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La Newton Compton porta in libreria un nuovo thriller a sfondo storico.

La scheda di Uruk:

960. I custodi della pergamena del diavolo (2019) di Francesca Ramacciotti [27 marzo 2019]

La trama:

Pisa 1174. Mentre l’architetto Deotisalvi inizia a costruire la Torre di Pisa, viene rubato l’oro che anticamente rivestiva l’antico arco di trionfo della città: la porta Aurea. Inoltre la città è funestata da una serie di strani omicidi, su cui è chiamato a indagare il giovane perito legale Lanfranco, pupillo di Deotisalvi.
Giorni nostri. Yasser Martani, autore di saggi storici, è convinto, grazie a una serie di ricerche, che il ladro che sottrasse l’oro fosse un notabile di Pisa e che quell’immensa fortuna sia ancora nascosta in città. Insieme a Emma, la sua giovane assistente, Martani si lancia così in una caccia al tesoro a ritroso nel tempo, scavando proprio nel periodo in cui Lanfranco era alle prese con il misterioso assassino. Ma qualcosa lega i delitti e gli intrighi del passato al presente. Qualcosa di enigmatico che potrebbe essere nascosto tra le pagine di un antico diario, ora nelle mani di Emma. E ben presto, quella che sembrava un’innocua indagine storica, si trasforma in un’avventura molto pericolosa.

L’incipit:

Pisa, 20 agosto, anno ab Incarnatione Domini 1174
La terra continuava a rigurgitare cadaveri.
L’alito denso di foschia notturna del fiume Auser varcava le mura a nord della piazza. Offuscava la vista dei resti umani ammassati fuori dei cantieri ma non poteva celarne l’odore.
L’uomo si coprì il naso con un lembo del cappuccio. Non riusciva ad abituarsi al tanfo della decomposizione. Nel corso dei secoli, grazie al privilegio cimiteriale concesso dal papa ai canonici del duomo, i corpi sepolti intorno alla cattedrale erano diventati centinaia.
Eppure molti fra gli addetti alla rimozione delle salme non si legavano neanche un pezzo di stoffa sulla faccia.
La piazza era da oltre cento anni un immenso cantiere: duomo, nuove mura, battistero. L’imponente cattedrale di Santa Maria Maggiore riluceva nella notte come uno spettro, con i suoi marmi bianchi razziali dopo la vittoria contro la città saracena di Palermo.
La figura incappucciata si fermò vicino all’angolo nord-ovest della piazza. Il grande leone in pietra di epoca etrusca, posto sopra la porta di Santa Maria, scopriva i denti aguzzi in un ruggito verso il mare, a mettere in guardia i nemici.
La porta Santa Maria era il nuovo ingresso trionfale della città: chi varcava le mura, passato il ponte sull’Auser, si sarebbe trovato dinanzi la più maestosa cattedrale mai costruita. Se il leone simboleggiava la potenza militare della città, il duomo e gli altri monumenti della piazza ne ostentavano la ricchezza.

L’autrice:

Francesca Ramacciotti è nata e vive a Livorno. Accanita lettrice, ha sempre scritto: racconti, sceneggiature e testi teatrali. È stata allieva di Giulio Mozzi, Sebastiano Mondadori e Carlo A. Martigli. Ha esordito con Un angelo nel pallone. I custodi della pergamena del diavolo è il suo secondo romanzo.

L.

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