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La Sperling & Kupfer porta in libreria un nuovo libro della Signora in Giallo.

La scheda di Uruk:

Una fatale melodia [La Signora in Giallo 33] (Nashville Noir, 2010) di Jessica Fletcher (Donald Bain) [novembre 2018] Traduzione di Barbara Murgia

La trama:

Cindy ha soltanto diciotto anni. Con la sua aria vulnerabile e il viso pallido pieno di lentiggini, sembra persino più giovane della sua età, eppure ha già dimostrato un raro talento naturale per la musica e come cantautrice. Ma la creatività va coltivata, e Jessica lo sa bene; così, insieme a un’associazione di Cabot Cove che da quasi un decennio aiuta i giovani promettenti come Cindy a costruirsi un futuro, decide di assegnarle una borsa di studio perché possa andare a Nashville, nel Tennessee, tempio mondiale della musica country, per realizzare il suo sogno. O almeno provarci.
Certo, l’idea che una ragazza così giovane si trovi catapultata in una nuova città sconosciuta, sola per la prima volta in vita sua, solleva qualche preoccupazione, ma la speranza di vedere Cindy sbarcare il lunario ha la meglio sull’apprensione.
Quando, però, qualche settimana più tardi, arriva la notizia che Cindy è stata accusata dell’omicidio a sangue freddo di un noto produttore musicale, l’intera Cabot Cove è sotto shock. A Jessica non rimane altra scelta che fare le valigie e partire, per smascherare il vero colpevole e far sì che quella di Cindy non sia l’ultima canzone.

L’incipit:

Cindy Blaskowitz mantenne a lungo la nota finale della canzone, lasciandola sfumare lentamente in un sussurro. Sollevò la chitarra, la riabbassò e fece un grazioso inchino. Seguì un istante di silenzio assoluto nell’auditorio della Cabot Cove High School. Poi le cento o poco più persone del pubblico scoppiarono in un fragoroso applauso. Alcuni si alzarono in piedi, altri li imitarono senza indugio.
«Brava!» gridò una voce.
«Brava!» aggiunse Elsie Fricket, che mi era accanto.
«Grazie», sussurrò Cindy al microfono, il volto arrossato dall’emozione. «Grazie mille. Prego, sedetevi, c’è una cosa che devo dirvi.»
L’applauso si affievolì e tutti ripresero posto a sedere.
Cindy si schiarì la voce più volte, lottando contro le lacrime che rischiavano di sopraffarla. Era una diciottenne alta e slanciata, dimostrava meno della sua età e sembrava insicura nonostante le lodi di quella sera. Indossava un abito bianco e marrone molto semplice, lungo fino alle caviglie e con il colletto alto. I capelli, di un castano ramato, erano legati in una coda di cavallo: sotto le luci dei riflettori le lentiggini sparse sul suo volto pallido erano ancora più evidenti.
Riuscì finalmente a fare un sorriso. «Siete le persone più meravigliose al mondo», sussurrò. «Non so neppure da dove iniziare per ringraziarvi di quello che state facendo per me, ma so per certo che farò del mio meglio per giustificare la fiducia che mi avete dimostrato e se riuscirò ad avere successo…» Fece una pausa e subito riprese: «Quando riuscirò ad avere successo», si sentì lo scroscio delle risate in platea, «ricorderò sempre che è stato merito vostro».
A quel punto si commosse, suscitando altri applausi.
Dopo lo spettacolo ci riunimmo nella grande sala accanto all’auditorio per un rinfresco. Stavo parlando con il sindaco di Cabot Cove, Jim Shevlin, quando ci raggiunse Janet, la madre di Cindy.
«Sto facendo il giro per assicurarmi di non dimenticare nessuno», esclamò. «Come potrò mai ringraziarvi di tutto quello che avete fatto per Cindy?»
«Devi essere orgogliosa di tua figlia», ribatté Shevlin.
«Oh, lo sono, eccome», rispose la signora Blaskowitz, sorridendo raggiante e asciugandosi gli occhi con un fazzoletto. «Scusate, ho proprio le lacrime in tasca stasera.»
«Sei sorpresa che sia stata scelta tua figlia?»
«Non proprio. Non vorrei sembrare immodesta, ma io sapevo già che ce l’avrebbe fatta. A tre anni Cindy aveva una preferenza per i vecchi dischi country, ci faceva sentire Loretta Lynn e Patsy Cline in continuazione. Per quanto amassi quelle canzoni, a un certo punto ho pensato che sarei impazzita se avessi dovuto ascoltarle ancora una volta. Ma guardate dove è arrivata!»

Gli autori

Jessica Fletcher è scrittrice di mestiere e detective per vocazione: grazie ai successi mietuti in entrambi i campi gode, in tutto il mondo, di una strepitosa notorietà. Vive da sempre a Cabot Cove, nel Maine. Qualcuno dice che assomiglia all’attrice e star di Broadway Angela Lansbury…

Donald Bain ha scritto – in alcuni casi come ghostwriter – più di centoventi libri, molti diventati bestseller, oltre a innumerevoli articoli per riviste.

L.

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