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Finalmente schedo questo libro trovato su bancarella nell’estate 2016, un vecchio numero della collana “Il Giallo Mondadori” all’epoca della direzione di Alberto Tedeschi.
L’illustrazione di copertina è firmata ovviamente da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

814. Il nemico ti ascolta (Run Scared, 1963) di Mignon G. Eberhart [6 settembre 1964] Traduzione di Mara Spagnuolo
Inoltre contiene il racconto:
Amore e morte (apparso originariamente come Murder and the Menu su “Vogue”, 1° maggio 1955, ristampato poi come A Craving for Violence su “EQMM”, agosto 1964) di Françoise Sagan

La trama:

Se Lem Bascom fosse eletto Governatore dello Stato, potrebbe anche divenire il candidato del suo partito alle elezioni presidenziali. Ma un nonnulla basterebbe a pregiudicare la sua posizione, con tanti avversari in agguato. Così, Martha, la giovane moglie di Bascom, quando le accade d’investire con la macchina uno sconosciuto, in una desolata strada campestre, si lascia facilmente persuadere, da qualcuno che la sa lunga, a non denunziare l’accaduto. Ma, ben presto, cominciano le complicazioni; misteriose – e minacciose – telefonate perseguitano Martha la quale subisce anche una strana aggressione. Poi, un cadavere viene ripescato nel lago, vicino a casa Bascom, e, a quanto pare, è lo stesso uomo che Martha ritiene di aver investito. Finalmente lei si decide a confessare la verità al marito, e sarà la sua rivelazione a rendere ancor più incandescente l’atmosfera in questa travagliata vigilia elettorale. Un tipico «suspense» di Mignon G. Eberhart, straordinariamente attuale.

L’incipit:

Martha spinse lo sguardo oltre il fascio di luce dei fari della macchina e vide davanti a sé tre strade. Era l’imbrunire di una giornata di pioggia. All’angolo sorgeva una casa; sulla carta che aveva con sé era contrassegnata da una X.
Le finestre erano illuminate.
Martha svoltò in quella direzione e poco dopo si fermò.
Si aggiustò meccanicamente i capelli cercando anche di sistemare l’impermeabile. Il pensiero andava con insistenza al martedì seguente. Era per lei una data molto importante, si trattava del giorno delle elezioni.
Prese la borsa e scese dalla macchina, una utilitaria che Lem le aveva regalata e che a lei piaceva particolarmente perché le ricordava quella che aveva usato in Italia.
S’incamminò verso il portico della casa. Attraverso le grandi vetrate, scorse il fuoco di un caminetto, delle lampade, della gente. Si sentivano voci e risate. Non trovando il campanello, bussò.
La porta si aprì quasi subito.
– Che desiderate? – L’uomo era grande e grosso, con un sorriso gentile. La guardò con maggior attenzione e subito il suo viso si illuminò:
– Perbacco! È la moglie di Lem… Entrate, entrate. Io sono Jim Stenson.
– Sì, lo so…
La fece entrare in una stanza piena di gente. – Ellen – chiamò – Ellen, è la moglie di Lem. L’ho riconosciuta dalle fotografie e dalla televisione. È proprio lei…
Una donna si fece avanti con le braccia tese, era attraente, il viso simpatico incorniciato da vaporosi capelli rossi. – Signora Bascom! Che bella sorpresa. Accomodatevi.
Presentò subito Martha agli amici che la salutarono con calore.
Martha, seduta accanto al caminetto, un Martini in mano, si guardava attorno con la sensazione di trovarsi tra amici: tutti avevano ascoltato i discorsi di Lem, tutti l’avevano vista alla televisione accanto a lui.
– Al nostro nuovo governatore! – brindò qualcuno.
La vittoria di Lem pareva una cosa ormai certa.
– Stiamo festeggiando in anticipo – le disse Jim Stenson. – Verremo tutti a casa Bascom martedì, per i festeggiamenti. Questo è soltanto un anticipo.
Martha riuscì a farsi sentire con qualche parola: – Sto andando alla casa dei Bascom… Ardue Henshaw…
– Lo so – fece Jim Stenson. Era in piedi, con un gomito appoggiato alla mensola del caminetto e le sorrideva. – Archie Henshaw, l’addetto stampa di Lem.
– Sì, Archie doveva accompagnarmi ma è sopravvenuto qualcosa che glielo ha impedito. Sono venuta da sola. E’ lui che mi ha consigliato di fermarmi qui e chiedervi la strada per proseguire.
– Benissimo – disse Jim. – Siete quasi arrivata, ormai. Non potete sbagliare. Come va la campagna elettorale? Magnifica, eh?
Era quel tipo di persona che poteva dire “magnifico” ed esserne convinto al punto da infondere per riflesso un senso di entusiasmo a chiunque lo ascoltava.

L’autrice:

Mignon G. Eberhart (1899-1996), statunitense, si è dedicata alla scrittura ispirandosi ai romanzi di Mary Roberts Rinehart. Maestra indiscussa di quel fi lone del mystery che vede un’eroina in pericolo, ha approfondito l’analisi psicologica dei personaggi con un successo tale da guadagnarle all’epoca la reputazione di “Agatha Christie d’America”. Tra le protagoniste delle sue storie, l’infermiera Sarah Keate e la scrittrice di gialli Susan Dare. Ha vinto lo Scotland Yard Prize nel 1931, il Grand Master nel 1971 e l’Agatha alla carriera nel 1995.

L.

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