esiste da tempo e sempre esisterà. E molti dei racconti qui raccolti testimoniano questa fiducia collettiva. Il Natale magari muterà un poco, forse non sarà più esattamente com’è inteso adesso, ma Natale sarà sempre Natale.
Ma prima di vedere come sarà, vogliamo dare un’occhiata per vedere com’è stato e perché? Forse, ma solo forse, potrà darci una mano per capire quali Natali siano in agguato per noi. A partire magari già dal prossimo.
Natale è festa molto, molto annosa. Risale alle prime forme di civiltà, affonda le radici nella preistoria. Vien fatto di pensare che sia antico quanto l’umanità. Per le prime comunità agropastorali significava l’attesa dell’anno nuovo, la ripresa della vita. Cadeva – e cade – nel momento del solstizio invernale, quando il sole terminava la sua vecchia parabola in cielo. Il timore che la terra, l’acqua, il sole stesso, mancassero l’appuntamento con la ripresa primaverile era profondo, per cui occorrevano riti propiziatori d’ogni genere. È la crisi ciclica della vita, e che ciclicamente va affrontata. Due erano gli elementi fondamentali per i nostri antenati: il fuoco e l’acqua. Il primo serviva da alimento per il sole nel suo momento di massima crisi, l’altro era legato allo scioglimento delle nevi e alla ripresa delle piogge benefiche.
Su questi elementi si venne innestando il tema della nuova vita, personificata da un bambino, in cui s’identifica il nuovo sole, e, per accumulo di simboli, la vita a venire, quella dopo la morte. Una vita infinita fatta di cicli continui. Un Big Bang dietro l’altro, a ripetizione.

L.

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