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Grazie ad Ilaria la bancarellaria ho trovato questo splendido titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Alberto Tedeschi.
L’autore è James Hadley Chase, il maestro del noir, quindi non c’è bisogno di altre parole.

La scheda di Uruk:

1441. La chiave magica [Helga Rolfe 2] (The Joker in the Pack, 1975) di James Hadley Chase [12 settembre 1976] Traduzione di Bruno Just Lazzari
Inoltre contiene il racconto:
Tutti mi chiamano Rocky (Everybody Calls Me Rocky, da “EQMM“, agosto 1976) di William I. Smith

La trama:

Una donna splendida, avida, sensuale. Un anziano miliardario infermo, tirannico e crudele. Un giovane meticcio dalla bellezza inquietante. Un investigatore privato ambiguo e senza scrupoli. Questi sono i personaggi che James Hadley Chase muove sullo sfondo di paesaggi esotici, in un clima suggestivo intessuto di magia. Amore, odio, ambizione, violenza e paura. Questi sono i sentimenti che lo scrittore intreccia in un dramma carico di tensione che ha per posta un patrimonio di sessanta milioni di dollari. James Hadley Chase, famoso per l’abilità con cui sa penetrare nei labirinti delle passioni umane, dà con questo romanzo un’altra brillante prova di sé.

L’incipit:

Il Jumbo-Jet Zurigo-Miami atterrò in Florida alle dieci e trentacinque, in perfetto orario.
Generalmente, Helga Rolfe ci teneva a viaggiare come una passeggera di riguardo. Moglie di uno dei più ricchi uomini del mondo, veniva adulata e coccolata da tutte le giovani hostess. Il comandante di bordo andò ad ossequiarla e a farle visita. Ma, stavolta, questo trattamento di favore la irritava e innervosiva poiché era tormentata da un problema, un grave problema, e avrebbe preferito la solitudine all’obbligo di sostenere la futile conversazione del comandante, il quale, conscio dei suoi successi con le donne, le faceva la corte lisciandosi i baffetti.
Tirò un sospiro di sollievo nel lasciare l’aereo e, subito dopo, nel percorrere in Cadillac la stessa pista verso l’aereo Miami-Nassau. Sapeva che i suoi bagagli la seguivano e che sarebbe stata accolta da una giovane hostess premurosa che l’avrebbe accompagnata al suo posto per l’ultimo tratto del lungo viaggio. Helga andava a raggiungere Herman Rolfe, il marito infermo.
Grazie alla potenza e alla magia del nome Rolfe, salì a. bordo per prima, e il posto accanto al suo rimase libero. Lo steward stava già avanzando, alcuni minuti prima dell’arrivo degli altri passeggeri, con in mano una bottiglia di champagne che Helga non rifiutò. Chiese soltanto, in aggiunta, un dito di cognac. Aveva bisogno di un tonico dopo quel lungo e faticoso viaggio sopra l’Atlantico.
Mentre l’apparecchio decollava, appoggiò la testa allo schienale e cominciò a riflettere. Durante il volo da Zurigo aveva controllato i conti e constatato che effettivamente due milioni di dollari erano scomparsi. Archer lo aveva ammesso. Si trattava, per essere più precisi, di due milioni e centocinquantamila dollari, ma la differenza non aveva importanza. Si domandò come avrebbe reagito Herman quando gli avrebbe annunciato che era stato derubato. Avrebbe avvertito subito i suoi avvocati di New York, i quali si sarebbero lanciati come avvoltoi su Archer. Era inevitabile, ma come avrebbe reagito Herman quando si sarebbe accorto che lei era immischiata in quell’affare? Era questo che la preoccupava. L’avrebbe considerata una vittima, un’ingenua, una scema o, peggio ancora, una persona di cui non poteva più fidarsi?

L’autore:

James Hadley Chase è nato a Londra nel 1906. Spirito indipendente, se ne andò di casa giovanissimo, guadagnandosi da vivere vendendo enciclopedie casa per casa. Nel 1939 scrisse Niente orchidee per Miss Blandish che riscosse un immediato successo. È tuttora il suo romanzo più venduto nel mondo. Da allora, ha dato alle stampe circa cento romanzi, quasi tutti ambientati in America.

L.

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