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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati nell’estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo acciaccato numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Gian Franco Orsi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Massimo Rosestolato.

La scheda di Uruk:

1191. SAS: la pista di Brazzaville [SAS 101] (La piste de Brazzaville, 1991) di Gérard de Villiers [22 dicembre 1991] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Pointe-Noire, sulla costa del Congo. Il trafficate libanese Issam Hadjez viene brutalmente assassinato. Sulla sua agenda c’è un’annotazione: “412.000: biglietto Brazzaville-Parigi e ritorno per Bernard Moulouki.” La data è 15 gennaio 1990, quattro giorni prima che il DC10 Brazzaville-Parigi esplodesse in volo. La CIA già si era occupata della vicenda senza arrivare a delle conclusioni concrete. Ora però quell’annotazione riapre il caso ma il rappresentante della CIA di Brazzaville è un inetto, un uomo distrutto dall’alcool, assolutamente inattendibile. Ma c’è pur sempre Malko Linge, alias SAS. Eccolo quindi partire per Brazzaville dove, come al solito, dovrà affrontare una serie di rocambolesche avventure, non escluse quelle di cuore, prima di chiarire tutti i misteri, presenti e passati.

L’incipit:

Le luci delle piattaforme di trivellazione brillavano come stelle lontane e rossastre al largo della lingua di terra chiamata “Côte Sauvage”, che segna il limite occidentale di Pointe-Noire. Malgrado il suo nome pittoresco, quella penisola di sabbia grigia non aveva nulla di particolare. Di giorno era malinconica, e di notte l’unica distrazione era quella di guardare la miriade di lucciole artificiali che brillavano nel buio. L’Atlantico, da Libreville al Gabon a nord e all’“enclave” di Cabinda a sud, era pieno di quelle sanguisughe di acciaio che pompavano l’oro nero ventiquattro ore su ventiquattro.
Issam Hadjez fermò la macchina sul bordo della spiaggia deserta, scese e, senza degnare di uno sguardo il panorama, si voltò verso l’auto.
— Allora, Eugénie, ti sbrighi? — chiese in tono irritato.
Eugénie Kangou si girò con voluta lentezza e mise fuori le lunghe gambe color caffellatte, che una minigonna attillatissima, quasi dello stesso colore della pelle, lasciava scoperte fino alla coscia. Appena scesa, si chinò in avanti mettendo in risalto le curve e si mise a posto la maglietta sul seno prosperoso. Contrariamente alla maggior parte delle africane, Eugénie Kangou aveva un seno prorompente e lo portava orgogliosamente a spasso per i bar di Pointe-Noire. Con quei capelli crespi tagliati molto corti somigliava un po’ a Grace Jones ed era la prostituta più apprezzata di tutto il Congo occidentale. Nel pomeriggio si poteva ammirare il suo corpo scultoreo ai bordi della piscina dell’Hôtel Zamba ed era raro che un “espatriato”, resistesse alla tentazione di passare un po’ di tempo con lei, infischiandosene allegramente del pericolo dell’Aids.
Eugénie fece qualche passo maldestro sui tacchi troppo alti, imprecando contro il marciapiede dissestato. Appena arrivò vicino a Issam Hadjez, il libanese le accarezzò il sedere e la spinse sornionamente verso la grande spiaggia, deserta a quell’ora così tarda.
La ragazza si liberò con un colpo d’anca.
— Credevo che andassimo a casa tua — disse in tono ironico.
Issam Hadjez abitava poco lontano da lì, in una lussuosa casa della costa, proprio di fronte alla spiaggia.
— Non dire fesserie! — replicò, senza nemmeno arrabbiarsi. — E vieni, invece!
Eugénie guardò la sabbia e la linea bianca delle onde dell’Atlantico che si frangevano con un rumore sordo contro la riva.
— Non mi piace la sabbia — brontolò immusonita. — Dopo te la ritrovi dappertutto.
Issam Hadjez cominciava a scocciarsi. Aveva portato Eugénie a cena alla Pizzeria, il ristorante chic di Pointe-Noire, praticamente riservato agli “espatriati”, dove solo i camerieri erano negri. Per di più era pronto a darle generosamente 10.000 franchi locali per la sua prestazione, e quindi non voleva storie! Il libanese era un tipo troppo in vista a Pointe-Noire per andare in un albergo con Eugénie, e poi non aveva troppe pretese. Sarebbero bastati pochi minuti.
Aveva già apprezzato le qualità di Eugénie Kangou e tornava regolarmente da lei. Tra l’altro, non voleva rientrare a casa troppo tardi per non impensierire sua moglie.
Strinse con rabbia il braccio della negra.
— Non vorrai farlo sul cofano della macchina, spero!
— No, ma non mi va di andare sulla spiaggia — rispose Eugénie. — Andiamo sulla diga.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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