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La Newton Compton porta in libreria un nuovo thriller firmato da Teresa Driscoll.

La scheda di Uruk:

949. L’amica perfetta (The Friend, 2018) di Teresa Driscoll [27 febbraio 2019] Traduzione di Tullio Dobner e Giulio Lupieri

La trama:

Mentre sta viaggiando in treno con il marito, a chilometri di distanza da suo figlio Ben, di appena quattro anni, Sophie riceve un’agghiacciante telefonata. A chiamare è un’infermiera: due bambini sono arrivati in ospedale a causa di un tragico incidente. Uno di loro è Ben. Sophie pensava di potersi fidare di Emma, la nuova amica che si era offerta di badare a suo figlio. Fin dal primo momento, aveva percepito in lei qualcosa di affine, come se le loro anime fossero legate. E nonostante le dicerie e le maldicenze che giravano nella piccola cittadina su di lei, Sophie era certa delle buone intenzioni di Emma. Almeno fino a quella telefonata. Potrebbe aver compiuto un’imperdonabile leggerezza mettendo la vita di suo figlio nelle mani della persona sbagliata? In una drammatica corsa contro il tempo per fare ritorno a casa, Sophie sta per scoprire la verità. E la sua vita non sarà mai più la stessa.

L’incipit:

Perché un pettirosso? Non capisco…
Sono nella toilette del treno, a gambe ben divaricate, china sul minuscolo lavabo di acciaio inossidabile, cercando con tutte le forze di… respira… devi… solo… respirare… dannazione… e di capire cosa diavolo ha a che fare con tutto questo un pettirosso.
A più di trecento chilometri mio figlio è in un letto d’ospedale, accudito da sconosciuti. Forse devono asportargli la milza, o forse no.
C’è una confusione tremenda che una serie di telefonate non è riuscita a risolvere, perché mio figlio è con un amico e, incredibilmente, il personale medico non ha potuto stabilire chi è chi. Un deprecabile e surreale pasticcio d’identità, anche se solo ora mi rendo conto che, almeno a prima vista, tra loro c’è una notevole somiglianza: capelli e occhi castani e, in virtù di un recente scatto di crescita dell’amico, anche più o meno la stessa altezza.
Un’infermiera con un lieve accento irlandese ha cercato di ottenere da me risposte sensate attraverso la nebbia che mi avvolge, impedendomi di pensare con lucidità. In una delle telefonate mi chiede se mio figlio ha qualche segno particolare.

Nei? Lentiggini? Una voglia?
Mi hanno detto che i due bambini sono stati già spogliati dai paramedici, ma per qualche ragione trovo confortante scorrere con l’infermiera la lista degli indumenti: una T-shirt verde con il logo di un dinosauro (una delle sue preferite, che gli avevo stirato appositamente ieri sera) e jeans neri rimboccati perché troppo lunghi. Ho sempre in mente di accorciarglieli e ricucirglieli, ma non sono quel tipo di madre e…
L’infermiera mi interrompe con delicatezza per chiedermi dei capelli.

L’autrice:

Teresa Driscoll vive nel Devonshire e lavora come presentatrice televisiva per la BBC da oltre quindici anni. Forte di una lunga carriera da giornalista d’inchiesta, ha deciso di cimentarsi con thriller realistici e dal sapore amaro che analizzano l’impatto che un crimine ha sui familiari delle vittime. Ti sto guardando, il suo esordio nella narrativa, ha ottenuto un grande successo in Inghilterra, Stati Uniti e Australia ed è stato tradotto in sei lingue. Per saperne di più: http://www.teresadriscoll.com.

L.

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