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Prima di darlo via schedo questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Stefano Magagnoli.

L’illustrazione di copertina è firmata da Giorgia Ponticelli.

La scheda di Uruk:

1475. SAS: l’inganno del Karin A [SAS 147] (La manip du Karin A, 2002) di Gérard de Villiers [gennaio 2003] Traduzione di Mario Morelli
Inoltre contiene i saggi:
[Galleria di Spie] Saint-Dominique, di Mario Morelli
[Il Manuale della Spia] L’agente segreto (9), di Stephen Gunn (Stefano Di Marino)

La trama:

Gli israeliani hanno intercettato un cargo, il Karin A, carico d’armi apparentemente destinate ad Arafat e sfruttano l’episodio per rompere le trattative di pace. Il responsabile della CIA in Medio Oriente non crede, però, che quelle armi siano davvero destinate al leader palestinese e convoca SAS a Tel Aviv per far luce sull’enigma. La morte di Elias Karam, il boia di Sabra e Chatila, aprirà a Malko una pista che scotta e la verità scomparirà di fronte a nuove, terribili rivelazioni. Tra Beirut e Tel Aviv, tra Cipro e la Palestina, il Principe delle Spie si troverà ai ferri corti con i falchi del Mossad, scoprendo che tra gente abituata a morire per la causa la vita di uno straniero vale ben poco…

L’incipit:

Un sole radioso splendeva sul porto militare di Elat, la città israeliana più a sud del paese, di fronte ad Aqaba, la città gemella situata in Giordania, all’estremità del golfo di Aqaba, il braccio di mare che si insinua come un dito dal mar Rosso, tra il Nord dell’Arabia Saudita e il deserto egiziano del Sinai. Una luminosità straordinaria per il mese di gennaio dava un aspetto quasi allegro alle armi allineate in ordine impeccabile di fronte a un molo, su quasi un ettaro di superficie. Era il carico del Karin A, avidamente filmato dalle televisioni di tutto il mondo.
Il
Karin A, un cargo di tremila tonnellate battente bandiera delle isole Tonga, era stato intercettato tre giorni prima, la mattina del 3 gennaio, cinquecento chilometri più a sud, nel mar Rosso, in acque internazionali, all’incirca alla latitudine di Poti Sudan, da una task force israeliana composta da elicotteri e navi da guerra. Non superava gli otto nodi di velocità e ci aveva impiegato due giorni per arrivare a Elat: un’altra giornata era stata necessaria per scaricare la merce, ma il 6 gennaio 2002 era un giorno di trionfo per gli israeliani.
Jeff O’Reilly, capo della stazione CIA di Tel Aviv, si guardò attorno. Tutti gli addetti della difesa dei paesi stranieri in servizio a Tel Aviv, oltre a un certo numero di agenti dei servizi segreti, erano stati invitati dalla IDF, la Israeli Defense Force, ad andare ad ammirare quel bottino eccezionale: cinquanta tonnellate di armi da guerra destinate, secondo gli israeliani, all’Autorità palestinese di Yasser Arafat.
Come gli altri invitati, anche O’Reilly aveva ricevuto l’elenco dettagliato delle armi uscite dalle stive del
Karin A, e poteva ora constatare de visti la loro realtà. Un arsenale impressionante, accuratamente suddiviso per categorie:
– 62 razzi da 122 mm Grad, di fabbricazione russa;
– 283 razzi tipo 63 da 107 mm;
– 10 mortai da 120 mm di fabbricazione iraniana, con 700 proiettili;
– 19 mortai da 81 mm e 686 proiettili;
– 10 mortai da 60 mm e 159 proiettili;
– 6 lanciarazzi anticarro Sagger con 10 razzi;
– 119 razzi RPG 7 anticarro;
– 209 RPG 7, di fabbricazione iraniana;
– 346 RPG 18, razzi anticarro di fabbricazione russa;
– 211 mine anticarro YM III di fabbricazione iraniana;
– 311 mine antiuomo YM I di fabbricazione iraniana;
– 2200 chili di esplosivo militare C4;
– 30 fucili da sniper Dragonof con relativi mirini a telescopio;
– 18 pistole mitragliatrici russe Borko;
– 212 AK-47 Kalashnikov;
– 700.000 cartucce da 7,62 mm;
– 735 bombe a mano.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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