Tag

, , ,

La Newton Compton porta in libreria un nuovo grande thriller firmato da David Barbaree.

La scheda di Uruk:

946. La ragazza nell’acqua [Erika Foster 3] (Dark Water, 2016) di Robert Bryndza [3 gennaio 2019] Traduzione di Beatrice Messineo

La trama:

Il detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

L’incipit:

Autunno 1990
Era una notte fredda di fine autunno quella in cui scaricarono il corpo nella cava dismessa. Era un luogo isolato, e l’acqua lì era molto profonda, lo sapevano. Quello che non sapevano era che qualcuno li stava guardando.
Erano arrivati protetti dal manto della notte, qualche minuto dopo le tre del mattino; avevano superato le ultime case del paese, attraversato la strada sterrata in cui parcheggiavano quelli che volevano andare a fare due passi e raggiunto la vasta distesa del parco La macchina sobbalzava e sbandava sulla via sconnessa a fari spenti, fino a quando aveva imboccato un sentiero riparato da entrambi i lati da una foresta fitta. Il buio era denso e umido, l’unica luce era quella che s’intrufolava fra le chiome degli alberi.
Non era accaduto nulla di sospetto durante il viaggio. Il motore ruggiva, le sospensioni fischiavano mentre la vettura ondeggiava di qua e di là. Si erano fermati soltanto quando gli alberi avevano cominciato a diradarsi e in lontananza era apparsa l’acqua della cava. Non sapevano, però, che da quelle parti viveva un vecchio eremita che aveva occupato un cottage ormai quasi interamente reclamato dalla natura selvaggia. Stava osservando il cielo e la sua meravigliosa maestà, quando sulla cresta si era affacciata una macchina, che si era fermata subito dopo. Insospettito, il vecchio si nascose dietro un cespuglio di arbusti e rimase a guardare. Capitava spesso che nel cuore della notte arrivassero ragazzi del posto, drogati o coppiette in cerca di emozioni forti. Era sempre riuscito a spaventarli e mandarli via.
La luna fece brevemente capolino fra le nuvole mentre due figure scendevano dall’auto, sollevavano qualcosa di pesante dal bagagliaio e lo trascinavano fino alla barchetta a remi ormeggiata sulla riva. Il primo uomo salì a bordo e il secondo gli passò il lungo fagotto. C’era qualcosa nel modo in cui si piegava e ricadeva mollemente che fece capire al vecchio, con orrore indicibile, che si trattava di un corpo.

L’autore:

Robert Bryndza, dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio, finalista al Premio Roma, che in pochi mesi ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in 27 Paesi. I successivi romanzi incentrati su Erika Foster sono bestseller internazionali che contano oltre 2 milioni di copie vendute. La vittima perfetta è il secondo romanzo pubblicato con la Newton Compton. Robert è inglese e vive in Slovacchia con suo marito Ján. Per saperne di più: robertbryndza.com

L.

– Ultimi post simili: