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Venticinquesimo appuntamento con il ciclo di antologie di “Segretissimo Special” (Mondadori) che presentano, in ordine cronologico, tutte le avventure di Chance Renard, il Professionista, nato dalla penna di Stephen Gunn (Stefano Di Marino).

La trama:

Avventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo del mondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola. Tornano tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo.

L’INFERNO DEI VIVI
Chance Renard è rinchiuso in un campo di prigionia segreto della Corea del Nord. Una strana équipe di carcerieri lo sottopone a crudeli torture ed esperimenti mirati a plasmare il suo corpo e la sua mente. Somministrandogli una droga misteriosa, il loro scopo non è solo testarne gli effetti, ma soprattutto condizionarlo a reagire secondo schemi prestabiliti. Forse vogliono trasformarlo in una macchina bellica programmata per obbedire? La risposta andrà oltre ogni immaginazione…

BATTESIMO DEL FUOCO
Convalescente dopo l’ultima difficile missione in Corea, Chance Renard si risveglia in una clinica dove tutto è perfetto. Dove si trova? Perché non vede altri pazienti? Dopo un po’ emerge un’inquietante realtà. Chance si trova in una prigione dorata dalla quale non può scappare. Mentre sale l’angoscia, appare il viso di un nemico a lungo cercato. E con questo una verità che risale ai giorni del suo battesimo del fuoco, in Libano, durante la guerra civile. Perché finalmente la sua nemesi ha un volto. Quello di Vulkan.

L’incipit de “L’inferno dei vivi”:

Campo di ricerca numero 12, pendici del monte Paektu-san, Corea del Nord. Oggi
“Io sono Chance Renard.”
Il gelo mordeva la carne. Il buio divorava l’anima.
Chance Renard respinse la paura espirando tutta l’aria che aveva nei polmoni. Dalle sue labbra sfuggì un verso rauco.
Forse, in quei giorni (quanti?, impossibile stabilirlo), si era trasformato in qualcosa che non era più umano. E quella considerazione più di ogni altra, persino più del timore di perdere la vita, lo gettava nella disperazione più profonda.
“Io sono Chance Renard, il Professionista, ho giocato con la mia vita e con quella degli altri per venticinque anni, ho ucciso, riso in faccia alla morte, ho avuto donne che qualsiasi altro avrebbe solo sognato, ho camminato a testa alta ogni giorno della mia esistenza. Io sono un Uomo…”
Era il mantra che si ripeteva in silenzio in ogni istante, ogni giorno quando apriva gli occhi, a ogni respiro, a ogni prova cui veniva sottoposto. Eppure sentiva nel sangue, nelle ossa, nel profondo della mente che stava perdendo il controllo di sé.
Era lo scopo dei suoi carcerieri.
Annullare l’essere umano per plasmare… cosa?
Non lo sapeva. Non voleva saperlo. Ma qualcosa stava cambiando, dentro di lui, come se un esercito di insetti gli stesse lentamente invadendo il cervello divorandolo per poi rivomitarlo mescolato al loro veleno.

L’incipit di “Battesimo del fuoco”:

La clinica
Chance Renard arrancava sul sentiero sterrato. Tendini e articolazioni bruciavano, i polmoni urlavano ma il cuore teneva, e questo era già molto.
Si aiutava con le braccia, pompando con i gomiti, e cercava di posare sempre correttamente i piedi sul terreno sconnesso. Il fisico sembrava rispondere ancora abbastanza bene, mentre la condizione mentale rimaneva un serio problema. A volte lucidissima, altre tormentata e offuscata, soprattutto di notte.
Il Professionista lo sapeva. Erano i postumi della droga che gli avevano iniettato per settimane in Corea del Nord al fine di condizionarlo. Yellow Dragon, un veleno da streghe. Nel corso della missione appena conclusa se n’era liberato. Il sangue, l’azione e l’adrenalina avevano allontanato gli effetti più nefasti di quella sostanza che lo aveva reso un supersoldato dalla mente fragile, un automa completamente docile a ordini impartiti da altri.
Ma non era quella la sua vita? Quella che si era scelto sin da ragazzo, scappando da una vita borghese in cerca di avventure, stregato dai racconti di suo padre? Legionario a vent’anni, prima esperienza con la forza internazionale di pace in Libano, durante la guerra civile. Un battesimo del fuoco che non avrebbe scordato mai.
No, si disse, mentre affrontava l’ultimo tratto della salita che conduceva sino a un promontorio che da un lato calava a picco sul mare e dall’altro si perdeva in una fitta foresta di alberi mediterranei, scuri e frondosi.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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