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Per il blog “La cupa voliera del Conte Gracula” ho scritto un guest post dedicato ad un ciclo narrativo di Mike Resnick (prima, seconda e terza puntata): visto che è appena iniziato in Italia un suo nuovo ciclo, merita di essere presentato anche qui.

La scheda di Uruk:

1662. Orion: la Fortezza [Dead Enders 1] (The Fortress in Orion, 2014) di Mike Resnick [gennaio 2019] Traduzione di Fabio Feminò

La trama:

La Democrazia, in guerra contro la Coalizione Transkei, affida la missione decisiva per vincere il conflitto al colonnello Nathan Pretorius: rapire Michkag, stratega dei Transkei, per sostituirlo con il clone che la Democrazia ha creato. Contro ogni probabilità, Pretorius, insieme al cyborg Felix Ortega, l’esperta di computer Toni Levi, l’ergastolana e contorsionista Sally “Cobra” Kowalski, la sensitiva quasi umana Circe, la creatura senziente Gzychurlyx e Madame Matusalemme (cioè l’armata dei Senza Speranza), deve infiltrarsi nella fortezza su Orion, portare a termine la missione e fuggire. Senza farsi uccidere…

L’incipit:

Faceva male tutto quanto.
Pretorius era steso sul dorso, stava cercando di mettere a fuoco la vista sulla porta, a circa tre metri di distanza dai piedi del letto. Gli occorsero quasi due minuti d’incerta concentrazione perché smettesse di roteare come una danzatrice del ventre.
Con cautela, tentò di flettere la mano sinistra e sentì muoversi le dita. Tentò lo stesso con la mano destra, e non sentì nulla.
Si passò la sinistra sul torace, trasalendo quando venne in contatto con le fasciature, e giacque perfettamente immobile finché il dolore non s attenuò.
Finalmente, voltò la testa a sinistra e vide mezza dozzina di tubicini che si diramavano dell suo corpo. Alcuni andavano verso quelli che riconobbe come macchinari standard per il supporto vitale, ma due erano connessi a vasche traslucide. C era qualcosa in ognuna di loro… un paio di “qualcosa” dissimili, in realtà… ma non riuscì a distinguere cosa fossero.
Una figura ammantata di bianco… non riuscì a focalizzarla fino al punto di determinarne il genere… gli si avvicinò, e cominciò a manipolare qualcosa sul suo lato sinistro.
«Dannazione, fa male!» borbottò lui.
«Ah, è sveglio» disse la figura, con voce femminile.
«Preferirei pensare che si tratti d un incubo» replicò lui.
«Ha un visitatore, colonnello Pretorius. Molto ansioso di vederla.»
“Colonnello Pretorius. Giusto, sono io. Me l’ero scordato.” Poi: “Mi chiedo quale sarà il mio nome”.
«Gli dica di andarsene, chiunque sia» ansimò Pretorius. «Non possiamo accogliere visitatori.»
La donna – adesso poté metterla abbastanza a fuoco da vedere che era una dottoressa – rise. «Sempre il vecchio colonnello Pretorius!»
Lui aggrottò la fronte. «Sono già stato qui?»
«Le tornerà in mente.»
«In questa vita?» chiese.
Lei ridacchiò ancora. «Lascerò che sia il suo visitatore a spiegarglielo.»
Camminò verso la porta, e questa si aprì. Fece un cenno a qualcuno dall’altro lato e si fece da parte, mentre un uomo corpulento con una matassa di capelli bianchi e baffi dello stesso colore entrava nel locale.
«Grazie» disse lui. «Ci penserò io, da ora in poi.» Lei annuì e si diresse fuori dalla soglia, che si richiuse di scatto alle sue spalle. «Bentornato, Nathan.»
“Figlio di puttana! Sono io, Nathan!”
«Sono stato via?»
«In tutti i sensi.»

L’autore:

Mike Resnick, prolifico autore americano di science fiction, nasce a Chicago nel 1942, e ha all’attivo più di cinquanta romanzi e circa duecento racconti. Con le sue opere è stato finalista per ben 37 volte al premio Hugo (un vero e proprio record, nel mondo della fantascienza), e si è imposto in questo prestigioso riconoscimento per cinque volte. Nel 1995, con il romanzo Nell’abisso di Olduvai (Seven Views of Olduvai Gorge, 1994), ha conquistato, oltre al premio Hugo, anche il premio Nebula. The Fortress in Orion (2015) è il primo della serie dei Dead Enders.

L.

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