Tag

, , , ,

Il cinquantottesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo giugno Sherlock Holmes. La pietra del destino.

La scheda di Uruk:

58. Sherlock Holmes. La pietra del destino (The Stone of Destiny – A Sherlock Holmes Adventure, 2016) di Richard T. Ryan [giugno 2019] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama

Gennaio 1901. Un nuovo secolo è iniziato, eppure in Baker Street la routine è sempre la stessa. Quando non è occupato a esaminare una scena del crimine collaborando con Scotland Yard o a ricevere qualche cliente in cerca di una consulenza, Sherlock Holmes dedica il tempo libero al violino, alla pipa, alla rubrica giornalistica sulle persone scomparse. Unico evento degno di nota, la morte della regina Vittoria. In vista dei funerali solenni, negli ambienti governativi c’è apprensione per la minaccia costituita da gruppi separatisti. Quale palcoscenico migliore per un atto dimostrativo? Si richiede perciò la presenza rassicurante del grande investigatore alla cerimonia. Tuttavia, mentre l’attenzione generale è concentrata sulle esequie della sovrana, qualcuno ne approfitta per rubare la Pietra dell’Incoronazione, storica lastra sulla quale vengono incoronati i monarchi d’Inghilterra. Holmes è l’unico in grado di recuperarla, in modo che il successore possa salire al trono. Ma per riuscirci dovrà infiltrarsi nelle frange più violente dei nazionalisti irlandesi, a rischio della vita.

L’incipit

Quelli tra voi che hanno letto II segreto dei cammei vaticani sanno che, mentre non molto tempo fa mi trovavo in Scozia per una vacanza dedicata al golf insieme a mio fratello, non fui in grado di giocare all’Old Course di St Andrews perché il meteo si rifiutò di collaborare. Come risultato, finii per prendere parte a un’asta.
Il pomeriggio si concluse quando il banditore dichiarò aperte le puntate per un bauletto chiuso a chiave e io, dopo una serie di energiche scommesse, mi aggiudicai asta e bauletto.
Dopo essere tornato a casa di mio fratello, portai il bauletto in garage e lì non ci misi molto a forzarne la serratura. Quando lo aprii, scoprii che all’interno c’era una scatola di latta, di quelle che si usano per riponi documenti. Dopo averla ripulita per bene togliendo tutta la sporcizia che vi si era incrostata, vidi che sul coperchio era stato inciso il nome di John H. Watson.
Un esame del contenuto rivelò ben presto che si trattava proprio della famosa cassetta custodita per tanto tempo nei forzieri della Cox & Co. Inoltre, era piena di manoscritti stenografati.
Il primo che lessi era II segreto dei cammei vaticani, una storia mai svelata al pubblico cui il dottor Watson aveva accennato all’inizio del Mastino dei Baskerville.
Dopo aver letto diversi altri di questi manoscritti, che probabilmente vedranno la luce in seguito, in fondo alla scatola mi imbattei in una cartellina. Questa, in precedenza, era tenuta insieme da alcuni elastici, che però, con il passare del tempo, si erano seccati diventando polvere e macchiando la cartel- lina, ma non il manoscritto contenuto all’interno.
A differenza della maggior parte degli altri, non c’era nessun nome sulla cartellina né sulla prima pagina.
Intrigato, cominciai a leggere, e ora posso dire che so perché questo particolare caso non ha mai visto la luce del giorno. Era pieno di implicazioni politiche che riguardavano non solo l’lnghilterra, ma anche la totalità dell’impero britannico in quegli anni.
Non ho idea di come il dottor Watson avrebbe potuto intitolare questa avventura, ma io ho scelto di chiamarla La Pietra del Destino.
Di nuovo, la mia fervida speranza è che voi, leggendo questa storia, ricaviate lo stesso piacere che ne ho tratto io.

Extra

Il volume è impreziosito dal saggio: Sherlock Holmes alla ricerca della pietra dell’incoronazione di Luigi Pachì:

«Abbiamo già avuto modo di incontrare Richard T. Ryan quando abbiamo pubblicato nella nostra collana il suo primo romanzo, Sherlock Holmes: il segreto dei cammei vaticani. Un tema che è stato riproposto successivamente con approccio e stile diversi da Enrico Solito in Sherlock Holmes e l’anello del Vaticano. All’autore italiano abbiamo dovuto far modificare il titolo, perché troppo simile a quello del lavoro di Ryan, ma a parte questo dettaglio per i più curiosi, le due storie viaggiano su binari molto diversi e, sebbene il fulcro della trama ruoti in entrambi i casi attorno ai cammei vaticani, non vi sono molte similitudini. Questo ci fa capire come, nell’universo sherlockiano, apocrifi e pastiche possano proporre varianti infinite di un argomento affine, che sia ripreso dal Canone (si pensi per esempio alla citazione della nave Matilda Briggs o del “ratto gigante di Sumatra”) o estrapolato dalla realtà degli avvenimenti del passato (su tutti, gli omicidi di Whitechapel attribuiti a Jack lo Squartatore)

L.

– Ultimi post simili: