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Torna in edicola il nono caso dell’avvocato del diavolo.

La prima apparizione italiana del raro romanzo risale al 1938, come numero 179 della collana “I Libri Gialli” (Mondadori): l’unica altra apparizione è ne “I Capolavori dei Gialli” n. 238, nel 1963.

La scheda di Uruk:

1417. Perry Mason e la cliente misteriosa [Perry Mason 9] (The Case of the Stuttering Bishop, 1936) di Erle Stanley Gardner [febbraio 2019] Traduzione di Enrico Andri
Inoltre contiene il racconto: Anonimo relativo (2018) di Mauro Frugone

La trama:

A Perry Mason non capita tutti i giorni di vedersi affidare un incarico senza sapere di chi dovrebbe perorare la causa. È infatti in termini troppo vaghi che gli viene presentata la difficile posizione di una donna, accusata oltre vent’anni prima di omicidio colposo in seguito a un incidente stradale e da allora sfuggita all’arresto. Davvero ingenuo pensare che il principe del Foro permetta a qualcuno di nascondergli delle informazioni, tanto che in breve provvede a colmare da sé le lacune di una faccenda talmente intricata da risultare per lui come un invito a nozze. Tutto sembra ruotare intorno al riconoscimento di un’erede che potrebbe celare una frode ai danni di una famiglia facoltosa. Ma questa è solo ordinaria amministrazione, perché sarà un delitto a costituire il punto di svolta. Superfluo aggiungere che, di fronte alla sfida di un assassino, Mason non avrà remore a levarsi i guanti per veder trionfare la giustizia.

L’incipit

Lo sguardo di Perry Mason si concentrò acutamente sulla figura dell’uomo che, con aria perplessa, si era arrestato sulla soglia del suo ufficio.
— Accomodatevi, signor giudice — disse.
Tarchiato, vestito di abiti neri molto ampi, il giudice si inchinò leggermente e raggiunse la poltrona che Mason gli indicava. Sopra il colletto bianco inamidato, la faccia pareva abbronzatissima, e gli occhi erano grigi, freddi, lucidi. Il passo delle sue gambe, piuttosto corte e forti, era vivace e deciso e Mason comprese che quell’uomo sarebbe stato capace di camminare con lo stesso passo anche verso la sedia elettrica.
Il giudice sedette in faccia a Mason.
— Una sigaretta? — offrì l’avvocato.
L’uomo protese la mano verso l’astuccio, ma poi la ritirò.
— Grazie, è un’ora che ne fumo… Due boccate, e sono subito f-f-i-nite…
La lingua gli si intoppò sulla prima sillaba dell’ultima parola, e subito lui tacque e respirò un paio di volte profondamente, come per riprendere il dominio di sé. Dopo qualche secondo, continuò con voce ferma: — Se non vi dà noia, preferirei accendere la pipa.
— Fate pure — disse Mason, e notò che la tozza pipa del giudice somigliava moltissimo al suo proprietario.
— La mia segretaria — continuò Mason — mi ha detto che siete il giudice William Mallory, australiano di Sydney, e che desiderate consultarmi a proposito di un omicidio colposo.
Il giudice assentì, trasse di tasca una borsa di pelle, riempì di fragrante tabacco la pipa, ve lo calcò con le dita e strofinò un fiammifero. Mason, che lo osservava, non riuscì a capire se riparasse il fiammifero con ambo le mani per dissimulare il tremito delle dita o per abitudine di far schermo alla fiammella contro il vento. L’alta fronte rifletté una luce rossastra, che mise in evidenza la faccia un po’ piatta, dagli zigomi sporgenti, e la mascella energica.
Mason socchiuse gli occhi, pensoso.
— Sono a vostra disposizione — disse.

L’autore:

Erle Stanley Gardner (1889-1970), statunitense, è tra i più celebri giallisti di tutti i tempi. Dopo aver esercitato l’avvocatura e pubblicato numerosissimi racconti, a partire dagli anni Trenta si è dedicato esclusivamente alla narrativa. Con il personaggio di Perry Mason, accompagnato da un ampio e duraturo successo anche grazie alle trasposizioni televisive, ha prodotto una lunga serie di romanzi che rappresentano la vetta ineguagliata del giallo giudiziario, padre del moderno legal thriller.

L.

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