Tag

, , , , , ,

Trovato su bancarella questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante: l’illustrazione è, come di consueto, del grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

750. Un’esca per la belva [Joe Puma 5] (Sweet Wild Wench, 1961) di William Campbell Gault [16 giugno 1963] Traduzione di Livio Cortesi
Inoltre contiene anche:
Il complice (apparso prima come Hobbyist su “Playboy”, maggio 1961, poi come The Assistant Murderer su “EQMM”, maggio 1963) di Fredric Brown
Salto nel buio (Death Scene, da “EQMM”, maggio 1963) di Helen Nielsen

La trama:

Sono Joe Puma, l’investigatore privato. Non è la prima volta che c’incontriamo. Vi ho già raccontato una mia avventura. L’avevo intitolata In guardia, Joe! (Giallo n. 590). Ed eccomi assoldato per indagare sul conto di certa gente strana che gravita, per così dire, attorno al tempio di una nuova religione. Be’, ho appena iniziato le operazioni, che mi trovo impegolato fino al collo in un caso di assassinio. E quando dico «impegolato» non alludo alle complicazioni del mio lavoro. Sono coinvolto personalmente nella faccenda, e non so proprio come uscirne. Anche quando mi sembra di aver messo gli occhi sul colpevole, mi ritrovo come il cacciatore, che non sa come snidare la preda. Mi sembra di ricordare che, in certi paesi, si servono di un’esca vivente per attirare le belve. In definitiva, dovrò ricorrere a un sistema analogo, ma nel caso mio, l’esca sarà un uomo. E se quest’uomo ci rimettesse la pelle? Non sono un ipersensibile, voi lo sapete, però mi sconvolge l’idea di mandare alla morte un mio simile. Ma non mettiamo il carro avanti ai buoi. Ora vi racconto tutta la storia e, fra un po’, ci ritroveremo tutti col fiato mozzo, in attesa che la tigre esca dalla tana, per fare un’altra vittima.

L’incipit:

Che autunno, quello. Deke aveva finito l’Università, s’era messo a gironzolare con tipi poco raccomandabili, e gli affari erano un pianto.
Perciò, quando Griffin mi offerse un incarico temporaneo, lo accettai.
Deke è mio fratello, e Griffin, a quel tempo, era il Procuratore Distrettuale. Conoscevo molto bene sua sorella. Aveva trentasette anni, e questo le dava fastidio. Si chiamava Adele. Gran bella donna.
Deke ne aveva ventisette; all’Università vi era andato tardi. Aveva passato tre anni nell’Esercito e poco più di uno a Las Vegas, prima di arruolarsi. E aveva imparato a giocare. S’era pagato gli studi coi proventi del poker.
Non vorrei che mi fraintendeste; Deke è un ragazzo a posto. I suoi amici no, ma lui sì. La mamma aveva l’abitudine di chiamarmi la sua “unica consolazione”; e, per giunta, davanti a Deke. La mamma non s’intendeva troppo di psicologia infantile.
Io avevo tentato di dargli una tiratina d’orecchie, riguardo ai suoi nuovi amici, senza far troppo il fratello maggiore; ma, come il solito, Deke aveva avuto la risposta pronta.
– Non vorrai farmi la predica, spero! Non tu, almeno, che sei un cacciatore di donne.
– D’accordo, mi piacciono le donne.
È perfettamente vero. Le donne mi piacciono: di tutte le età, di tutte le misure e d’ogni colore. Come camminano, vestono e spettegolano; e come sanno affrontare la realtà a differenza degli uomini.
Naturalmente, mi piacciono di più quando danno il meglio di se stesse.
Era stata una donna a proporre il mio nome al Procuratore Distrettuale. Conoscevo Adele da sei anni, e ci comprendevamo a meraviglia. Niente legami; si viveva alla giornata, godendo i pochi momenti buoni.
Lei sapeva bene che avevo avuto un paio di mesi piuttosto brutti e aveva fatto il mio nome al fratello per un’indagine delicata che lui stava avviando.
Per mezzo della Centrale di polizia, lui controllò i miei precedenti, poi mi mandò a chiamare per l’immancabile intervista.
Un pezzo d’uomo, Griffin; un metro e ottanta e passa, grande e grosso come un armadio, con lo sguardo più penetrante che avessi mai visto.
Tutto andò abbastanza bene fino agli ultimi minuti, quando mi chiese: – È vostro fratello Deke Puma?
– Sissignore.
– Frequenta certi tipi… discutibili – osservò, corrugando la fronte.

L.

– Ultimi post simili: