Tag

, , ,

La collana “Il Giallo Mondadori” di maggio (n. 3179) presenta Le scelte imperfette (2019), firmato da Manuela Costantini.

La scheda di Uruk:

3179. Le scelte imperfette [Filippo Dolci] (2019) di Manuela Costantini [maggio 2019]

La trama:

Sandra non ha più le sue gambe. Le ha perse in un incidente d’auto. Adesso ha gambe nuove, ma deve camminare tutti i giorni, come le ha detto il dottore, per farle funzionare. Una mattina sul lungomare, passando davanti al vecchio edificio dell’ex liceo, vede qualcuno uscire e allontanarsi correndo. C’è uno squarcio nella recinzione. E lei ha la curiosità dei bambini, segno inequivocabile della sua voglia di vivere. Così entra, per capire da che cosa scappasse quella figura indistinta. Oltre il portone accostato, ad accoglierla ci sono polvere, calcinacci, rifiuti di ogni genere. In fondo a un corridoio, un’aula con bellissime margherite dai colori ancora vividi disegnate sulle pareti. È lì che trova il corpo del ragazzo. Legato a un tavolo con una corda che gli gira intorno al busto. E due voragini al posto degli occhi. Ora spera che quelle maledette gambe piene di chiodi e viti non l’abbandonino, perché deve vincere l’orrore e dare l’allarme. L’avvocato Filippo Dolci è il primo che si offre di aiutarla, e questo incontro lo trascinerà dentro un’agghiacciante storia di scelte. Forse sbagliate o forse inevitabili. In ogni caso, fatali.

L’incipit:

Devi camminare, le ripete il dottore. Ogni giorno.
Sandra fa fatica. Le gambe malconce e la testa che pulsa a ogni passo e le fitte che le percuotono i fianchi a ogni centimetro. Eppure cammina lo stesso. Sul lungomare fa freddo, ma non vuole cambiare strada. Questa la conosce, è la stessa che percorre ogni mattina. C’è troppo vento, però. E il vento scompiglia i capelli ed entra nelle ossa. Che fanno male, insieme ai pensieri che prova a gettare via. Solo che il dolore alle ossa ogni tanto passa, le medicine fanno miracoli. Invece i pensieri non passano mai. Si ammucchiano e si aggrovigliano e diventano ingombranti e fanno disordine e scompigliano i capelli. Come il vento.
Sandra cammina lenta, un passo alla volta. Senza stampelle, senza aiuto, deve farcela da sola. A quest’ora del mattino non c’è quasi nessuno in giro.
Sandra torna a guardare davanti a sé, il buio sta per lasciare posto alla luce, un’altra volta. Luce e Buio, giorno e notte, si scambiano il turno di guardia. Sentinelle invisibili del tempo che scandisce le vite. Stringe gli occhi e scorge una figura scura, lontana, che si china un momento e poi corre e imbocca una stradina e si perde, veloce. Sandra prova ad accelerare il passo. È curiosa, quella figura è uscita dalla rete che circonda l’ex liceo, ma non ce la fa. I pensieri sono sempre più veloci e spavaldi delle azioni. Le fitte ai fianchi sono pugnalate, le ginocchia restano rigide, le gambe fanno male. Quando arriva nel punto in cui ha scorto la figura che si chinava, nota uno squarcio profondo nella recinzione. Poi guarda verso la
stradina dove l’ha vista correre, ma non vede nessuno. Si china anche lei ed entra. Da cosa scappava? Da chi? Lei non potrebbe, non ha buone gambe. Ed è sempre stata convinta di non avere nemmeno una buona testa. Ma è curiosa. La curiosità è dei bambini, le dice il dottore, e meno male, è segno di vita e di voglia di vivere. Lei non ha mai pensato di smettere. Non ha mai neppure preso in considerazione l’idea.
Lenta, percorre il vialetto che porta all’ingresso della vecchia scuola. Il portone di legno è accostato. Spinge ed entra. La prima cosa che la colpisce è la sporcizia. Gli occhi le rimandano la sensazione al naso, c’è una puzza insopportabile. E a terra, polvere, calcinacci, materassi, bottiglie, escrementi. Alle pareti disegni che sono solo macchie sbiadite, coperte da scritte e disegni osceni che sembrano più recenti. Luce e Buio mettono in scena il cambio della guardia. I contorni si fanno più nitidi, Sandra ora vede meglio. E lo spettacolo è ancora più spaventoso. C’è silenzio e orrore. Sandra si avventura sulle scale che portano al piano di sopra. Scavalca i paletti di legno che fanno da sostegno, ogni volta che prova a piegare le ginocchia stringe i denti e gli occhi, per reprimere il dolore. Vede resti di cibo andato a male, bottiglie di plastica, indumenti buttati agli angoli delle stanze e detriti, polvere, barattoli, cartoni, scarpe, coperte, un passeggino rotto e una fisarmonica gettata in un lavandino. Poi prosegue per un lungo corridoio. In fondo c’è una porta aperta che dà su un’altra stanza. Entra. È ampia. Le pareti hanno resistito al tempo, ci sono disegni bellissimi, dai colori ancora vividi. Margherite giganti, con i petali sospesi. Ci sono banchi da disegno, ammucchiati l’uno sull’altro. C’è una stampella per terra, in mezzo alla stanza. Stona col resto, sembra nuova.

L’autrice:

Manuela Costantini è nata a Giulianova, sul mare d’Abruzzo, dove vive con la figlia Rebecca. Lavora come impiegata in una società di servizi. Ha da sempre la passione per la lettura e la scrittura. Ha pubblicato racconti su quotidiani e siti letterari. Ha partecipato a numerose antologie edite da Delos Books. I racconti Le brave persone, Le domande sbagliate, Fine dei giochi e Le inutili attese sono stati pubblicati nelle nostre collane. Ad aprile 2014 ha pubblicato per Delos Digital il romanzo breve Quasi sempre a ottobre, biografia romanzata della serial killer Milena Quaglini, e il racconto storico Il ritorno del francese. Nello stesso anno ha vinto il premio Tedeschi con il romanzo Le immagini rubate, con protagonista l’avvocato Filippo Dolci.

L.

– Ultimi post simili: