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Prima di darlo via schedo questo vecchio numero della collana “Il Giallo Mondadori” all’epoca della direzione di Alberto Tedeschi.
L’illustrazione di copertina è firmata ovviamente da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

622. Destinazione: obitorio (The Deadly Finger, 1957) di Henry Kane [1° gennaio 1961] Traduzione di Laura Grimaldi
Inoltre contiene il racconto:
Un “caso” talmente strano… (Three Men in a Garden, da “EQMM”, agosto 1959) di Lord Dunsany

La trama:

Pochi ma buoni. Questa è la regola di un autore come Henry Kane (da non confondersi con Frank Kane «padre» di Johnny Liddell). Henry K. ci ha dato infatti Un mistero per Natale giusto nel Natale ’53, e che ora abbiamo ristampato nel numero di questo Natale dei «Capolavori». Cinque anni dopo, usciva Splendida canaglia, due anni dopo Il fondo dell’abisso. Con lui, non abbiamo da scegliere. Non ce n’è bisogno. I suoi, sono romanzi di prima qualità. Questo si svolge in ambiente medico. Un bisturi è l’arma del delitto. Grottesco e macabro, un dito ritrovato in un frigorifero è il fulcro di un mistero che un tenente di polizia ammattisce per svelare. Con sapiente robustezza narrativa, profonda competenza di un ambiente particolare e della psicologia umana, Henry Kane ci offre un «poliziesco» come si deve.

L’incipit:

Alle nove e mezzo d’una fredda sera di febbraio, Linda Martin era comodamente rannicchiata nel suo letto, col cuscino ripiegato dietro la testa. Aveva un libro in mano, ma non leggeva. Non dormiva ancora, ma. era già sul punto di sprofondare nel sonno. E pensava a Nick, aspettava Nick.
Linda amava Nick e Nick amava lei. Ormai erano sposati da quattro mesi, e il loro matrimonio- era una cosa dolce, riposante, sebbene Linda fosse stata avvertita che suo marito era un tipo tutt’altro che riposante.
Sorrise, nel calore accogliente del letto.
Ricordò all’improvviso, con chiarezza, quello che le aveva detto Myra Dineen… Myra dagli enormi occhi verdi e innocenti, Myra la rossa, Myra la bella. “Me l’hai rubato, tesoro, ma sento che ti sei scavata la fossa, una bella fossa profonda. Nick non è fatto per passare la vita con una biondina capace di pensare solo al matrimonio. Non è il Principe Azzurro che credi. Forse è la gelosia a farmi parlare così, ma ricordati quello che ti dico: Nick Martin non rappresenta certo il sogno fatto realtà; o almeno, non il sogno di un’insulsa biondina dagli occhi azzurri, capace di rubare gli uomini alle amiche.”
Myra le aveva detto tutto questo molti mesi prima, quando il rancore era ancor vivo, quando la sofferenza che Linda le aveva causato senza volerlo bruciava ancora. Ma ormai era finita. Lei e Myra erano di nuovo amiche, buone amiche, per quanto non intime come un tempo. Anche la sera prima, durante la cena in casa di Linda, Myra Dineen era apparsa felice, raggiante. Myra la bella, accompagnata addirittura da due cavalieri: il bel dottor Andrew Clark e il premuroso dottor Saul Kelvin.
Molti mesi prima, Linda e Myra insegnavano inglese nella stessa scuola, la Audrey Michael School of Languages della Cinquantasettesima Strada Ovest, vicino alla Carnegie Hall.
Myra era nata in Georgia, Linda a New York. Si erano conosciute alla scuola, si erano sentite attratte l’una dall’altra, e fra loro era nata un’amicizia solida, sincera. Spesso erano uscite insieme, di sera. Myra alta, aggressiva, dal corpo maestoso. Linda quasi timida, più chiusa che mai in presenza dell’amica: bionda, lineamenti piccoli, due enormi occhi azzurri.
In quel periodo, Myra era entrata nella “fase medici”. C’era il dottor Nicholas Martin, c’era il dottor Saul Kelvin, c’era il dottor Andrew Clark, tutti alle dipendenze del dottor Ronald Adams, dell’Adams Maternity Hospital, una clinica privata, piuttosto famosa, che sorgeva nella Trentacinquesima Strada, vicino al Parco.
Poi, una sera, c’era stato un doppio appuntamento, organizzato da Myra. Il dottor Nick Martin per Myra, il Nick Martin di cui Myra le aveva parlato tanto, e il dottor Andrew Clark per Linda. Ma era andato tutto male fin dal principio. O, piuttosto, era andato meravigliosamente bene.
Quasi istantaneamente, Linda aveva intuito che Andrew Clark non provava nessun interesse per lei. Era tutt’occhi per l’amica. E nello stesso tempo aveva intuito che era Nick Martin a sentirsi attratto da lei. Una cosa era certa, comunque: Linda si sentiva terribilmente attratta da Nick Martin.
Ma era impossibile. Impossibile. Nessun uomo, mai, si era accorto della sua presenza quando si trovava di fronte a quella vampata iridescente che era Myra.
Ma quella volta era accaduto. Quella volta, quando lei si era sorpresa a desiderarlo tanto da vergognarsi, quando avrebbe voluto essere leale con la sua amica, era accaduto; scrivania. Aveva in mano una lunga busta bianca. – Siete disposta a dirci, tanto per parlare chiaramente, se il dottor Clark era innamorato di voi?

L.

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