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Torna l’appuntamento settimanale con le uscite Delos Digital, la casa specializzata in tutti i colori della narrativa.


Sherlock Holmes e il caso delle ossa sacre (The Case of the Holy Bones, 2016) di Archie Rushden (Traduzione di Silvia Valentini)
Sherlockiana n. 238 (12 febbraio 2019)
Delos Digital ~ Amazon ~ Libreria Etrusca

Giallo – racconto (16 pagine)

Al tavolo della colazione, Holmes mostra a Watson una lettera che ha appena ricevuto: è una richiesta d’aiuto di Millicent Watts, figlia del decano di Sandchester, che prega Holmes di risolvere un caso, avvenuto nel decanato.
Alcune ristrutturazioni nella cattedrale hanno portato alla luce una cappella e una tomba. Le ossa qui ritrovate, seppur ritenute da molti quelle di San Aldwould, si rivelano appartenere al Dr Brinkwater, cancelliere del decanato, scomparso alcuni giorni prima. Ma i tempi tra il ritrovamento delle ossa e il rinvenimento della cappella non quadrano…

Archie Rushden è un archivista, con oltre trent’anni di esperienza nella cura dei manoscritti, dai testi medievali ai diari della Grande Guerra. Con un altro nome, ha pubblicato numerose opere scolastiche su fotografie storiche e su temi di storia locale e militare.
I racconti pubblicati su Sherlockiana rappresentano la sua prima avventura nel mondo tardo-vittoriano della Londra di Sherlock Holmes e John Watson.


Atterraggio in Italia di Linda De Santi e Simonetta Olivo
Odissea Digital Fantascienza n. 64 (12 febbraio 2019)
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Fantascienza – racconti (206 pagine)

La sfida di questa raccolta è quella di scrivere fantascienza sfruttando le opportunità che uno scenario come l’Italia offre per questo genere narrativo.
Atterraggio in Italia racconta non tanto un’Italia del futuro (visto che alcune delle storie contenute in questo volume potrebbero accadere già oggi, in quello che viene chiamato “futuro istantaneo”), ma un’Italia fantascientifica, in cui l’interrogativo è posto su cosa accadrebbe se il nostro paese diventasse, all’improvviso, il palcoscenico su cui si muovono e prendono forma i temi della fantascienza: se, quindi, l’Italia diventasse terra di atterraggio di dischi volanti, per citare e al tempo stesso smentire la nota affermazione attribuita a Carlo Fruttero, per cui sarebbe difficile immaginare un disco volante che atterri su Lucca.

Linda De Santi è nata nel 1985, ha una laurea in Lettere ma lavora nel marketing. Appassionata di fantascienza e fantastico, nel 2017 ha vinto il Premio Urania Short e nel 2016 ha vinto il premio Fantasticamente. È stata finalista al Premio Robot e partecipa assiduamente ai contest letterari online. Per Delos Digital è uscito La forma del vuoto nella collana Futuro presente.
Simonetta Olivo è nata a Udine nel 1976. Vive a Trieste. È stata finalista per il premio Urania Short 2017 e per il Premio Robot 2018. Ha pubblicato un racconto nella collana Urania i capolavori nel maggio 2018.


Deadworld 1, di Vincent Locke e Gary Reed
Delos Comics n. (12 febbraio 2019)
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Fumetto – graphic novel (0 pagine)

In Deadworld i morti sono tornati in vita in un mondo provato dall’avvento dell’olocausto sovrannaturale. Gli uomini si sono riuniti in piccoli gruppi di superstiti per cercare di scampare alle orde di zombie che hanno preso possesso della Terra. Alcuni ragazzi, non sapendo con certezza se il fenomeno sia isolato o si sia invece evoluto a livello mondiale, credono di poter sopravvivere finché non si rivela un fatto inquietante, che farà vacillare ogni loro certezza: gli zombie possiedono un’intelligenza. Sono scaltri e sadici e, oltre che nutrire un desiderio insaziabile per la carne fresca, amano sottoporre a torture strazianti gli umani superstiti. Il leader degli zombie è un sarcastico fumatore incallito, sempre in sella alla sua Harley, conosciuto come “Re Zombie”.

Gary Reed (21 maggio 1956 – 2 ottobre 2016) (sceneggiatura) è stato un autore di fumetti americano e l’editore della storica casa editrice Caliber Comics, che negli anni ’90 ha pubblicato oltre milletrecento titoli. Reed è stato autore di più di duecento fumetti e graphic novel, anche con diversi psedonimi (tra cui Kyle Garrett, Brent Truax e Randall Thayer ).

Vincent Locke (disegni) è un fumettista americano che ha iniziato la sua carriera con Deadworld, fumeto diventato un cult negli anni ’90. Ha lavorato a numerosi comics importanti, tra cui The Sandman, American Freak, Batman, The Spectre, e A History of Violence, da cui poi è stato tratto il film diretto da David Cronenberg e interpretato da Viggo Mortensen.
Locke è noto anche per aver creato le copertine degli album della band death metal Cannibal Corpse.


L’uomo di marmellata, di Cristina Biolcati
Passioni Romantiche n. 77 (12 febbraio 2019)
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Romance – romanzo breve (75 pagine)

Camilla ha ventotto anni e un grande talento per la scrittura. Ha molta fantasia, ma ha perduto l’amore della sua vita. Un anno prima, l’affascinante Bruno l’ha infatti tradita con l’ultima arrivata all’agenzia letteraria per la quale entrambi lavoravano. La rivale, la procace Valeria, di sicuro non ha le sue stesse capacità, ma è una donna intraprendente che è riuscita a creare con Bruno un solido legame. Quando Camilla scopre che la “coppia diabolica” si è impossessata dell’idea di un suo romanzo, decide di vendicarsi. Con la complicità dell’amica Lalla e di un promettente pittore francese, Camilla sperimenterà quanto sia facile cadere nel vortice dell’invidia e lasciarsi trascinare dal desiderio di rivalsa. Salvo poi realizzare le cose davvero importanti. Una storia ironica che, mentre strappa qualche sorriso, pone in luce alcune pecche della nostra società.

Cristina Biolcati è ferrarese, ma padovana d’adozione. Laureata in lettere, ama molto leggere. È autrice di poesie e racconti brevi. Fra le sue passioni: gli animali, l’arte e la filosofia. Collabora con alcune riviste digitali, dove scrive recensioni di libri e articoli letterari.
Opere pubblicate: Nessuno è al sicuro (Edizioni Simple, 2013), un saggio sugli attacchi di squalo in Italia dal 1926 a oggi; Ritorna mentre dormo (DrawUp Edizioni, 2013), una silloge poetica; L’ombra di Luca (Leucotea Edizioni, 2014), una raccolta di racconti brevi; Allodole e vento (Pagine srl, 2014), una seconda raccolta di poesie; Balla per me (Youcanprint, 2017), un romanzo breve; Se Robin Hood sapesse (Delos Digital, 2017), racconto rosa; Ciclamini al re (Delos Digital, 2018), racconto lungo.
Partecipa spesso a concorsi, ed è presente coi suoi racconti e poesie in molte antologie collettive.


Bourbon Street, di Friedrich L. Friede
Chew-9 n. 50 (12 febbraio 2019)
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Fantascienza – racconto lungo (35 pagine)

Nella New Orleans del futuro, il French Quarter sopravvive intatto come luogo di divertimenti e malaffare. Il bordello da cui il senatore della Louisiana è stato defenestrato offre a clienti ricchi e annoiati la “scopata degli Dei” con ragazze Rems e iniezione di puro Chew-9 direttamente dai loro organi genitali. Ancor prima di iniziare le indagini, il detective Blanchard viene avvicinato dai federali che cercano di corromperlo per incastrare con false prove un noto pacifista contrario alla guerra su Capella IV. Blanchard indaga con tutte le tecnologie a disposizione, ma la verità sembra sfuggirgli. La prostituta Rems racconta una storia strana: il senatore sembra aver lottato contro il nulla ed essersi gettato da solo. Le indagini vengono interrotte dal contabile della famiglia mafiosa Marcello. Secondo la mafia Blanchard deve incastrare il capitano LaGuerta degli affari interni, che accompagna il senatore al bordello e che chiede tangenti sempre più alte. Blanchard subisce pressioni per accettare l’una o l’altra proposta e capisce di essere incastrato: se segue i mafiosi sa che i federali lo faranno finire in galera, se sceglie i federali la mafia lo ucciderà. L’unica possibilità è tornare a parlare con la tenutaria del bordello. Lei gli propone un servizietto con una Rems per sfruttare il potere del Chew-9. Riuscirà la droga del benessere a risolvere la situazione in cui Blanchard si è andato a cacciare?

Friedrich L. Friede, di origine austriaca, è nato a Padova e vive a Feltre. È un medico oculista specializzato in chirurgia della retina. Ha riscoperto la passione per la scrittura grazie a WattPad. Collabora con il blog e gruppo Facebook di scrittura creativa “I Parolanti”. Ha pubblicato alcuni racconti in antologie e, per Delos Digital, Re-Chance, numero 48 della collana Chew-9.


Anarres 1, di Salvatore Proietti
(12 febbraio 2019)
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Fantascienza – rivista (253 pagine)

Mentre la fantascienza e in generale il fantastico hanno raggiunto un riconoscimento e pieno diritto di cittadinanza, nella cultura del nostro paese è ancora più grave l’assenza di uno spazio che rivolga in maniera sistematica un’attenzione rigorosa e scientifica al genere. Un vuoto che cerca di riempire Anarres, rivista che si occupa dei generi non mimetici, a partire dall’ambito letterario e ampliando lo spettro di interesse a tutti gli altri media, dando priorità alla fantascienza scritta ma senza limitarsi a essa, e assicurando uno spazio costante al fantastico italiano.
Questo primo numero dedica una sezione monografica a Ursula K. Le Guin, la cui fede laica nell’utopia e nella creazione letteraria di mondi fantastici complessi e articolati, riaffermata attraverso generi e decenni, è un modello insuperato. La traduzione del saggio di Fredric Jameson su Kim Stanley Robinson vuole ulteriormente sottolineare l’interesse (intellettuale e civico) verso l’utopia. Ampio spazio è dedicato a tradizioni nazionali di lingue diverse: questo numero presenta interventi sulla SF statunitense, francese e tedesca. Nel volume sono ospitate recensioni che guardano sia agli interessi presenti, sia a recuperi del passato e di una memoria storica di cui il genere ha senz’altro bisogno.
[Articoli e recensioni di: Vittorio Catani, Massimo Del Pizzo, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Fulvio Ferrari, Daniela Guardamagna, Salvatore Proietti, Darko Suvin, Igina Tattoni]

Salvatore Proietti insegna Letterature anglo-americane all’Università della Calabria, ed è direttore di Anarres. Fra i suoi lavori più recenti, la cura di Henry David Thoreau, Dizionario portatile di ecologia (Donzelli 2017), e saggi su Samuel R. Delany (Leviathan, A Journal of Melville Studies, 2013) e sui conflitti razziali in Philip K. Dick (in Umanesimo e rivolta in Blade Runner, a cura di Luigi Cimmino et al., Rubbettino 2015), e una panoramica storica della SF italiana (in Science Fiction Studies, 2015), oltre alla riedizione della traduzione di Paul Di Filippo, La trilogia steampunk (Mondadori 2018).


Anarres 2, di Salvatore Proietti
(12 febbraio 2019)
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Fantascienza – rivista (296 pagine)

L’eterogeneità di questo secondo numero di Anarres vuole anche rispecchiare quella di ambiti come la fantascienza e il fantastico, da sempre multiformi e variegati, in Italia e nel mondo.
Il contributo internazionale è di David Ketterer sullo slipstream, e parla di contaminazioni fra SF e altri generi.
E il resoconto a più voci di una presentazione romana di un libro di Darko Suvin è un omaggio a un critico internazionale che ha sempre mantenuto solidi legami con l’Italia, dove ora vive.
Fra gli altri saggi, due si occupano di SF americana.
Salvatore Proietti rilegge Philip K. Dick e il suo rapporto con la controcultura degli Stati Uniti negli anni Sessanta, mettendo al centro gli antieroi protagonisti dei suoi romanzi. Stefano Carducci rievoca gli albori della Golden Age, affascinata dall’esoterismo non meno che dalla hard science. Ad affrontare il rapporto fra Italia e fantascienza sono due articoli: Paolo Bertetti torna agli anni del film muto, all’inizio del Novecento (prima del fascismo), quando in Italia uscirono decine di film SF. Antonino Fazio affronta il rapporto tra fantascienza e teorie del postmoderno, a partire dagli scritti di Wu Ming 1.
Last but not least, un articolo di Fulvio Ferrari sulla fantasy contemporanea di Neil Gaiman e altri e sul modo creativo in cui romanzi come American Gods fanno interagire mondo presente e materiale fornito dalla mitologia nordica.
Di fantastico classico (da Howard a Lovecraft e Meyrink) parlano anche recensioni e interventi più brevi, mentre una nota finale di Proietti prova a ricercare in Canada le origini fantascientifiche della parola “robot”.

Salvatore Proietti insegna Letterature anglo-americane all’Università della Calabria, ed è direttore di Anarres. Fra i suoi lavori più recenti, la cura di Henry David Thoreau, Dizionario portatile di ecologia (Donzelli 2017), e saggi su Samuel R. Delany (Leviathan, A Journal of Melville Studies, 2013) e sui conflitti razziali in Philip K. Dick (in Umanesimo e rivolta in Blade Runner, a cura di Luigi Cimmino et al., Rubbettino 2015), e una panoramica storica della SF italiana (in Science Fiction Studies, 2015), oltre alla riedizione della traduzione di Paul Di Filippo, La trilogia steampunk (Mondadori 2018).


Anarres 3, di Salvatore Proietti
(12 febbraio 2019)
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Fantascienza – rivista (235 pagine)

Questo numero di Anarres è unificato dall’attenzione verso dialoghi letterari e culturali, interazioni tra testi, fasi storiche, tradizioni nazionali.
Innanzitutto, è un dialogo collettivo e transnazionale quello intrapreso con Ursula K. Le Guin da chi ha partecipato al forum dedicato al suo ricordo, da Raffaella Baccolini a Eleonora Federici, Carlo Pagetti, Salvatore Proietti, a prestigiosi ospiti internazionali come David Ketterer, Joseph McElroy e Tom Moylan.
Brian Attebery, riprendendo dalla biologia il modello dei mitocondri, presenta la SF, in particolare quella delle donne, come un “book club”, libri che cooperano scambiando motivi, concetti, omaggi, e che si rendono possibili a vicenda, le revisioni anche modi per dare nuova vita alla memoria di testi e scrittrici (e scrittori) precedenti. E i book club sono molti, dagli Inkling alle reti testuali di autrici che coinvolgono Le Guin, Tiptree, Fowler, Atwood, Russ, Haraway, fino alla scena odierna.
Roberta Mori legge il rapporto di Primo Levi con la critica italiana contemporanea, rivelatore sia di inattese consonanze sia di tanti preconcetti: ma davanti al dialogo sovente negato, Levi ne instaura uno con la SF che leggeva.
Anche quello tracciato da Alessandro Fambrini per Franz Fühmann, importante voce anche fantascientifica nel dissenso della Germania Est, è un dialogo possibile con figure inglesi e americane come Pohl & Kornbluth e Naomi Mitchison.
La conversazione è letteralmente la forma scelta dal compianto Riccardo Valla, in collaborazione con Antonino Fazio, per parlare dell’intrico concettuale costituito da scienza, magia, religione, fantascienza, fantasy.
Scrivendo su J.R.R. Tolkien, Proietti ipotizza una visione giustificata dai riferimenti teorici alla forma intrinsecamente dialogica del folklore, leggendo apertura e incompiutezza come intrinseche alle sue affabulazioni – una strada seguita da una parte della fantasy statunitense d’oggi.
Con recensioni di Fazio, Proietti, Giovanni De Matteo e Daniela Guardamagna.

Salvatore Proietti insegna Letterature anglo-americane all’Università della Calabria, ed è direttore di Anarres. Fra i suoi lavori più recenti, la cura di Henry David Thoreau, Dizionario portatile di ecologia (Donzelli 2017), e saggi su Samuel R. Delany (Leviathan, A Journal of Melville Studies, 2013) e sui conflitti razziali in Philip K. Dick (in Umanesimo e rivolta in Blade Runner, a cura di Luigi Cimmino et al., Rubbettino 2015), e una panoramica storica della SF italiana (in Science Fiction Studies, 2015), oltre alla riedizione della traduzione di Paul Di Filippo, La trilogia steampunk (Mondadori 2018).


L.

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