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Trovato su bancarella questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante: l’illustrazione è, come di consueto, del grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

407. Sveglia alle cinque [Michael Drexel 1] (Death in the Straw, 1955) di Grey Usher [17 novembre 1956] Traduzione di Silvia Albini
Inoltre contiene:
[Le avventure di Leslie Colina] 11° Il Paradiso di Bill (fine), di Franco Enna
[Le avventure di Leslie Colina] 12° Un anello senza smeraldo (inizio), di Franco Enna

La trama:

Alla grande Mostra Agricola si trova un po’ di tutto, bestiame di razza, bellissimi cavalli e anche, perché no?, la vittima di un delitto, abbandonata tra i maiali. L’ispettore Drexel di Scotland Yard è in vacanza, ma viene ugualmente incaricato di trovare l’assassino tra migliaia di espositori e visitatori. L’ambiente campestre è nuovo per Drexel, ma lui con l’aiuto dell’agente Tott, che rappresenta la legge sul luogo, si mette sulla pista. Ben presto si trova a contatto con personaggi interessanti tra i quali un fisico nucleare, la moglie di costui che è un’artista, un ex-guastatore che lavora in una fattoria (e che si rivela un po’ troppo facile a muovere le mani), e persino una tipica donna fatale. La morte guata le sue vittime dalle siepi e dai granai mentre la tensione sale in un crescendo drammatico, sinché due parole in lingua straniera, come una formula magica, fanno calare la tela sul fosco dramma.

L’incipit:

L’ispettore Michael Drexel si asciugò la fronte con un fazzoletto candido, imprecando tra sé contro il cognato e tutte le mostre agricole.
Il giovane ispettore aveva un sano appetito; apprezzava l’importanza della cucina casalinga e ammirava gli sforzi dei contadini britannici; ciò nonostante il suo interesse per i prodotti agricoli era puramente accademico, perché era un cittadino con interessi da cittadino.
Era lì, solo, scontento, con la testa arroventata da un sole cocente, proprio nel mezzo della più importante mostra dell’Ovest. E pensare che era in vacanza!
Aveva l’abitudine di prendersi una vera vacanza ogni due anni: un anno si accontentava di una quindicina di giorni in Inghilterra e l’anno dopo faceva un bel giro nel continente. Questo era uno degli anni di economia, e poiché sua sorella aveva sposato un agricoltore, quale vacanza poteva essere migliore di due settimane in una fattoria? Stare a cavalcioni di una staccionata, o pungolare un maiale son cose ben diverse dalla confusione di Londra; ma in quel momento non stava facendo nulla di simile. In quel momento stava sudando, affascinato da un enorme meccanismo rosso, irto di punte d’acciaio che si spingevano verso di lui con un rumore fastidioso. Tutti gli abitanti nel raggio di cinquanta chilometri erano venuti alla mostra e anche Drexel vi era stato spinto, suo malgrado, insieme alla sorella e a due nipotini, e poi abbandonato al suo destino.
Al di sopra del rumore poté udire una voce, all’altezza del suo gomito, che gli chiedeva:
– V’interessa il nostro nuovo caricatore di concime?
Drexel si volse e guardò torvo un giovanotto in abito sportivo, dicendogli che non lo interessava, con un tono da scoraggiarlo a insistere sull’argomento; e se ne andò.
Doveva incontrarsi con suo cognato Peter Smith, per il pranzo all’una, davanti alla tenda del comitato. Aveva fatto il giro della mostra già tre volte ed erano solo le dieci e mezzo: dovevano passare ancora due ore e mezzo. Una folla felice lo trascinò via: gli uomini in abito blu, col fiore all’occhiello, cercavano di sembrare più che mai importanti e prosperi, mentre le loro mogli e figlie si pavoneggiavano in sgargianti abiti fantasia acquistati nei grandi magazzini. L’ispettore Drexel guardava tutti con disprezzo: avrebbe voluto essere in qualsiasi posto, perfino nel suo ufficio a Scotland Yard, piuttosto che lì.
Seguendo un cartello indicatore con la scritta “Magazzini” prese a scendere e quando giunse al viale dove alcuni cavalli di una certa pretesa stavano allenandosi, vide l’uomo che correva.
Era un ometto piccolo con la faccia rossa e una giacca bianca da lavoro che svolazzava, mentre saliva di corsa.
Poiché un uomo che corre interessa sempre un poliziotto, l’ispettore Drexel l’osservò. Quando l’uomo fu giunto alla sua altezza, Drexel lo bloccò e, dimentico della noia e dell’ambiente, fu ripreso dalla passione professionale: – Ohilà! Che fretta c’è?
L’uomo s’arrestò ansante e chiese premuroso: – Non siete per caso un medico?
– No – rispose Drexel. – Perché?
– Là dai maiali c’è un tizio morto! – lo informò rapido l’ometto. – Vado a cercare un medico! – Scattò nuovamente e scomparve tra le automobili parcheggiate poco lontano.

L.

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