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Prima di darlo via schedo questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante: l’illustrazione è, come di consueto, del grande Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

130. Alla deriva [Hercule Poirot 27] (Taken at the Flood, 1948) di Agatha Christie [28 luglio 1951] Traduttore non indicato
Inoltre contiene:
L’uccello del paradiso (XIV ed ultima puntata), di Edward Phillips Oppenheim
Peter Ruff e il «doppio quattro» (prima puntata) (Peter Ruff / The Double Four, 1912), di Edward Phillips Oppenheim – Traduzione di Aldo Cecchi

La trama:

Che succede a Warmsley Vale? Che succede nella famiglia Cloade?
La morte del capo della famiglia e le clausole di un originale testamento hanno creato uno stato di cose assai complesso.
Rivalità e ostilità più o meno velate, manovre subdole e oscure, situazioni misteriose, sparizioni e apparizioni inopinate.
Nel bel mezzo di questo groviglio, capita Ercole Poirot, l’ineffabile investigatore belga, con quel suo invisibile microscopio sempre puntato sui fenomeni psicologici più che sui fatti, sulle reazioni umane più che sulle azioni. Tuttavia, la vicenda è folta di avvenimenti, di scene drammatiche, di enigmi, attraverso i quali, in un angoscioso crescendo, l’autrice (o dovremo forse dire, il signor Poirot) ci porta alla soluzione e all’epilogo che è di un’originalità senza precedenti, anche nella colorita e geniale produzione di Agatha Christie.

L’incipit:

In ogni circolo esiste un seccatore; il Coronation Club non faceva eccezione. Nemmeno il fatto che una incursione aerea fosse in corso valeva a mutare tale realtà.
Il maggiore Porter, già appartenente alle forze annate dislocate in India, piegò il giornale e si schiarì la gola. Gli altri cercarono di guardare altrove, ma ciò non servi a nulla.
— Vedo pubblicato sul
Times l’annunzio della morte di Gordon Cloade — cominciò il maggiore. — Tutto detto con molta discrezione, naturalmente: Morto il 5 ottobre per un bombardamento nemico. Niente indirizzo. Quel poveretto abitava poco distante da casa mia, in uno di quei palazzoni alla sommità di Campden Hill. Non nego di essere rimasto scosso non poco da quella disgrazia. Sono venuto a conoscenza dei particolari nella mia veste di Capo Zona. Cloade era appena rientrato dagli Stati Uniti, dove si era recato come membro della Commissione di Approvvigionamento. Incontrò là una giovane vedova che sarebbe potuta essere sua figlia, la signora Underhay, e se la sposò. Mi è capitato di conoscerne il primo marito in Nigeria.
Il maggiore Porter fece una pausa: la sua storia non aveva suscitato interesse alcuno, né gli fu chiesto di continuare. Ognuno dei presenti teneva il viso nascosto dietro il giornale, ma ci voleva ben altro per scoraggiare il maggiore. Aveva sempre da raccontare storie interminabili, circa persone che nessuno conosceva.
— Interessante — riprese il maggiore con fermezza, posando lo sguardo sopra un paio di scarpe a punta, un tipo di calzatura che disapprovava profondamente. — Come ho detto, io sono Capo Zona. Molto strano il modo in cui quella bomba esplose. È scoppiata in cantina squarciando il tetto, e il primo piano è rimasto pressoché intatto. C’erano sei persone in tutto nella casa; tre domestici: marito e moglie, e una cameriera; Gordon, sua moglie e il fratello della moglie. Erano scesi tutti in cantina, tranne il fratello della moglie, ex-guastatore, che aveva preferito rimanersene in camera da letto e che, per Giove, se la cavò soltanto con qualche scalfittura. I tre domestici rimasero uccisi sul colpo, Gordon fu sepolto dalle macerie: riuscirono a tirarlo fuori, ma mori mentre lo trasportavano all’ospedale. Sua moglie in seguito allo scoppio rimase completamente nuda, figuratevi! È in preda a choc tremendo, ma i medici dicono che probabilmente si riprenderà. Sarà una vedova molto ricca… Gordon Cloade possedeva certo più di un milione di sterline.
Il maggiore Porter fece un’altra pausa. Il suo sguardo, dalle scarpe a punta era scivolato sopra un paio di pantaloni a righe, sopra una giacca nera e infine sopra una testa a forma di uovo, adorna di un paio di baffi maestosi. Uno straniero, senza dubbio. Ecco spiegata la foggia delle scarpe. «Dove andiamo a finire?» pensò Porter. «È mai possibile che anche nei club permettano l’intrusione degli stranieri?»

L.

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