Tag

, ,

La Newton Compton porta in libreria un grande thriler horror firmato da Tim Lebbon, autore britannico che finalmente arriva in Italia.

Per un’intervista esclusiva all’autore, rimando al mio blog NonQuelMarlowe.

La scheda di Uruk:

933. Silence (The Silence, 2015) di Tim Lebbon [29 novembre 2018] Traduzione di Laura Miccoli

La trama:

Un terribile flagello dilaga in Europa e l’unica speranza per sopravvivere è rimanere in perfetto silenzio… Nell’oscurità di una fitta rete di grotte sotterranee, vivono creature cieche, abilissime nella caccia. Grazie al loro udito sono in grado di individuare e catturare qualunque preda. I cunicoli sigillati hanno trattenuto per secoli la loro furia, fino a che una spedizione speleologica in Ucraina, in diretta televisiva, non apre un varco, scoperchiando quell’ecosistema come un vaso di Pandora. A emergere dalle tenebre è uno sciame di creature feroci, simili a pipistrelli, che in un attimo si avventa sul gruppo di scienziati. Le telecamere continuano a riprendere per ore lo scempio, offrendo uno spettacolo raccapricciante. Due testimoni della carneficina sono Ally e suo padre Huw, incollati davanti allo schermo. Se la minaccia dovesse diffondersi in tutta Europa nessuno sarebbe più al sicuro. Perché gridare, persino sussurrare, può rivelarsi fatale. Ally, affetta da sordità, è abituata a vivere in silenzio. E adesso, la sua abilità è l’unica speranza di salvezza per la sua famiglia: dovrà riuscire a trovare un posto sicuro per aspettare la fine del pericolo. Ma avrà davvero fine? E in quale mondo sarà costretta a vivere?

L’incipit:

Mentre guardavo le tre figure in divisa nera attrezzate di tutto punto per l’arrampicata che venivano calate all’interno della caverna, Jude mi lanciò un torsolo di mela in testa. Mi mancò e andò a sbattere contro la parete alle mie spalle, per poi spaccarsi e schizzarmi addosso polpa di frutta e semi.
«Levati dalle scatole!», gridai La sua ombra sgusciò via dalla porta della camera da letto, ovviamente per timore di ritorsioni, ma la mano sinistra e la testa ricomparvero appena dietro lo stipite.
«Lo dico alla mamma», rispose nella lingua dei segni.
«Allora diglielo!», dissi. Le mie parole risuonavano come una vibrazione generata da qualcosa che era poco più che un ricordo. Sentii il
tump-tump cadenzato dei passi del mio fratellino mentre correva a rintanarsi in camera sua e un attimo dopo un tonfo contro il muro quando saltò sul letto. Sarebbe tornato. Lo stronzetto era in vena di scherzi.
Scrollandomi di dosso i residui di mela appiccicosa dalla spalla, mi voltai di nuovo verso il televisore. L’avevo appena acceso. Avevo strimpellato la chitarra per circa un’ora, prima di soccombere alla necessità impellente di stravaccarmi sul letto e guardare roba poco impegnativa in TV. Tuttavia, la prima immagine che avevo visto aveva subito catturato la mia attenzione.
Non era proprio una giungla. Era più un fitto bosco, con colline ricoperte di alberi e arbusti, e in lontananza delle cime nude, aspre e avvolte dalla foschia. C’era della gente sul fondo di una gola scoscesa e dagli alberi che crescevano sulla sommità del dirupo pendevano piante rampicanti, che si facevano strada tra le ombre come tentacoli addormentati. Un torrente zigzagava lento alla base della gola. C’erano un sacco di grandi tende da campeggio nell’area circostante, alcune più piccole nelle vicinanze e un container di stoccaggio stracolmo di casse di plastica e sacchi color cachi. Ma furono i volti della gente ad attirare davvero la mia attenzione, e in particolare le loro espressioni.

L’autore:

Tim Lebbon è autore di più di quaranta romanzi horror e fantasy. Con il suo racconto Reconstructing Amy nel 2001 ha vinto il prestigioso premio Bram Stoker. Silence, che ha ottenuto il successo internazionale, è diventato anche un film. Vive in Inghilterra con la moglie e i suoi due figli.

L.

– Ultimi post simili: