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Quarantaseiesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo dicembre in edicola: Dio salvi SAS del compianto Gérard de Villiers.

La scheda di Uruk:

46. Dio salvi SAS [SAS 46] (Protection pour Teddy Bear, 1977) di Gérard de Villiers [dicembre 2018] Traduzione di Bruno Just Lazzari

La trama

Nicholas Silverman a qualcuno non va a genio. Americano con base a Londra, si occupa di relazioni commerciali tra USA e URSS, ma un gruppo di guerrafondai contrari alla distensione tra le due superpotenze minaccia di mettere fine alle sue attività e, incidentalmente, anche alla sua vita. Impedire che questo accada è, una volta tanto, l’obiettivo comune dei servizi segreti da entrambi i lati della Cortina di Ferro. A complicare le cose, nella capitale inglese la CIA ha perso le tracce di un tecnico esperto di attentati, capace di inventare armi avveniristiche e diaboliche trappole esplosive. Un recente tentativo di uccidere Silverman sembra portare la sua firma. Un bel guaio per Malko Linge, incaricato di proteggere il bersaglio designato, doversi guardare le spalle anche da una scheggia impazzita dell’Agenzia. Niente che non si possa affrontare in perfetto stile British. Dopotutto in Inghilterra lo spionaggio è ancora un mestiere da gentiluomini, e il Principe delle Spie saprà essere all’altezza del suo titolo. Inarcando appena un sopracciglio prima di premere il grilletto.

L’incipit:

Leonid Volodia posò lo sguardo su Venus, e i suoi occhi di un nero profondo, quasi liquido, si illuminarono di una gioia infantile. Allungò la mano destra e la accarezzò dolcemente, con un movimento morbido. Le lunghe dita coperte di peli neri tremavano di emozione. Il suo viso aveva assunto un’espressione concentrata e nello stesso tempo felice, che addolciva il suo aspetto piuttosto inquietante. Leonid Volodia aveva un aria vagamente diabolica, forse a causa del contrasto fra la testa oblunga, quasi completamente calva, e le enormi sopracciglia nere. Il naso arcuato era grande, la bocca carnosa, la mascella quadrata. Da Leonid Volodia sprigionava un’impressione di potenza animalesca che lasciava indifferenti ben poche donne. Ma raramente Leonid ne aveva guardata una con l’amore con cui guardava Venus. Le dita continuavano a scorrere su di lei. Come se Leonid non riuscisse a saziarsi del suo contatto.
Pian piano, sotto le sue dita, l’acciaio brunito si scaldava. L’emozione di Volodia era tale che gli sudavano le mani. Mai, nella sua vita movimentata, era stato in possesso di una simile macchina per uccidere. Venus… Volodia si chiese a un tratto chi aveva avuto la strampalata idea di chiamare Venus un mitra. Stupenda manifestazione di umorismo nero, inaspettato da parte di un fabbricante d’anni. Qualunque fosse il suo nome, Leonid Volodia amava quell’arma compatta e temibile, posata davanti a lui. Le sei canne raggruppate le davano l’aria vagamente anacronistica di un’arma da collezione, ma permettevano di sputare gli ottanta proiettili del caricatore in un secondo e due decimi. Una cadenza terrificante di cinquemila colpi al minuto. Nessun essere vivente poteva resistere a quel diluvio di morte. Leonid l’aveva provata in campagna, contro un montone. Il risultato lo aveva fatto quasi vomitare…

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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