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Per il blog “La cupa voliera del Conte Gracula” ho scritto un guest post dedicato ad un ciclo narrativo di Mike Resnick (prima, seconda e terza puntata): visto che è appena iniziato in Italia un suo nuovo ciclo, merita di essere presentato anche qui.

La scheda di Uruk:

1666. Antares: la prigione [Dead Enders 2] (The Prison in Antares, 2015) di Mike Resnick [maggio 2019] Traduzione di Fabio Feminò

La trama:

L’arma più potente della Coalizione Transkei è la bomba Q, e dopo anni di fallimenti la Democrazia ha trovato il modo per difendersi. Il problema è che gli inventori della micidiale arma sono stati uccisi. E l’unico sopravvissuto, Edgar Nmumba, è stato rapito dalla Coalizione. Solo Nmumba può replicare il lavoro abbastanza velocemente da impedire la distruzione di un’altra dozzina di pianeti abitati. Nathan Pretorius e i Senza Speranza dovranno usare tutte le loro abilità e astuzie per tirarlo fuori vivo e tutto intero dalla prigione più segreta e meglio protetta della Coalizione, da qualche parte nel Settore di Antares…

L’incipit:

Nathan Pretorius fissò il generale Wilbur Cooper, in piedi sulla soglia della sua stanza d’ospedale.
«Come va?» chiese Cooper.
«Come va
cosa
«Il tuo recupero, ragazzo mio» rispose Cooper. «Il tuo recupero.»
«Te lo direi… ma conoscendoti, probabilmente hai già parlato con ogni dottore che ho e ne sai ben più di me.»
«Eccolo, il mio Nate!» disse Cooper, con una risatina forzata. «Questa è la tua terza protesi al piede… o la quarta?»
«Ho perso il conto» replicò Pretorius, sardonico. «Tu continui a inviarmi in missione, e quelli continuano a farmi saltare in aria un pezzo alla volta.» Fece una pausa. «Io sono bloccato qui, ma tu senza dubbio hai una galassia cui badare. Quindi, perché non vai a occupartene e non mi lasci in pace, accidenti a te?»
«Mi fai un torto, ragazzo mio» disse Cooper, facendo del suo meglio per apparire ferito. «Sono qui per conferirti un’altra medaglia.»
«Lasciala sull’armadietto» disse Pretorius, indicando il piccolo mobile. «In caso tu non te ne sia accorto, non sono in uniforme.»
«Nessun problema. La appenderò lì per un altra settimana circa, finché non sarai di nuovo in circolazione, e poi terremo un’adeguata cerimonia.»
«Perciò ti sei fatto tutta la strada dal quartier generale per dirmi che oggi non mi darai nessuna medaglia» disse Pretorius. «Come mai ho qualche difficoltà a crederci?»
«Sono passato a dirti che tu e i tuoi Senza Speranza avete fatto un lavoro di prima classe, con la faccenda di Michkag.»
«È così che li chiamiamo, adesso?»
«Pensavo che l’avessi coniato tu, il termine.»
«No, niente affatto» disse Pretorius. «Fra altri cinque minuti devono farmi qualche medicazione, quindi forse faresti meglio a tagliar corto con le stronzate e dirmi davvero perché sei qui.»
Cooper annuì bruscamente. «Abbiamo tra le mani un bel macello.» S’interruppe. «Fatto su misura per te e i tuoi Senza Speranza.»
«Non sono miei» replicò Pretorius. «E lascia che ti rammenti che non sono neanche tuoi.»
«Oh, certo che sono tuoi, Nate. Squadra che vince non si scioglie.»
Pretorius fissò il generale per un lungo momento. «Ti decidi ad arrivare al punto?»
Cooper fece una smorfia. «Ho una vera porcata per te, ragazzo mio. Una
vera porcata!»

L’autore:

Mike Resnick, prolifico autore americano di science fiction, nasce a Chicago nel 1942, e ha all’attivo più di cinquanta romanzi e circa duecento racconti. Con le sue opere è stato finalista per ben 37 volte al premio Hugo (un vero e proprio record, nel mondo della fantascienza), e si è imposto in questo prestigioso riconoscimento per cinque volte. Nel 1995, con il romanzo Nell’abisso di Olduvai (Seven Views of Olduvai Gorge, 1994), ha conquistato, oltre al premio Hugo, anche il premio Nebula. The Fortress in Orion (2015) è il primo della serie dei Dead Enders.

L.

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