Tag

, , ,

Prima di darlo via schedo questo vecchio numero della collana “Il Giallo Mondadori” all’epoca della direzione di Alberto Tedeschi.
L’illustrazione di copertina è firmata ovviamente da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

900. Crociera dell’incubo (Nightmare Cruise, o The Sargasso People, 1961) di Wade Miller [1° maggio 1966] Traduzione di Ugo Carrega
Inoltre contiene il racconto:
Come vivere a lungo (Many Happy Returns, da “EQMM”, aprile 1966) di Hugh B. Cave

La trama:

Ed Cook sa benissimo che è una pazzia tentare di prendere il volo col suo vecchio D.C.3, ma per lui non ci sono alternative: negli Stati Uniti, è ricercato per contrabbando di stupefacenti, e poi, lì a Mayaguez – non appena scopriranno il cadavere – si scatenerà la caccia all’assassino. Tirando le somme, Cook non ha che una soluzione: sparire da Portorico, e alla svelta. Ma nemmeno un pilota di prim’ordine può cavarsela in mezzo a un ciclone, e Cook non si meraviglia affatto, trovandosi nelle condizioni di dover tentare un atterraggio di fortuna. Tuttavia, non può fare a meno di pensare che il destino ha voluto infliggergli una beffa macabra, quando si rende conto di essersi posato con l’aereo sul Mare dei Sargassi. In quella tomba di navi perdute, non si può certo guardare per il sottile, in fatto di salvataggio, e lo yacht Ninfa che lo raccoglie è sempre meglio del relitto di un aereo. Il Ninfa, al comando di una donna bella e pericolosa, trasporta un incredibile assortimento di passeggeri, tra i quali – e Cook se ne accorge ben presto – sta in agguato la nera mietitrice, con la sua terribile falce. Ma l’istinto di conservazione è sempre il più forte, e un uomo che si sente già la corda al collo accetta qualunque tregua, anche se questa si risolve in una crociera dell’incubo.

L’incipit:

Il vento soffiava sull’isola. Le nuvole erano state spazzate via dagli alisei. A Ed Cook, però, non importava assolutamente niente del colore livido del cielo tropicale. Seduto nella capanna sconquassata, ai bordi della pista aerea, attendeva che la mannaia si abbattesse sulla sua testa.
Non aveva fatto altro in quei due ultimi giorni. Sul tetto di metallo ondulato spiccava la scritta COOK TRADE & TRANSPORT SERVICE, ma il proprietario e unico pilota della compagnia non aveva molte speranze di restare per molto ancora al suo posto. La mannaia si sarebbe abbattuta; era solo questione di tempo.
I contrabbandieri di droga non duravano a lungo: ci pensava il governo degli Stati Uniti a sistemarli. E al lungo braccio della legge sarebbe bastato poco per acchiappare Ed Cook, cittadino americano su suolo americano. Puerto Rico era solo a cinque ore di aereo da Miami.
Sulla sua scrivania era aperto un giornale di Miami. Gli era capitato sotto gli occhi un paio di giorni prima: ed era stato allora che Ed Cook aveva dato un addio all’idea di sviluppare la propria attività per farla divenire una ricca fonte di guadagno. AGENTI SEQUESTRANO UN MILIONE DI DOLLARI DI DROGA. In un trafiletto si scherzava poi sul fatto che la polizia avesse rinvenuto l’eroina nascosta nella biancheria intima.
C’era anche la fotografia di due agenti che indicavano il bottino sequestrato. Su una delle casse sconquassate appariva chiaramente la scritta CTTS.
— Non è stata colpa mia — borbottò Cook fra i denti. — Non è stata per niente colpa mia.
Si passò una mano sul viso. Aveva la barba lunga, perché non si era più raso dal momento in cui aveva appreso la notizia. Se ne stava stravaccato pericolosamente sulla vecchia sedia girevole: in una mano stringeva un’arancia, nell’altra una bottiglia di rum, e portava alle labbra ora l’una ora l’altra.
Di solito non beveva; ne era la prova il suo fisico intatto. Aveva qualche capello bianco, ma in quegli ultimi dieci anni non aveva dovuto allargare la cinghia che di un paio di buchi. Solo la vista gli si era un poco indebolita. Portava anche gli occhiali; ma ciò non gli aveva impedito di ottenere il brevetto da pilota, purché non trasportasse passeggeri.
Pensando che avrebbe perduto il brevetto e sarebbe finito al fresco, Ed Cook imprecò violentemente in spagnolo. Dalla fine della guerra aveva esercitato i più disparati mestieri; ma quest’ultima attività era stata l’unica a promettergli un buon futuro. Aveva finito di pagare il DC3, ne traeva un modesto ma costante profitto e…
Aveva sistemato la propria pista di volo a due miglia a sud di Mayagüez, sulla punta occidentale dell’isola.
La città non era affatto un centro turistico, era anzi di antiche tradizioni puritane; ma le sue case ed i negozi a conduzione familiare offrivano a Cook la possibilità di svolgere un ottimo lavoro. Egli trasportava nel continente i prodotti artigianali della regione assicurando ai produttori maggiori guadagni ed un servizio celere. Il trasporto via mare richiedeva giorni, non ore; e molto spesso la merce, biancheria intima, tovaglie, bluse ricamate a mano e tessuti in genere, giungeva a destinazione rovinata dall’umidità. Nel viaggio di ritorno Cook acquistava articoli di ferramenta e carpenteria in Florida, Georgia ed Alabama, e li rivendeva ai mercati di Mayagüez. Erano voli facili e tranquilli, e Ed Cook credeva nella vita tranquilla.

L.

– Ultimi post simili: