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Trovato su bancarella questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante: l’illustrazione è, come di consueto, del grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

866. Gli occhi degli altri (Out of the Dark, o Child’s Play,1964) di Ursula Curtiss [5 settembre 1965] Traduzione di Dina Corrada Uccelli
Inoltre contiene anche:
[Il “Giallo” nello Sport] Un Ercole in catene, di Mario Minini
[Cronaca Dissepolta] La resa dei conti, di Arrigo Petacco
Il medico stregone (apparso originariamente come Marmalade Wine su “Suspense”, settembre 1958, ristampato poi come A Walk in the Wood su “EQMM”, agosto 1965) di Joan Aiken

La trama:

Se i coniugi Mannering non si fossero allontanati da casa, per partecipare a un party in campagna, i loro cinque figli (dalla piccola Tess di cinque anni, alla quattordicenne Libby) non si sarebbero prodotti nella loro forma più esplosiva. E, soprattutto, Kit, l’amica di Libby non avrebbe dato libero sfogo alla sua passione per gli scherzi telefonici. «Io so chi siete, e so quello che avete fatto» dice Kit parlando all’apparecchio. Poche parole che producono nello sconosciuto interlocutore l’effetto magico e terribile della macchina del tempo. Leonard Whelk, ricco e rispettato cittadino, fa un balzo all’indietro, nel tempo, e si ritrova con un’altra identità… si ritrova con le mani sporche di sangue. Poiché Whelk ha commesso un atroce delitto, Whelk è un assassino sfuggito al castigo. «Io so chi siete…» dice la voce. E quando Whelk riappende il ricevitore, ha fissato un appuntamento che lo condurrà fatalmente a uccidere ancora.
Ursula Curtiss che, secondo la critica americana, ha inventato il suspense, ha creato una vicenda straordinaria che vi farà fremere di orrore e, nello stesso tempo, vi farà ridere sino alle lacrime.

L’incipit:

Uscendo di casa mezz’ora prima dell’arrivo della loro babysitter, i signori Mannering fecero ai loro bambini tutte quelle raccomandazioni che i ragazzi avevano da tempo imparato a non ascoltare.
– Assicuratevi che le galline abbiano l’acqua e tirate dentro il gallo. Non fate mancare il foraggio a Elizabeth. Qualcuno di voi porti dentro quel sacco a pelo; minaccia di piovere. E ubbidite alla signora Beale.
I bambini non distolsero gli occhi dal video e dalla diligenza che filava all’impazzata senza il vetturale.
– Balzerà giù da quell’albero – disse Harry a William.
Il signor Mannering ripeté le sue raccomandazioni, stavolta urlando, i ragazzi sussultarono lievemente, promisero di ubbidire in tutto e per tutto e si ricordarono perfino di salutare. Da dietro la porta chiusa della camera della quattordicenne Libby, arrivava il suono della radio sempre accesa; la signora Mannering bussò, e poi aperse la porta.
– Ciao, Libby. Arrivederci a domani. Mi raccomando, dai una mano alla signora Beale.
Libby promise, e la sua amica si alzò educatamente da uno dei due letti dove stava seduta.
– Buonasera, signora Manne- ring. Auguro a lei e a suo marito di divertirsi a quella festa.
– Kit può rimanere qui a dormire? – domandò Libby.
Presa in contropiede, la signora Mannering esitò un attimo, e poi domandò: – E Tess dove dorme?
– Sulla branda, nella stanza dei ragazzi. Le piace moltissimo.
– Be’… – La signora Mannering sorrise a Kit Austen. – Naturalmente dovrai telefonare, e avvertire a casa. Durante la nostra assenza la signora Beale provvederà a tutto, e sono sicura di poter star tranquilla.
Un ultimo giro d’ispezione per la casa. Erano le cinque, e faceva quasi buio quando finalmente partirono in macchina, rassicurandosi a vicenda che la signora Beale sarebbe stata lì fra venti minuti al massimo, che i più piccoli non si sarebbero mossi dalla televisione prima di quell’ora, e che comunque, Libby, e Daniel che aveva tredici anni, erano abbastanza grandicelli per cavarsela se succedeva qualcosa.
– E quella Kit Austen ha un’aria molto matura – disse la signora Mannering, provando tuttavia nel suo intimo un senso di disagio per quella definizione.

L.

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