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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati questa estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

489. Che diavolo di spia… quel SAS [SAS 4] (Samba pour SAS, 1966) di Gérard de Villiers [12 aprile 1973] Traduzione di Bruno Just Lazzari
Inoltre contiene anche:
Otto John: parla il più celebre agente doppio (seconda parte), intervista a cura di Victor Alexandrov

La trama:

A Rio de Janeiro, le cose vanno per le lunghe per quanto riguarda l’acquisto da parte della CIA di immensi giacimenti di manganese. Frank, incaricato di condurre l’affare, non riesce a convincere il proprietario dei giacimenti, Cunha, a firmare l’atto di vendita. Evidentemente, ci vuole un uomo di maggior peso politico e personale. Un vice console, ad esempio. E così. Malko Linge passa pari pari nel servizio diplomatico americano. Non appena prende in mano le redini dell’affare, però, si rende conto che devono esserci parecchi cani, attorno all’osso, non ultimo il fidanzato della figlia di Cunha, un ex SS. Forse è per questo che Cunha tergiversa? Ma un uomo non ha bisogno di aver vestito la divisa nera del famigerato corpo nazista, per nutrire certe idee. Frank, ad esempio, è anche lui un fanatico delle maniere forti e della eliminazione più spietata. E quando sospetta che Cunha stia per firmare il contratto con un altro, non guarda per il sottile e lo uccide. Allo stesso modo, decide di fare piazza pulita di un altro paio di persone. E, anche in questo caso, per Frank tutti i mezzi sono buoni per raggiungere il fine che si è prefisso. Malko non è d’accordo, però. Malko è un cesellatore dei casi internazionali, e ricorre alla violenza solo quando è indispensabile. Ma non è facile bloccare Frank, e solo quando ormai le vittime sono cadute, SAS riesce a fare a modo suo e a risalire lentamente, con pazienza, al vero responsabile del quasi fallimento dell’affare.

L’incipit:

La musica diabolicamente ritmata del Samba delle Aragoste s’interruppe di colpo, e una voce untuosa proclamò:
“Pregate, fratelli. Purificate la vostra anima dai peccati come lavate la vostra camicia. Oggi è la Festa delle Anime, la festa di coloro che sono puri. Nessuna azione cattiva deve venir commessa prima che il sole risorga…”
La voce cedette il posto a un coro che intonò un antico inno sacro.
Con l’orecchio incollato al transistor per non perdere una parola della trasmissione religiosa di Radio-Guernavara, il negro alto e dinoccolato camminava ondeggiando al ritmo del canto. Dietro di lui, si snodava una lunga processione, attraverso tutto il Morro Babylonia.
Isolati o a gruppetti, i negri scendevano dalle “favellas” con in mano un cero acceso. Pareva un verme lucente dagli innumerevoli tentacoli, lungo i sentieri da capre sui fianchi dei “morros”.
A Rio de Janeiro, la notte cala all’improvviso. I grattacieli moderni, sul lungomare da Copacabana a Flamingo, si erano illuminati. Nelle “favellas” aggrappate ai fianchi dei “morros” come ascessi mostruosi, alcune lampade a petrolio ammiccavano timidamente: le case dei “ricchi”. Non c’è città al mondo dove il lusso e la miseria siano mischiati come a Rio. I brasiliani hanno costruito in pianura i loro edifici moderni, abbandonando i “morros” alla giungla e ai poveri.
In pieno cuore di Rio, basta alzare la testa per trovare una “favella”, bindonville tropicale, senza acqua, senza luce elettrica, con una stanza per dieci persone, la più alta mortalità del mondo e i migliori ballerini da samba.
Quella sera, i negri non ballavano scendendo verso il marciapiede in mosaico della città dei ricchi. Con devota compostezza, portavano i loro ceri da dieci cruzeiros, comprati a credito. Nella ricorrenza della Festa delle Anime, il primo lunedì di maggio, tutti devono onorare i loro morti portando un cero fino ad altari improvvisati, sparsi ai quattro angoli della città.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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