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La Titan Books continua a raccontare in narrative le avventure nate da una fortunata serie di videogiochi.

Il romanzo per ora è inedito in Italia, come molti di quelli ambientati nell’universo del videogioco Halo.

Per una imperdibile narrazione del videogioco, si rimanda allo splendido post di RedBavon.

La scheda di Uruk:

Halo: Renegades (2019) di Kelly Gay [12 febbraio 2019]

La trama in traduzione esclusiva:

Trova. Reclama. Guadagna. Questa è la filosofia della galassia dopo la guerra dell’Alleanza, disseminata di relitti, e Rion Forge di sicuro ne ha fatto il proprio motto. Tutto ciò che lei vuole è far crescere i propri affari e continuare a cercare suo padre, perso da tempo. Ma la sua recente scoperta di ciò che resta del Precursore ai confini dello spazio abitato dagli umani ora la mette nel mirino dell’intelligence navale, così come di ciò che resta dell’Alleanza. Ogni fazione vuole mettere le mani sull’antica tecnologia, a qualunque costo, inviando Rio e l’equipaggio dell’Ace of Spades in una missione pericolosa: che inaspettatamente li porterà ad un pericolo più grande di quelli incontrati finora.

L’incipit in traduzione esclusiva:

Komoya, Sistema Sverdlovsk, maggio 2557

Malgrado la sua reputazione come discarica della Via Casilina, Komoya era una delle fermate preferite di Rion Forge lungo il tratto interstellare.
La piccola luna scura poteva non avere le spiagge di sabbia fina di Emerald Cove o i picchi montuosi di Forseti, ma ciò che le mancava in meraviglie geografiche era compensato dalla sua esotica fusione di misfatti ed avventure. Komoya era un vero miscuglio galattico di culture e razze. Aveva grinta, e…
«
Gnats!»
Niko le diede uno scappellotto sul collo, poi prese una piccola carcassa nera dalla sua pelle e gliel’agitò davanti con disgusto.
«E questo
schifo… Giuro, è dappertutto. Odio Komoya.» Fece goffamente qualche passo, scuotendo una gamba e poi l’altra, per dimostrare quanto fosse invasiva quella terra fina. «Vedi con cosa devo lottare?»
«Onestamente sto cercando di non vedere», disse Rion con tono secco, guardando l’orologio. «Che ti importa della terra quando hai un paesaggio come questo?»
Dalla loro posizione elevata sulla strada, Komoya sembrava stesa in un alone di luci multicolori. La città poteva essere calda e umida – e sì, tutto era ricoperto da uno strato di polvere – ma la vista era spettacolare. Centinaia di relitti, astronavi abbandonate e dismesse si spalmavano su undici chilometri quadrati della campagna di Komoya, tutte connesse da una ragnatela di stradine sporche e ponti improvvisati.
Al centro di questa immensa collezione giaceva la CAA
Chalybeate, un vascello coloniale decrepito che era atterrato lì quasi sessant’anni prima per riparazioni e non era mai ripartito, diventando la capitale ufficiale di Komoya. Lungo quasi un chilometro e mezzo e con la capacità di contenere più di diecimila coloni, era una piccola città, con il suo reattore a fusione ancora in grado di creare energia, e l’intelligenza artificiale della nave non solo ancora in grado di ricoprire la funzione di sovrintendente ma anche di assumere il ruolo di amministratore capo delle altre intelligenze artificiali, occupandosi di tutto: dalla sorveglianza orbitale alla difesa alla comunicazione satellitare fino alle funzioni municipale.

L’autore:

Kelly Gay è la nota autrice dei romanzi urban fantasy con Charlie Madigan. È un’autrice pluri-pubblicata con lavori tradotti in diverse lingue. È stata nominata due volte al RITA e una volta all’ARRA. Ha già raccontato l’universo di Halo con il romanzo breve Halo: Smoke and Shadow.

L.

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