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Prima di darlo via, schedo questo numero della collana “Segretissimo SAS” (Mondadori).

L’illustrazione di copertina è firmata dal grande Victor Togliani.

La scheda di Uruk:

2. Libano rosso sangue [SAS 166] (Rouge Liban, 2007) [febbraio 2008] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Ryad Bin Aziz Al-Whalid, potente principe saudita a capo dei servizi segreti, è in Libano. Il suo tempismo non potrebbe essere peggiore. Il paese dei cedri brucia: attentati terroristici, omicidi mirati, lotte intestine. Ma Ryad ha una missione dì morte: eliminare niente meno che il capo del micidiale Hezbollah. Lavoro troppo sporco, troppo pericoloso per la poca esperienza del giovane saudita. Lavoro pressoché perfetto per il Principe delle Spie.

L’incipit:

Il giovane principe Ryad Bin Aziz al-Whalid si svegliò di ottimo umore. La sua prima notte a Beirut aveva dormito benissimo. Arrivato da Riyad la sera prima, se l’era spassata con una stupenda creatura che per cinquemila dollari gli aveva offerto tutti i suoi orifizi naturali. Ryad al-Whalid era felice di ritrovare il fascino perverso di quella città che faceva sognare tutti i sauditi, soffocati sotto il peso del wahhabismo che proibiva tutti i piaceri della vita.
A quella soddisfazione edonistica si aggiungeva un orgoglio legittimo: suo zio, il principe Mikrin al-Saud ben-Abdelaziz, fratellastro del re Abdallah e capo del General Intelligence Department, cioè dei servizi segreti sauditi, gli aveva affidato il compito di assumere la direzione della sede di Beirut, diretta da un semplice funzionario del regno, Fuad El-Rorbal, per compiere una missione della massima importanza. Fino a quel momento il giovane principe, membro del gabinetto di suo zio, si occupava delle relazioni con i servizi stranieri. Il che consisteva soprattutto nel portare al ristorante delegazioni di spie che non vedevano l’ora di lasciare quel paese squallido e senza alcuna distrazione, dove le donne erano inaccessibili e quasi invisibili, e non potevano nemmeno guidare lauto… Fuad El-Rorbal era un funzionario serio e obbediente, che faceva regolarmente il giro dei vari servizi libanesi con una valigia piena di soldi, per pagare le informazioni ricevute; ma per quella nuova missione il principe Mikrin voleva una persona di assoluta fiducia, del suo stesso sangue.
Ryad si stiracchiò davanti al grande schermo al plasma appeso al muro, di fronte al letto, e bloccato sulla CNN, con l’audio spento.
Lo avevano sistemato nella più bella suite dell’albergo Bristol, nel quartiere di Hamara, a un tiro di schioppo dall’ambasciata. Duecento metri quadri di lusso raffinato. Suonò il campanello per avvertire che era sveglio. Euforico, ripensò alla conversazione nella residenza dello zio, davanti a una bottiglia di Chivas Regal. Nell’intimità, i sauditi bevevano come spugne.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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