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La Newton Compton porta in libreria un thriller firmato da una vera detective di polizia.

La scheda di Uruk:

936. La vittima silenziosa (Silent Victim, 2018) di Caroline Mitchell [3 gennaio 2019] Traduzione di Silvia D’Ovidio

La trama:

Emma è una moglie attenta, una madre amorevole e… un’assassina, seppure involontaria. Per anni ha tenuto nascosto il corpo senza vita del suo insegnante che, quando era solo una ragazzina, l’aveva sedotta. È un segreto che avrebbe dovuto rimanere sepolto per sempre, ma la promozione inaspettata di Alex, il marito di Emma, cambia tutto. Possono finalmente trasferirsi in una casa più grande con il loro bambino. Questo significa che Emma non può lasciare la vecchia casa senza essere sicura di aver distrutto ogni prova. Ed è così che raggiunge il giardino, con l’intenzione di disseppellire il cadavere e sbarazzarsene una volta per tutte. Quello che non può sapere è che, nel punto in cui avrebbe dovuto trovarsi il corpo, non c’è più nulla. Qualcuno deve averlo trovato. Sconvolta, Emma confessa tutto al marito. Ma è solo l’inizio dell’incubo. Perché Alex scopre cose di sua moglie che non avrebbe mai potuto immaginare. E che difficilmente riuscirà a dimenticare…

L’incipit:

Non sono una persona cattiva, ma ho fatto una cosa molto cattiva.
Un senso di irrealtà si riversa su di me, attenuando le conseguenze delle mie azioni.
Sono un’assassina. La mia anima è destinata all’inferno.
Il grido di un gabbiano che plana nel cielo scuro interrompe i miei pensieri. C’è qualcosa di luttuoso nel suo richiamo, e io me ne sto in piedi sul bordo della fossa, con le nocche sbiancate, aggrappate alla pala che tengo nella mano destra. Sento un rivolo di sudore lungo la schiena, gelato dalla brezza del crepuscolo. In fondo alla fossa Luke mi fissa con occhi vuoti, e la terra sotto la testa assorbe il sangue. Socchiudo le labbra per l’affanno, il panico mi fa sollevare e abbassare il petto freneticamente. È davvero morto? L’ho ucciso sul serio? Mi tremano le gambe e mi aggrappo alla pala, l’unico sostegno che mi impedisce di cadere in questo campo sperduto La brezza gioca con i miei capelli, e mi soffia ciocche scure negli occhi e in bocca. Le sposto dietro l’orecchio e cerco di schiarirmi le idee. Da quanto tempo sono qui? Sento girare gli ingranaggi del cervello, tentano di rimettere insieme i pezzi del complesso edificio che mi è crollato tutto intorno. Mi cade lo sguardo sulla pala, sul sangue che ancora macchia la lama.
La devi pulire, sussurra una voce dentro di me. Ma prima, nascondi il corpo.
Mi si offuscano i pensieri, l’istinto di sopravvivenza prende il sopravvento. Mio marito si starà chiedendo che fine ho fatto. Potrebbe persino venire a cercarmi. Dovrei controllare il battito a Luke, chiamare un’ambulanza. Dentro di me so che è troppo tardi. La fossa è foderata di foglie cadute dagli alberi che circondano il campo: un luogo adatto al riposo, fosse anche solo stasera.

L’autrice:

Caroline Mitchell è una detective della polizia che ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, diventando in breve tempo un’autrice bestseller di «USA Today». Lavorando a stretto contatto con le vittime di crimini violenti, ha sempre trovato di ispirazione la loro tenacia. Nata in Irlanda, vive nell’Essex con il marito e i tre figli.

L.

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