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La collana “Il Giallo Mondadori” di dicembre (n. 3174) presenta la seconda avventura del maestro Falconer dell’Oxford medievale.

La scheda di Uruk:

3174. Il giudizio di Falconer [Falconer 2] (Falconer’s Judgement, 1995) di Ian Morson [dicembre 2018] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama:

Tra le nebbie della Oxford medievale, fulgido centro del sapere la cui fama ormai travalica ogni confine, l’intrigo e il delitto albergano come in qualsiasi altro luogo. Prova ne sia la morte violenta del capocuoco di un legato pontificio, un omicidio che pare inquadrarsi in qualche fosca trama politica. Non è certo la migliore accoglienza che si possa riservare a William Falconer, filosofo aristotelico e maestro reggente dell’Università, di ritorno dalla Francia dopo aver interrotto le ricerche dell’amico Ruggero Bacone perseguitato dalla Chiesa. La sua innata aspirazione a una verità superiore lo spinge a indagare al di là delle apparenze e delle versioni ufficiali, ma un arduo cammino lo attende in un mondo che sembra cedere agli assalti del caos, tra le avvisaglie di un’Apocalisse incombente. Così, armato della sola logica deduttiva in un labirinto di follia, dovrà dimostrare che alle sette arti liberali insegnate nelle sue aule meriterebbe di aggiungersene un’ottava. La sublime arte dell’investigazione.

L’incipit:

Il pesante aroma di incenso gravava sulla camera come una nebbia carica di miasmi che si fosse levata dal Tevere. La figura sul letto era avvolta in vesti sontuose e aveva le mani giunte sul petto come se pregasse in silenzio. Col viso bianco come il marmo, sembrava essersi già tramutata nella gelida statua che in breve avrebbe sormontato la sua tomba, senza nemmeno l’intervento dello scultore. Nell’angolo più lontano della stanza, varie sagome, confuse, sussurravano qualcosa luna all’altra con urgenza, avvicinando reciprocamente le teste come se temessero che la figura distesa potesse sentirle. Un uomo girò gli occhi socchiusi verso il letto, pensando di aver notato un movimento e quasi agognando il sopraggiungere della quiete definitiva.
Non scorgendo alcuna prova del trapasso, l’uomo si voltò verso coloro che erano riuniti intorno a lui. Sebbene fossero molto vicini, gli altri sembravano separati da lui come se tra loro ci fosse una barriera invisibile. La stessa presenza dell’uomo esigeva rispetto. Quando aprì bocca, era come se tutti pendessero dalle sue labbra.
— Devo parlare col Gran Maestro oggi stesso. Occupatene tu, va bene?
Le ultime parole erano state proferite non come una richiesta, ma come un ordine. L’uomo puntò un indice carnoso, appesantito da vari anelli, verso uno dei presenti, che uscì subito dalla stanza per eseguire quanto gli era stato richiesto.
— Non possiamo permettere che altre fazioni acquisiscano un vantaggio su di noi.
Tutti quelli che gli stavano accanto capirono all’istante che le “altre fazioni” alla fin fine si riducevano alla famiglia dei Colonna. Non c’era nessun’altra famiglia potente come quella dell’uomo che aveva parlato, perché lui era un Orsini per nascita.
— Il Gran Maestro ha spie dappertutto tra qui e l’Inghilterra e, se fosse necessario agire, lui ci fornirà tutte le istruzioni indispensabili a raggiungere il nostro obiettivo. Quel vecchio sciocco si sta prodigando per riconquistare il favore del papa. Questo o il prossimo.
La cerchia degli uomini elegantemente abbigliati intorno a colui che aveva parlato proruppe in una risatina rispettosa. Ma la sua attenzione era sempre concentrata sulla figura prostrata sul letto.

L’autore:

Ian Morson, nato a Derby nel 1947 da una famiglia operaia, grazie a una borsa di studio ha studiato lingua e letteratura russa a Oxford. Ha poi fatto ricerca e lavorato come libraio e bibliotecario. Ha ambientato i suoi romanzi in diversi periodi storici, dal Medioevo all’epoca vittoriana. Vive a Hastings.

L.

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